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Cucina con il Trucco a Salina

Tornata dalla Crociera ho trascorso ahimè troppo poco tempo con la Socia in trasferta sicula pronta per ripartire alle volte della meravigliosa terra Sabauda. Avrei dovuto trattenerla a forza ma confusa da valigie aperte e da rifare sono andata in tilt e non ho potuto organizzare al meglio il ratto della Socia. Con calma sto organizzandomi, però. La prossima volta non fallirò.

Non vedo l’ora tra l’altro di mostrare l’aggeggio-magico-taglia-ananas-a rondelle che ha scovato per me Socia Piola. In pratica si tratta di un arnese stupefacente che permette di non tagliare l’ananas in mille pezzi ma fare una graziosissima e lunghissima rondella unica con tanto di buco-ciambelloso al centro (evitando così la parte dura centrale che generalmente si elimina. Io la mangio, inciso) e ricavare anche un bel bicchiere-ananas dove servire cocktail manco si fosse alle Hawaii. Fatto sta che questo delirio sul taglio ananasoso lo rimando a breve. Proprio come il ratto della Socia.

Appena tornata da Salina avrei tante di quelle cose da scrivere, sistemare, dire, e. E che grazie al cielo per l’umanità non ho tempo *si sente un sospiro fiducioso in sottofondo che sta per “meno male”. Non conoscevo molto bene Salina. Anzi facciamo che non la conoscevo proprio; molto più Vulcano e Lipari dove sono stata diverse volte (ma parecchiparecchiparecchi anni fa). Al ritorno io e il Nippo ci siamo giurati di non perdere mai più così tanto tempo e di dedicarci il più possibile a trovare spazi possibili per fuggire in queste terre spettacolari ricche di natura selvaggia e incontaminata. In occasione della presentazione di Cucina con il Trucco a Salina nel Palazzo Marchetti siamo balzati sull’aliscafo senza pensarci due volte.

Avere a due passi da me una presentazione di Cucina con il trucco e non andare? Masiampasssi? E allora via di nuovo svuota-valigia-riempi-valigia. Sì perché nonostante dovessi (leggi potessi) rimanere meno di 24 ore anche un miniminiminitrolley dovevo portarlo (per 24 ore mi è bastato il classico trolley da bagaglio a mano per cabina aereo. Sono stata brava no? Eh? Sono stata brava? Quattro cambi, un accappatoio, un beauty case con duemilatrucchi anche se non mi trucco, due profumi perché non ero sicura e una tinta per capelli di emergenza erano lo stretto necessario, giusto?). Un altro trolley di emergenza (sempre emergenze. E’ una vita fatta di imprevisti la mia *risate fragorose) pieno di paste di mandorla e via.

Dovevamo essere alle tre in quel di Milazzo e nonostante siano successi duemila impedimenti alle due e mezzo eravamo lì. Stranamente e incredibilmente puntuali. Poi il Nippotorinese ha ben pensato di fidarsi di un cialtrone parcheggiatore con una vespa rosa (chesetearipigliotecorcodemazzate!) e abbiamo perso la bellezza di mezzora; ergo pure l’aliscafo che partiva alle 15.30.

Si vocifera che gli aliscafi siano uno ogni mezzora peccato che in questi giorni si siano abbattuti su Sicilia e Isole Eolie nell’ordine: bufere, tempeste, cicloni, nubifragi, catastrofi naturali, fulmini e saette. Bello no?

E allora l’aliscafo disponibile successivo era quello delle 17.35. Peccato che la traghettata (anche se qui stava meglio l’aliscafata, giusto?) durasse un’ora e quaranta e che alle sette tutti dovessero essere a Palazzo Marchetti perché cominciava la presentazione. Tra l’altro in quel di Malfa quando l’aliscafo approda esattamente a Santa Marina (ho dimenticato di disegnare Malfa santocielo nella cartina! ma è quel pallino a nord senza nome. Per dire). E io ancora non sapevo che ci fossero tre strade e che tutte scavallassero monti a STRAPIOMBO sul mare in CORSIAUNICA dove passavano a stento unamacchinaemezza senza GUARDRAIL. Impavidi decidiamo di prendere l’aliscafo delle 17.35 con un mare che definire mosso come i capelli di Afef mi pare il minimo (in contemporanea io sembravo Afef infeltrita causa umidità al cento per cento più temporale. E la piastra da viaggio non l’avevo neanche messa nel trolley. Visto che manca sempre qualcosa? E’ sempre un’emergenza continua).

Piango quindici minuti. Il tempo che l’aliscafo fa BRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRBRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR e si alza. E si abbassa. Mi cola il mascara. Sono costretta pure a far pace con il Nippotorinese nonostante avesse ascoltato il cialtrone del parcheggio piuttosto che me. Perché non voglio morire nelle acque in tempesta senza una mentina. E lui aveva le mentine.

Solo per questo ho fatto pace. Comprendetemi.

E poi troviamo un taxi monovolume per dodici persone che ci carica anche se eravamo due. La tassista era simpatica come un  calcio sugli stinchi quando si escoria la pelle e ci butti su il sale. Alla signora Anna va la mia sonora pernacchia.

Scena: ci invita a salire. Io sorrido e faccio conversazione. Lei comincia a salire a tutto gas suonando il clacson e salutando i compaesani isolani “ueeeciao ueeeciaoooo”. Mi avvicino al sedile con aria visibilmente sconvolta e le sussurro gentilmente “mi scusi? Salina è tutta così? A strapiombo sul mare? Sa… soffro di vertigini”. Risposta “Sì. è tutta così. Si giri dall’altro lato” con una voce talmente delicata che se non avessi avuto paura le avrei ficcato una gomitata tra le gengive. Sorrido e dico con sarcasmo “Grazie. Gentilissima” e lei chiaramente non capisce. Per tutta risposta accelera e comincia a suonare il clacson a una  macchina che andava decorosamente ai 30 chilometri orari. Urlando eeeeeeeepresttooooopresttttttttttooooooo.

Mi avvicino nuovamente al sedile e le sussurro “non si preoccupi. anche se arriviamo un po’ dopo. Tanto siamo in ritardo. Io ho già un po’ paura dell’altezza quindi il tempo per noi non è un problema…”. Ma Anna aveva sicuramente le cozze sul fuoco, il bambino da prendere, un appuntamento galante, un cornetto da mangiare al porto, qualcosa da fare perché ANNA AVEVA UNA MALEDETTA FRETTA.

E non si spiega perché generalmente più tempo impieghi e più guadagni a rigor di logica ma per Anna fare la tassista è una passione. Non una fonte di sostentamento. La passione di terrorizzare anziane donne in difficoltà.

“ehhhh vede? vanno tutti cosi’ piano !!! a guardare il panorama!!!!”

Spaventata e rivolta verso l’altro lato della strada dico “ma sì. sono in vacanza”. Da qui il caos. Anna perde le staffe e mi dice che non si può ragionare così. Che si deve avere rispetto per gli altri. Che i turisti non sono così stanchi e non vi è bisogno quindi di rilassarsi al volante. Anna comincia una discussione surreale in cui velatamente mi dà della maleducata perché ragiono con “ma sì. sono in vacanza. si può fare quello che si vuole”.

Mi avvicino incacchiatacomeunabestia. CAMBIO TONO E DICO AD ANNA che ERO IRONICA.

Finalmente Anna si zittisce e si dà una calmata. Il mio accento siculo e l’improvvisa virata di personalità da gentile-disponibile-carina a pazzaschizofrenica-tiprendoperilcolloetimangioacolazione ha creato una favolosa sinergia tra noi due.

Arriviamo a destinazione. Mi dà il biglietto da visita e dice “se avete bisogno di me…”.

Il nippo dice “grazie”. Io le sorrido in faccia di un sorriso che sa di “mancomortabruttapazzaschizofrenica” e vado via tirando i miei trolley. In lontananza la presentazione di Cucina con il trucco ahimè è già verso la fine.

Questo non impedisce a Enrica di dire davanti a ottanta persona “ed eccolaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!! La grande Blogger Maghetta Streghettaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” (su Instagram di Cucina con il trucco c’è una diapositiva di me che elargisco paste di mandorla tra il pubblico. E NON HO PIANTO!). Diciamo che il crepacuore era vicino. Ma miracolosamente sono ancora qui (purtroppo per l’umanità). E’ stata un’esperienza che definire indimenticabile è riduttivo. Cucina con il trucco per me rappresenta tanto. Ha dentro Enrica e Caterina: due grandi donne che ho l’onore di frequentare e mai sarò grata abbastanza per averle trovate sul mio cammino.

qui “paparazzata” con il Nippo (sulla pagina facebook di Cucina con il Trucco. Clicca qui! E clicca pure su Mi piace. E’ una pagina fantastica con tanti aggiornamenti e fotoromanzi divertentissimi)

Qui sul Blog di Cucina con Il trucco l’intero Fotoromanzo dell’Estate – Cucina con il trucco a Salina (leggilo! clicca qui!)

