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Palma di Majorca, Palma de Mallorca, Mallorca. Insomma quell’isola bella là

Di Palma de Mallorca ne ho già parlato qui >>>

E vabbè all’uscita dell’accoglienza portuale di Palma di Maiorca posizionano i tassisti più hermosi ( per dimostrare di saper dire qualcosa a parte olè e corrida. Furba no?) . Due anni fa il mini giro turistico con Pedro e questa volta no mini giro turistico con Pedro. Ma non era il nostro Pedro tondetto con acconciatura anni ottanta abilmente mesciata (che si scrive così) con ossigeno a ottanta volumi bensì altro Pedro tondetto senza capelli dalla risata contagiosa ( e comunque le meches non gli sarebbero state bene per via della carnagione olivastra). Optiamo per il no tour ma l’entusiasmante opzione ” mollaci alla cattedrale che famo prima “. La cattedrale di Maiorca è stupefacente e magnificente. Enorme proprio sul mare.

Io e il Nippo cominciamo questa litania quando veniamo interrotti da Pedro che scusandosi di  non sapere l’italiano ( ma tanto manco noi italiani lo sappiamo *risate registrate*) ci confida che la Cattedrale non è più bella come una volta.

Colpo di scena.

Pare infatti che quando Pedro era piccolo ( Pedro sta sulla cinquantina portata bene grazie alla stazza generosa . E’ strafatto di tapas ed io lo amo per questo) la Cattedrale fosse proprio sul mare e che poi l’urbanistica maiorchina abbia invaso il contorno di questa incredibile struttura che devi guardare alzando il collo fino a fartelo cadere come nella scena de ” la morte ti fa bella”. E’ alta alta alta. E ha un’entrata  tanto vicina vicina vicina con  un cortile abbastanza stretto stretto stretto ( rafforzo i concetti aggettivali per rendere l’idea. Pare che funzioni. Non ne sono sicura ma ci provo).

Pedro si fa capire talmente bene che mi convince in pochi attimi di essere in grado di capire lo spagnolo. Anzi no. Mi convinco proprio di essere spagnola. In un attimo divento cittadina iberica onoraria fino a sentire la necessità di tifare Barcelona o Real Madrid.

Parla dei riflessi sull’acqua che regalava la Cattedrale. Di quanto a lui piacesse guardare questo disegno tra le onde. Il romantico Pedro è l’ennesimo contatto umano poetico che incontriamo e immersi nel traffico maiorchino, invaso da scemuniti croceristi ( presente ! eccomi!) arriviamo a destinazione. Ci molla proprio dove due anni fa Topolino mi ha agguantato all’improvviso per fare una foto con me. Solo che quest’anno c’era Paperino. Non faccio in tempo a chiedere al Nippo se secondo il suo parere sia lo stesso Topolino amico mio travestito da Paperino per non farsi riconoscere, che già Nanda e Turi invocano gelato-brioche-qualcosa di commestibile che non sappia di nave. La tappa a Maiorca è molto lunga ( almeno questa!) a differenza di quella del giorno precedente  a Barcellona. Abbiamo tutto il tempo per fare un giro in  centro, infilare nei sacchetti prelibatezze del luogo ( la sobrasada! specialità maiorchina che manda in delirio il cuore calabro di Fernanda), scovare nuovamente gelati entusiasmanti ( che gli spagnoli non se la cavano male, diciamolo. Che poi i gelatai sono quasi tutti italiani non lo diciamo perché altrimenti facciamo la solita figura degli italianichesannofaretuttoloro) e capire se Iceberg, il gelato che mi era tanto piaciuto ( limone e basilico- Lo stesso che avrei sorprendentemente trovato a Torino da Ottimo e tutta la serie di coincidenze che ne conseguono), fosse nei paraggi. E infatti: tuppete

Eccolo. Solo che non c’è limone e basilico ma arancia e menta: superbo. Un gusto entusiasmante e la menta freschissima che se ne poteva sentire senza alcun problema l’odore. Mi sparo in vena tre bolas, perché la Spagna è in gemellaggio con Veneto e Nord Italia Orientale: va a palline e non a unità di misura: medio-piccola-grande-maxi. Papà non apprezza il limone ma la fragola sì. A me non piacciono  i frutti di bosco e anche il mango non dice nulla ma arancia e menta merita. Eccome se merita !

Sole fortissimo ma non caldo asfissiante. E lo dice una vestita di nero con tanto di pantacollant o leggingggs pinocchietto come li vogliamo chiamare. Oh. Io non ce la faccio ad andare in giro con cosce al vento e in tenuta da perfetta turista. Ho un codice di decoro , onore e compostezza troppo rigido me ne rendo conto. L’idea di poggiare le cosce su qualsiasi superficie mi capiti a tiro mi devasta mentalmente e fisicamente. Devo essere non totalmente ( vorrei ) coperta ma quasi. Devo poter sapere che esiste uno strato “protettivo” tra le mie cosce e le sedute. Per dire che no: non sono la turista che si butta per terra sui gradini. Neanche se ho lo strato ” protettivo”.

La solita rompina, insomma. In qualunque cosa*momento di autocriticismocommiserativo finito*

Caldo sì ma non eccessivo e tanti negozi interessanti soprattutto dal punto di vista gastronomico perché Maiorca è davvero una bella palestra culinaria ricca di cucina spagnola. Senza dimenticare il pezzo forte di cui ho parlato precedentemente nel post dedicato all’isola che è la melanzana.

Nanda ha voglia di paella e vorrebbe rimangiarla. Il Nippo vuole drogarsi con le tapas. Papà vuole un gelato come me e quindi dopo giro al mercato ( coperto in pieno stile Boqueria ma in formato nettamente mignon; di incredibile bellezza ) e a sorpresa reperimento gallette di riso per me : eccocccci qua.

Troviamo un luogo davvero carino.

Trip advisor ne segnala davvero un bel po’ vicino a dove ci troviamo e quasi tutti con commenti abbastanza positivi. Generalmente è meglio non scegliere luoghi troppo commerciali e da turista ( per dire insomma che il vialone centrale con tante tapas e paella multigusto illustrate in imbarazzanti cartelloni posti all’entrata va quasi sempre saltato a piè pari ) e questo si trova proprio vicino alla Cattedrale ma.

L’ambiente interno sembra molto raffinato e una scultura moderna e simpatica a forma di pesciotto invade una grande vetrina. Il signore all’interno ha il facciotto convincente. Trip Advisor non ne parla male nonostante le recensioni siano poche rispetto agli altri e.

Entriamo.

Si può scegliere un menù fisso a 14 euro e uno a 22. Si può scegliere un menù a la carta e pure un giro di tapas alla modica cifra di 15 euro con mini sorbetto al mango ( e che altro gusto sennò? ) incluso. Io intravedo un cosciotto di maiale che può interessare ( e molto ) il mio papà proprio perché conosco i “miei polli “. Entriamo e non sbagliamo ( a seguito di una comitiva italiana)

Giro di tapas

Patatas bravas ( le ho cucinate e fotografate proprio in occasione di Palma di maiorca due anni fa ! Ricordi?)  ma stavolta servite con una cremina davvero piccante ( e per dirlo Nanda !) . Le chiamano Patatas Bravas en gajos

Montadito de Atun, apio, nueces Y mahonesa, gratinado con queso che è praticamente del tonno con nocciole e maionese.

Cojonudo, ovvero uova di quaglia servito su pane caldo e una salsiccietta speziata. Tortillitas de pescado, ovvero una frittatina tortilloooosa con il pescato del giorno ( generalmente ” little fish”) e Foie plancia sorbe bizocho de especias regado con salsa de chocolate blanco y eneldo: e vabbè fegato con salsa di cioccolato ( che il Nippo giura essere sorprendentemente delizioso insieme alla renitente mamma) e Solomilo de cerdo al whisky con crujiente de jamon ovvero un pezzetto di maialino tenerissimo cotto nel whisky e prosciutto affumicato e fritto ( mamma approva annuendo fortissimo e poi dice ” buono il fegato!”  – nnamobene).  A chiusura il cupido de sorbete de mango ( che io assaggio proprio perché è senza latte ma non trovo affatto buono. Uhm. Senza gloria e infamia. Un sorbetto anonimo. Per il resto ho mangiato una mega insalata buonissima interamente verde senza frizzi e lazzi. Con spinacino freschissimo e due o tre erbette sconosciute ma buone) .

A 15 euro questo tripudio di tapas dalle dimensioni per niente ridotte  è una cifra niente male soprattutto se si conta che il locale è pulito ( molto pulito), le presentazioni sono ben fatte e tutto quello che è servito estremamente fresco (ma noi proveniamo da una crociera. E’ giusto ribadirlo. Siamo soggiogati mentalmente). Gentili  e cucina a vista. E nota dolente generalmente (ma non in questo caso) : bagno pulito , accogliente e sorprendentemente organizzato ( io sono quella che va sempre nel bagno per vedere e capire. Si capiscono TANTE cose dal bagno. MA PROPRIO TANTE ).

