Home / Cheesecake  / Cheesecake al Mango

Cheesecake al Mango

Per la base: 

  • 250 grammi di biscotti secchi
  • 100 grammi di burro a temperatura ambiente

Per il ripieno: 

  • 400 grammi di latte condensato
  • 2, 5 dl di panna fresca da montare
  • 1 mango non troppo maturo
  • 4 fogli di gelatina (colla di pesce. Agar Agar per vegetariani)

(ho adoperato una teglia di diametro 24 a cerniera)

Sbriciola i biscotti con mattarello e busta o mixer fino a ridurli in polvere. Adopera burro morbidissimo a temperatura ambiente o sciogli per pochi secondi al micro. Metti i biscotti sbriciolati in un recipiente e “bagnali” con il burro morbido fino a formare un’adorabile “pappetta appiccicosa” che sarà la base della cheesecake. Sistema questa al fondo della teglia a cerniera pressando per bene senza lasciare buchi. Conserva la base in frigo o freezer (30 minuti-10 minuti) mentre prepari il ripieno. Monta la panna. Aggiungi pian piano (quando la panna è montata a metà) il latte condensato e continua  a lavorare. Taglia a pezzetti il mango (dadini) e ammolla la gelatina in acqua ghiacciata per 10 minuti. Trascorso il tempo strizzala e lasciala cuocere a fuoco bassissimo per pochissimi secondi con un dito di acqua in  un pentolino. Aggiungi la gelatina sciolta al composto panna-latte e pure i pezzetti di mango. Gira per bene. Versa il ripieno sulla base. Conserva in frigo per almeno sei ore. Decora come preferisci. Anche con granella di cioccolato o frutta secca altrimenti con altri frutti che renderanno visivamente un contrasto più netto e non troppo “scialbo”.

Finita l’era del GhostBuster giunge quella del GecoBuster. Già lo scorso anno qui in casa ci si era presi abbondantemente gioco di me e del mio letterale terrore nei confronti dell’appiccicoso rettile, capace di annientare le mie primitive forme di raziocinio (?). Pur bramando un serpente da anni, pur essendo fan sfegatata delle lucertole e simpatizzante per iguane e annessi, ho una paura (priva di senso come tutte le paure) incontrollabile per il piccolo e adorabile geco che sì.

E’ anche dolcecarinopatatosoteneroso e a tratti ricorda pure il mio tanto amato camaleonte Carletto (tunonhaifame?) ma. Ma non ce la posso fare. In tenuta antisommossa quindi e armato di tutto punto è corso in mio aiuto Santo Aluccio. La missione era portarlo in salvo fuori sul terrazzo e non torcergli un capello. Perché i gechi hanno i capelli e nessuno osi contraddirmi.

In diretta twitter, come solo una donna multitasking 12.0 (altro che 2.0!) ho tenuto con il fiato sospeso la popolazione italiana pronta a inviarmi gatti, predatori, assassini seriali in formato pappagallo e uominidecasacontantodiciabatta. Io e il Nippo, fermi sostenitori che avremmo potuto amabilmente patteggiare con il Geco (che si chiama Gecob) abbiamo fallito miseramente le nostre dissertazioni filosofiche del tipo:

“ci piaci. Ma non puoi stare in casa con noi. Sei addirittura in cucina. Iaia deve fare le videoricette e con te non è possibile. Ti prego accomodati fuori. Il terrazzo è bello e curato. C’è pure il dondolo. Il gazebo. La plafoniera con la luce a led e pure quella con luce calda. Noi di luci ne capiamo. Dicci quale ti piace e…”

A niente sono valse le richieste e il patteggiamento. Gecob voleva stare lì. Sulla parete della dispensa a osservare questi due strani sinistri cucinare, parlare giapponese e fotografare bamboline. Per questo motivo abbiamo dovuto ricorrere all’aiuto di GecoBuster Aluccio. Pronto a tutto è riuscito ad arrampicarsi e avvicinarsi a Gecob, che non voleva sentire ragioni. Io, sulla sedia, come nei classici copioni di “donna urlante in stato incontrollabile” gridavo “non fategli del maleeeeeeeeeeeeeeeee. Gecob ti prego patteggiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa”. Il nippo con aplomb e calma mi invitava a scendere dalla sedia perché conscio della mia maldestrezza (maldestrezza esiste. IO SONO UNA FAMOSA AUTRICE ITALIANA E ADESSO POSSO INVENTARMI QUELLO CHE VOGLIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO. Ok. Ho bevuto troppi caffè, perdonatemi) e SantaSignoraPina in preda al mio stesso identico attacco di panico pregava tutti i Gechi del mondo affinché la situazione si potesse risolvere nel migliore dei modi.

Gecob, che pare provenire da Santa Margherita Ligure-Zona Rapallo in quanto riconosciuto dopo apposito gechidentikit, adesso sta bene. E’ stato portato fuori sul terrazzo. Ha una coda offesa perché durante l’invito del Gecobuster ha subito un piccolo colpo. Vive felice vicino la plafoniera a led e minaccia di entrare nuovamente.

Credo che lo scopo primario di Gecob sia fare videoricette con me. Me lo fa supporre il fatto che sia arrivato proprio durante l’elaborazione della Cheesecake di Mango. Gliene ho offerto un pezzetto ma credo che la Cheesecake di Zanzare sia la soluzione (l’unica che mi manca, tra l’altro).

Sarà un’estate difficile quella tra me e Gecob. Come lo è stata quella dell’anno scorso tra me  e Gecson (Maicol di secondo nome). Il Geco sordo volato sulle scale che la stessa Bestiabionda conobbe una sera afosa e appiccicosa.

E il tuo Geco? Come si chiama? Magari fanno una GecoCrociera tutti insieme.

Altre VideoRicette di Cheesecake?


Cheesecake con amaretti e cioccolato fondente

Cheesecake-Brownies

Cheesecake al Tè Matcha

Cheesecake di Fragole in Cocotte

Cheesecake Gluten Free ai mirtilli

Cheesecake alla zucca

Che poi l’avventura del “Gikitchen” comincia proprio con una cheesecake (ricordi?). Uno dei primi dolcetti che ho preparato. Fotografato. Trasformando tutto dal fumetto alla “realtà”.

Per questo, pur non avendo mai mangiato una cheesecake (perché a prescindere da qualsiasi problema il formaggio l’ho sempre detestato con tutta me stessa) ed essendo uno dei dolci che prediligo meno in genere come essenza (e diciamolo: di troppa semplice realizzazione e per questo “noiosi”), rimango legata al ricordo che contiene.

Cheesecake classica alla vaniglia

(fotografavo senza preoccuparmi delle ombre con i riflessi del sole sui cucchiaini. Uhhhh. Beneamata giovinezza!)

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
19 COMMENTS

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi