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Ncoppjammjaaaaaa!!! (datemi un calmante)

Jammmmmmbellllll ncopppa jammmmjjjjjaaaaaaaa Simmenapulèpaisa funiculì funiculà. U babà. A sfogliatell!

Napoli ti amo. Ti amo incommensurabilmente e visceralmente. Tisentdrittevven e ascoltavo pure Pino Daniele quando avevo quindici anni (ma non proferire parola su Gigi D’Alessio e Tatangelo perché potrei non corrispondere delle mie azioni. Ti amo e ti perdono per “nondirglimaichesiamostatiinsiemequellanotteamare” ma è un tasto doloroso che non toccherei perché sono in un momento difficile della mia vita; ovvero: in crociera. Sorvolerò quindi in virtù di questo amore viscerale O paradiso vulcanico, come fossi la mia terra*portandosi la mano al petto e guardando il cielo con aria tratratrasognante).

Napoli ti amo talmente tanto che ho giurato sul molo beverello di impegnarmi seriamente nella preparazione del caffè, chiedendo  perdono a San Gennaro per tutti quelli che hanno dovuto patire bevendo il mio. Na tazzulllelll ‘e caffè.

Doverosa dichiarazione d’amore ad una città che mai è andata ( e andrà) via dal mio cuore, a parte ecco che. Prima tappa. Napulè. E ncpp jammjaaaaaa! Felicità spropositata per questa tappa eccessivamente breve: dalle otto sino alle tredici. Fortuna che il Molo Beverello lo conosco molto bene e dal Maschio Angioino in poi è casa ( vabbè sto esagerando ma quando parlo di Napoli mi scoppiano tutte le coronarie emozionali. Non so cosa siano ma secondo me esistono. Esistono vero?). Escursioni disponibili non ce ne sono ( ass fa a Maronn * oh io il corso di Napoletano l’ho seguito davvero ja!), Capri l’abbiamo vista fortunatamente in altre circostanze e per più di dieci giorni e. E allora un semplice giro giusto per mangiare una sfogliatella. Decidiamo se in pullman, navetta, navicella spaziale o monopattino e optiamo poi per taxi ( i soliti crocieristi, insomma). L’idea era quella di farci mollare a Piazza Plebiscito e poi passeggiatina, sfogliatella, procacciamento del cibo per me e tanti ( ma proprio tanti) compeed per i miei piedini torturati ( maledette ballerine nuove! maledette!). Solo che poi quando saliamo sul taxi incontriamo Giuseppe.

Giuseppe, napoletano doc di una simpatia devastante non fa in tempo ad aprire bocca che già gli giuro amore eterno. Ci offre all’onestissima cifra di 70 euro un giro di un’oretta per Napoli ( quattro persone, aria condizionata, cicerone d’eccellenza. Chevodichiù?). E se ci vogliamo fermare? ci aspetta. E se vogliamo scattare una foto? La possiamo fare. E se vogliamo mangiare la sfogliatella? Lui sa quale è la migliore e giura che sia a San Gregorio Armeno; sì proprio dove fanno i presepi e vendono tutti i personaggi; anche i più impensabili come Schettino e la Lecciso ( Napoli a Dicembre sono là! Anche se Giuseppe giura che da ottobre in poi si possono trovare incredibili chicche e novità presepali. E presepali esiste. Nessuno mi contraddica o lo trascino con me al ponte 12 nella noche latina con paella surgelata e cozze putride).

E allora diciamo assolutamente sì a Giuseppe benedicendo il Molo Beverello e comincia il tour, rivelatosi poi uno dei giri più incredibilmente belli mai fatti a Napoli. In così poco tempo? Assolutamente sì senza remore e riserve. Giuseppe non si ferma un attimo. E’ gentilissimo e disponibile. Ci spiega ad ogni semaforo cosa è il palazzo alla nostra destra e sinistra. Indossa occhiali da sole e sorride. Fa domande. Da risposte. Spegne pure la sigaretta quando arriviamo in anticipo e si rinfila velocissimamente dentro per nuove e incredibili avventure last minute. Di una gentilezza che stordisce. La prima tappa è la Chiesa di Gesù Nuovo che affaccia su Napoli vecchia. La ricordavo certo sì, ma non così bella. Fuori ha qualcosa che rievoca la lavorazione della pietra lavica catanese. I colori sono pressoché gli stessi ed io guarda un po’ ho proprio il fisheye montato; faccio pochi scatti ed entro. Navata non fotografabile ahimè e preziosi decori e intagli. Il Monastero di Santa Chiara con le finestre di mosaico colorato dove filtrano luci che posso riprendere con il fisheye e il grandangolare e papà che ride. Tappa che dovrebbe essere approfondita per ore ed ore ma. Giuseppe ci aspetta fumando una sigaretta. Si  riparte verso San Gregorio Armeno e solo come i napoletani sanno essere, generosi veri e spontanei, vuole offrirci la sfogliatella. Solo che mamma, papà e Nippotorinese sono reduci dalla (vergognosa) colazione a bordo ( su cui blatererò. Ah sìììììì ne blatererò eccome su tutto quel ciarpame culinario scongelato male) e rifiutano la sfogliatella. Sacrilegio! Li invito a riflettere sul gesto assurdo che stanno compiendo ovvero:

( in ordine sparso e purtroppo non approfondito perché ho poco tempo: devo controllare se la signora in abito da sera al ponte 5 alle ore 14.30 ha optato per un plateau di 15 centimetri o 20. E’ importante per i miei studi crocieristici).

rifiutare la sfogliatella (che quasi quasi se non c’era burro e uova me la mangiavo io e tanti saluti) a Napoli

rifiutare la sfogliatella più buona di Napoli offerta da un Napoletano Doc a San Gregorio Armeno.napoli9

Arrestateli !!!!! Arrestate questi due siciliani e questo torinese subito ! Sacrilegio ! ( io ero giustificata, tzè).

Niente sfogliatella a San Gregorio Armeno ( peserà sulle vostre coscienze, stolti!)  ma in compenso ci riempiamo gli occhi entrando nella Cattedrale dopo saccheggio in farmacia ( Giuseppe prontamente me ne trova una ! Santo subito! Cosa era successo? I miei legamenti crociati lesionati sono voluti venire con me. Crociati-Crociera. Qualcosa di sottilmente affine li lega, ne sono certa) e l’incredulità di tanta beltà in un colpo solo.

Napoli non è affatto sporca o perlomeno non lo è più di Catania. E’ certo che per un Torinese lo è, senza girarci troppo intorno. Torino è situata in un interspazio e intergalassia diversa. Non si può paragonare come è assurdo anche solo pensare di fare parallelismi tra Sidney e Tunisi. Catania è Catania. Torino è Torino. E.

E Napoli? E’ Napoli. Mille colori. Mille sapori. Una carta sporca e nessun se ne importa. Anche se non ci credo mica tanto.

Ricordo ancora Pino Daniele che rimbomba nelle mie orecchie. Il concerto al Palasport di Acireale che avevo solo 16 anni e il ricordo di Enrico, che mai andrà via.

Napoli evoca sensazioni contrastanti. E’ un pugno fortissimo a stomaco vuoto e una serenata improvvisa di sentimenti. E’ più sporca di come dovrebbe essere, ecco. Voglio scrivere questo e non altro.

 E’ bella da fare spavento e mamma che non c’era mai stata mentre Giuseppe si dirige da Gambrinus proprio su Piazza Plebiscito non smette di ripetere ” non me la immaginavo così grande. Non me la immaginavo così bella”.

Non ero mai stata da Gambrinus, bar storico di beltà spaventosa che affaccia proprio su Piazza Plebiscito. Chiedo a Giuseppe di indicarmi in assoluto il bar per eccellenza e senza pensarci una volta consiglia questo. Mi racconta che Napolitano fa proprio colazione lì quando è nella sua città e sa pure dove si siede.napoli1

Io e Giuseppe ci fiondiamo al bancone affollato dove primeggiavano anche Pastiglie Leone di ogni sorta    mentre il  Nippo, papà e mamma si fiondano sulla sfogliatella (il senso di colpa di averla rifiutata pesava giustamente sulle loro coscienze sporchissime. Continuo a pensare che la sfogliatella di Gambrinus valesse la pena a prescindere ma il sapore di quella a San Gregorio Armeno sarebbe rimasta nel cuore scalfita in modo diverso)  facendo grondare la preziosa crema sin giù nella trachea. La vetrina straripante di bontà ha in bella vista la pastiera napoletana. Purtroppo troppo grande da trasportare ma da lì a poco ci saremmo pentiti amaramente di non averla ugualmente infilata a forza anche dentro gli obiettivi della mia reflex.