E da questo bagno ho capito che non avevamo affatto sbagliato locale. Papà come antipasto ( sceglie il menù alla carta) prende un mega antipasto con avocado e noci. Una sorta di tartare ( la presentazione però di questo piatto non è stata di mio gusto per quanto possa essere poco interessante questo dettaglio. Troppa roba. Confusa. E accostamenti cromatici improvvisati) con avocado e noci e una salsetta con miele accompagnata da una frittura di zucchine e una spuma di formaggio ( o non so cosa ) sopra che a mio avviso era inquietante proprio come i corredi culinari che il magico Chef della nave mette nei suoi piatti ( c’è un forte sarcasmo sì) .

E il cosciotto di maialino vince anche se papà senza farsi troppi problemi dice al simpatico cameriere spagnolo tutto entusiasta di averlo visto mangiare con gusto ” in sardegna lo fanno meglio. Ma la Sardegna è l’isola più bella del mondo”.

tiè.

Altro che maiorca. Sicilia. Maldive e Seychelles.

Turi dice che la Sardegna è la più bella e come fanno il cosciotto  di maialino nessuno al mondo e : tutti tacciano.

E’ così. E chi lo contraddice il mio papà?

Io sono felice però di vederlo mangiare con gusto tanto che agguanta un pezzettino di ossicino mentre non lo guardo ( lui crede che io non lo stia guardando) e quando viene scoperto ( eeeeeeetttipareva che non passo sempre per la rompina) con sguardo colpevole posa l’osso e.

Scoppio a ridere.

Santa Eulalia si chiama questo Cafè Restaurant. Da provare assolutamente.

Proviamo un altro gelato che si chiama Naturalmente. E pure un centrifugato di ace che confezionano freschissimo sul momento. ( se fosse stato freddo mi sarei esaltata ma così non è stato . Bellocaldocaldo. Ma l’errore è mio, uff).  Il gelato è buono soprattutto alla mela verde ma ne provo solo due palline perché la mia intenzione è quella di mangiarne un altro da Iceberg nuovamente arancia e menta prima che la Caronte mi porti verso l’oblio del giorno intero di navigazione  ( AIUTOOOOO!!!!!!!!!). Scoviamo negozietti pieni di prodotti tipici culinari ed io agguanto a raffica . Anche le spezie della paella e preparati. Non la sobrasada anche se ce ne era talmente tanta che Nanda ne stava infilando in borsa tre chili ( nel frattempo Nanda compra orrendi sandaletti dall’inquietante marca: Giosoppo. Di rara bruttezza. E’ un appunto importante questo eh).  Troviamo selezione di sali ancora un volta e una limited edition ci convince. Dopo questo viaggio farò piatti su piatti su piatti su piatti con diversi sali aromatizzati. Ho talmente tanto sale da  alzare la pressione agli abitanti di tutta l’Europa. Forse anche del medio oriente.

Un negozietto pieno di conchiglie ( credo si chiami Natural-mente . Proprio come gelati-centifrughe ma con qualche trattino. Da qualche parte. NONLOSO) attira la mia attenzione. Sono delicatissime e ho paura di trasportarle ma alcune non posso lasciarle lì ergo le prendo. C’è di tutto in questo paradiso di conchiglie. Sono originali e vengono da tutte le parti del globo. Ci sono pure i ricci senza aculei ( che amo) con sfumature rosa e verde. Ci sono piattini che provengono dalle Maldive fatti interamente con resti di cocco e . Li prendo. E . Li prendo. E insomma a Palma prendo talmente tante cose che ai controlli pensano che finirò divorata dai souvenir come in Sepolti vivi , programma sky solo che nella cabina della nave.

Ai controlli sono rigorosi manco fossimo terroristi. Si passa tutto ai controlli e c’è pure il metal detector. Io che faccio spaccio internazionale di gallette di riso vengo ormai riconosciuta da qualunque controllo. Credo si sia sparsa la voce in tutta Europa: “pulita la ragazza pallida in nero che spaccia gallette. fatela passare”. Girerà la foto di me che sgranocchio galette al ponte 12 mentre tutti si leccano i baffi per le fantasie dello chef ( ahhhhh non vedo l’ora di parlarne io di queste fantasie fantasmagoriche!!!!!)