Io bevo finalmente il caffè napoletano buono come mai nessuno al mondo insieme a Giuseppe  dentro una tazzina riccamente decorata e pregiata; buttiamo giù l’oro di Napoli bello caldo caldo mentre mi promette una foto strepitosa da Via Petrarca a Posillipo. Promessa che mantiene e dove facciamo insieme anche una fermatempo ( caricare le foto da qui è oggettivamente impensabile e rimando a dopo gli appunti visivi).

E’ tutto troppo veloce e mentre Giuseppe cammina, parla e racconta del suo sogno di fare una crociera e del suo viaggio di nozze a Tenerife siamo praticamente di nuovo al molo beverello perché sono passate due ore e non una. Anche lui ci invita a restare. Ed io con fare nostalgico dico ” sì. restiamo ! Facciamola salpare la nave e restiamo a Napoli !”

E’ stato in quel momento che capisco quanto l’animo di Giuseppe sia romantico e fantasioso.

E non si fa pagare una doppia corsa Giuseppe. Ma ci bacia, ci ringrazia e ci da il suo biglietto da visita. Parlo con sua figlia al telefono che mi dice l’ email dove spedire la foto fatta insieme perché Giuseppe confessa che con internet non ha un buon rapporto. Gli dico che quando presenterò il libro a Napoli lo chiamerò e lui mi dice che andremo a mangiare fuori .

 Ed io immagino già la cena guardando il mare di Napoli mentre faccio domande su domande. Amo sentire parlare della propria città quando il cuore è così speciale, generoso e ricco di contenuto.

Lasciatemi qui !

Altro che viaggio confortevole in giro per il mediterraneo. Possiamo restare?

Mangiare in quei deliziosi ristoranti proprio sotto il Castello dell’Ovo che Giuseppe ci mostra con tanto orgoglio ( giustamente) . Ritornare al Monastero di Santa Chiara perché lo so che abbiamo visto solo l’uno per cento. Passeggiare nei vicoli e salite. I quartieri spagnoli e la Galleria Umberto. Ma. Ma non si può.

La nave invadente ed enorme non si intravede ma spacca proprio la visuale. La C è grande quanto il Molo Beverello e le sue fauci ci intimano di tornare.

Prima del saluto definitivo a Giuseppe rivedo l’albergo il Vesuvio proprio di fronte al mio (MIO, ja) Castello sul mare dove ho pernottato con il Nippotorinese parecchi anni fa. Ripercorro mentalmente tutto quello che Napoli è stata è e sarà. Penso a tutti i miei amici napoletani e a quanti avrei voluto dire di essere lì ma.

Ma non era il tempo purtroppo. Ma ci sarà.

Dopo la prima tappa la nave passa in secondo piano e l’astio, seppur motivato, descritto nelle righe di ieri pare essere scomparso perché proprio come nella chiusura del delirio precedente c’è qualcosa di diverso in tutto questo.

E’ come se fosse il percorso della vita, fare una crociera. Tratti politicamente scorretti irrorati da sensazioni contrastanti . E’ un percorso allucinatorio e delirante pieno di metamorfosi e similitudini. La nave come mostro. I passeggeri come incontri amici, nemici e del terzo tipo. Danze coloratissime inquietanti con greggi umani e isolamenti beati davanti al mare calmo per riflessioni importanti.

C’è davvero tutto l’essere su una crociera. Ed ha parecchie similitudine con il Circo; che ahimè colgo solo adesso.

C’è Jeffrey e Giuseppe. C’è papà e mamma che mangiano la sfogliatella. C’è il Nippo austero che dice “babà” manco fosse di Posilippo e l’interazione. La magia e la rinascita.

C’è una preghiera silenziosa da parte mia a San Gennaro. Da non credente. Ma.

In silenzio l’ho guardato a San Gennaro e glielo ho chiesto. Di poter tenere per sempre il mio papà stretto stretto come la crema sta alla sfogliatella.

Con tutte quelle righe che si sovrappongono le une alle altre. Le difficoltà di stare uniteuniteunite anche dopo il primo e il secondo e il terzo morso.