Otto ore volano e non c’è tempo per tanto altro. Tipo svaligiare Camper ( marca spagnola di scarpe che amo. L’unica tra l’altro che confeziona tacchi bassi portabili e fini. Eleganti. Senza lustrini. Paillettes. Zavorre. E . E santo cielo Camper è in assoluto il mio stile di scarpe preferito) o entrare da Zara ( novemilapiani) a fare razzia. Siamo già dentro il taxi ( ma non si chiama Pedro. PERCHEEEEEE????????) pronti a dirigerci sulla Caronte ( oh però un giro da Uterque, che in italia non c’è, l’ho fatto. Borse carine ma niente di che. Meglio un chilo di sobrasada. Che detto da me è tutto dire).

In definitiva Palma è stata una giornata ordinaria, normalissima e anche parecchio rilassante. Niente di eclatante ed esaltante ma semplicemente qualche ora di relax tra shopping culinario compulsivo e chiacchierate allegre in famiglia.

Come doveva essere insomma.

Come è stato.

Fortunatamente.

Del resto è il mio ultimo giorno di vita suppongo. Direi che come ultimo giorno è stato bello davvero.

( perché chi può sopravvivere ad un intero giorno di navigazione con Galà compreso e cena con il comandante? CHI PUO’ SOPRAVVIVERE alla signora con tuta elasticizzata fucsia lurex e inserti leopardati ? CHI PUO’ SOPRAVVIVERE? )

( io no)

( vi ho amato. addio).

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
16 COMMENTS
  • Valebri 16/08/2013

    Ioooooo! Io sopravvivo alla signora in lurex.

  • Valebri 16/08/2013

    Ti amo. Ciao.

  • bestiabionda 16/08/2013

    Santa Eulalia è il nome di una località vicina ad Ibiza dove sono andata dopo la maturità e mi ha fatto sorridere arrivare al nome dopo il racconto 🙂
    <3

  • rosario 16/08/2013

    provate a immaginare un libro con i diari di viaggio di Giulia (magari corredati da foto, disegni, vignette)… magari, che bello che sarebbe 😀

  • Ninphe 16/08/2013

    <3

  • Bibi 16/08/2013

    VOglio sapere cosa hai indossato per la cena col comandante, se non hai messo le paiett non ti parlo più

    • Iaia 16/08/2013

      Amore vestito nero con coprispalle nero con ballerine nere e gli ho fatto un favore che ho messo collant 8 denari color Sahara e non Black . Neanche una paillettes. Uno strass. Niente che luccicava . Sono lo zimbello della nave

      • yliharma 16/08/2013

        ma neanche una sciarpetta zebrata?!??!? finirai negli annali della nave come “donna meno elegante alla cena col comandante” 😀

        • Iaia 16/08/2013

          Amore no neanche una sciarpa ma Nanda ha un foulard etnico imbarazzante e luccicoso. Visto che non ho potuto dare il meglio ieri . Lo farò stanotte .

          C’è la sexy noche ( giuro non ho bevuto ). Ed io sono pronta a tutto .

          A tutto

          ( vado a chiudermi in cabina )

          • yliharma 17/08/2013

            uhhhhhhh sembra fighissima le sexy noche, voglio resoconto dettagliatissimo!!!!! 😀

  • apity 17/08/2013

    Ho un codice di decoro , onore e compostezza troppo rigido me ne rendo conto. L’idea di poggiare le cosce su qualsiasi superficie mi capiti a tiro mi devasta mentalmente e fisicamente. Devo essere non totalmente ( vorrei ) coperta ma quasi. Devo poter sapere che esiste uno strato “protettivo” tra le mie cosce e le sedute.
    AHAHAAHA. Se tutte fossero come te! Ho visto cose qui a Rimini che tu. Andiamo oltre i turisti con calzini e poi sandali! HO PAURA. Quando finirà l’estateee?

    La parte dell’ossicino, meravigliosa. Sono rompi quanto te io con i miei e le mie sorelle. Rido fisso e loro mi odiano, lo so, purtroppo.

    Io non vedo l’ora di vedere tutto quello che hai preso e di leggere le ricette e di vederti super emozionata.

    Entra da Zara e in tutti quei bei negozi e compra anche al posto mio. Io so già come spenderò il mio prossimo stipendio.

    Butta in mare la signora fuschia-leopardata!

  • comearia 17/08/2013

    Dai bagni dei locali si capisce tutto, ma proprio tutto. Hai ragione. 🙂

  • tittisissa 20/08/2013

    Io ho una collezione infinita di sali aromatizzati che non mi basta più lo spazio in dispensa!!!
    E da Camper, io, avrei fatto man bassa! No, non me lo sarei perso per nulla al mondo 🙂

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