Ho consegnato il mio biglietto da visita con Maghetta Streghetta a Giuseppe. Senza vergognarmi di essere quella che sono. Una crocierista con la maglietta con su scritto  ” Come to the dark side. Interamente di nero vestita con 50 gradi all’ombra, coprispalle compreso.

Solo che prima mi vergognavo di essere quellavestitadinerotuttacoperta. Ma è giusto che io venga presa in giro  dalla signora in abito da sera con il fiore in testa e il plateau glitterato di 20 centimetri. Proprio come faccio io con lei.

E tu cosa fai nella vita?

Sogno di fare la scrittriceillustratricecantastoriefavolenere.

Perché non importa cosa fai davvero. Cosa sogni di fare e di diventare. Cosa ti senti davvero. Cosa sarai davvero. Cosa .

Importa chi sei. E il sogno di chi volevi essere.

Ed io volevo essere questo. Vestita di nero. Sicura di me. Con un libro in uscita. Uno in lavorazione. Abitando per navi e onde tra inferno e paradiso.

Grazie ancora una volta Napoli.

Per quello che sei e per tutti i figli meravigliosi che hai.

E perché ogni volta riscopro e ricordo parti di me. Mai perse ma solo distrattamente messe da parte.

E la pastiera dovevamo infilarla da qualche parte per forza, dannazione!

(appunto importante: Dopo 24 ore di digiuno ho trovato cosa mangiare per i prossimi giorni: gallette di riso. Trovate al terminal beverello. Ho tentato di imbarcarle contravvenendo – o almeno a me sembrava- alla regola scritta di “niente alimenti a bordo dopo le visite alle città”. Non me lo hanno impedito : anzi. Le ho mangiate al ristorante innaffiate da Coca zero come si confà alle grandi occasioni e tutti mi hanno sorriso. Fin quando sorridono per compatimento e non perché  ne vogliono qualcuna andremo d’amore e d’accordo)

( hai visto Caronte? Se continui ad essere gentile con me forse ti perdono di avermi strappato da Giuseppe e Napoli)

e si parte per.

Savona.

( pardon per gli errori. Tempo di revisione per correttore automatico-frizzi e lazzi : davvero poco)

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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13 COMMENTS
  • (vabbè. gocciolo.)

  • bestiabionda 13/08/2013

    vabbè piangocomeunascema.
    è incredibile. tu sei incredibile sei.

  • pani 13/08/2013

    ecco, hai visto che qualcosa (molto) di buono ci trovi?

  • yliharma 13/08/2013

    mi sa che va a finire che ti converti alla crociera…prossima tappa? bacio! :*

  • Savona? Quando???

  • Wish aka Max 13/08/2013

    Scaturchio. Le meglio sfogliatelle sono da Scaturchio. Sono disposto a ingaggiare un duello su questo. 😀

  • Antonia 13/08/2013

    ….. 1001 colori di Napoli …. Con te !!!!

  • tittisissa 13/08/2013

    Bello questo tuo giro a Napoli! Organizziamo un pullmino, chiamiamo Giuseppe e facciamolo tutti insieme! 😉

  • Giudy 13/08/2013

    E c’è chi dice siano sotto la Galleria Umberto le migliori! Altri dicono (come il mio papà) che siano verso forcella/p.zza Garibaldi. Io non lo so, ma proporrei uno sfogliatella tour per fugare ogni dubbio! E sicuramente ci sarà qualcosa anche per te, Iaia! ♥ PS.: a Napoli per il libro? Son sempre lì in facoltà. ci sarooooò! Scoppio di gioia! Ah! E la pizza, devi prenderla da Sorbillo perché se non erro c é la versione gluten free e ovviam ometti la mozzarella. Non è una pizza con la P maiuscola, ma ci scommetterei che è una delle migliori gluten-tutto free !
    E potrei parlare per ore di Santa Chiara, dei vicoli, della stessa università. Mi trattengo! Trapiantata a Napoli l ho amata poco a poco e mi indigno ogni giorno per Lei come se fosse casa mia.
    A presto 🙂 (che bello poterlo dire). A PRESTO! ♥

  • apity 17/08/2013

    Napoli, sicuramente da vivere. Bella, bella bella.
    Che gentile Giuseppe!
    Voglio sentire dei banchetti a colazione sulla nave eh!

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