Fermatempo

Modello esclusivo di comunicazione. L’elastico ha la capacità di captare il segnale 3G anche in mezzo al mare in tempesta. Unico modello funzionante anche senza batteria e sim. Raro esemplare di Tecnologia, pezzo unico.

Il Nippo ci geolocalizza all’interno dell’aliscafo. Io mangio mentine e prego tutti i nani da giardino mandando tweets, aggiornando stati su Facebook e caricando foto su Instagram (nota positiva: il cellulare è in 3g dalla partenza di Milano sino all’arrivo nelle isole. Insomma l’ultimo addio online o ai cari tramite sms si può dare tranquillamente).

Enrica sistema gli ultimi tocchetti della buonissima quiche con pere, formaggio e noci. Caterina arriva velocissima con un vassoio tutto vuoto perché gli assaggi sono andati a ruba!

Il Nippotorinese tiene ben salde le paste di mandorla mentre mi aggiro tra le sedie spiegando ai non siculi la differenza tra le confezioni verdi (al pistacchio) , arancioni (al mandarino), bianche (naturali alla mandorla).




Una marmellata speciale resa quasi caramellata.







Dissapore (che amo) segnala al terzo posto Alfredo in quel di Salina tra le 25 granite più buone di Italia (al primo c’è quello che ho sempre decantato io!!!! Caffè Sicilia a Noto. E cosa altrimenti?). Come non cogliere l’occasione di provare una volta lì? E allora dopo una serata al chiaro di luna nella Casa del Totano (qui la fiaba) per pranzo, prima che partissimo nuovamente per Catania ahimè (vogliorestarequiiiiiiiiii), ci siamo fiondati da questa istituzione a Salina. Alfredo ha praticamente tutto un isolato. Fuori, dentro, dietro, avanti alla piazzetta. Ed è tutto pieno. Mica è così semplice sedersi. E ci credo perché con poco più di 10 euro porti a casa un pane cunzato enorme (già con metà dose potrebbero mangiarci in due non particolarmente affamati) con prelibatezze semplici come il pesto di capperi (immancabili), pomodori e ricotta affumicata. Oppure cipolla e pesto di pistacchi fino ad arrivare a una quantità straripante di caprese freschissima. Le granite non sono buone:

sono strepitose.

A me non piacciono molto quelle con i pezzotti di pistacchio-nocciola- in genere e continuo a ribadire che quella di gelsi imbattibile è da Alecci a Gravina di Catania (come anche il pistacchio) ma. Ma questa era davvero fresca, buona e non eccessivamente zuccherata. Fatta di frutta fresca. Incredibile come quella ai fichi (che non è abitudine fare nella zona del Catanese) fosse solo fichi ghiacciati granitosi senza l’aggiunta di niente. Di una bontà incredibile. Ho anche assaggiato la pesca (con piccole parti di buccia) e la freschezza era tale da mandarti in estasi. I gelsi, nonostante il mio personalissimo primato che va ad Alecci, erano comunque tra i più buoni mai mangiati.

E sempre per rimanere in tema della classifica delle 25 granite più buone di Italia stilata da Dissapore in questa classifica (non perdertela!) si segnalava il bar Di Perri in Via del mare a Rometta Marea (ME). Potevamo farcela sfuggire dopo l’ennesimo crepacuore in aliscafo? (sì. Dopo un momento di quiete e sole a picco, di nuovo: tempesta e nubifragio. Proprio durante il momento dell’imbarco. Bello no?). Ne abbiamo prese ben 4 e tutte doppio gusto in modo da poter provare almeno otto gusti nonostante la varietà fosse davvero vastissima:

  • fichidindia e melone
  • fichi e pera
  • gelsi e mandorla
  • pistacchio e gelsi

Il Nippo per non esagerare ha preso pure una mega brioche con tuppo ancor più grande della base. E l’ha decretata non indimenticabile ma buona e fresca (da Alfredo nessuno l’ha presa perché era dopo il pane cunzato e ahimè non ho potuto neanche vederla. Tocca tornare fosse solo anche per questo).

I gusti sono davvero buoni e freschi nonostante l’estetica del luogo possa farti vacillare inizialmente, proprio per il fatto che non bisogna mai fidarsi delle apparenze. E’ un locale comunque di impronta “vecchia” ma non per questo poco meritevole. Anzi.

I fichidindia non mi sono dispiaciuti affatto anche se preferisco la maniera di Portopalo dove credo siano imbattibili e maestri con il frutto simbolo per antonomasia della Trinacria. Pistacchio cremoso e non granuloso e quindi “alla catanese” ma non particolarmente indimenticabile. Buonissimo eh. BUONISSIMO. Ma non da farmi perdere la testa. E invece a sorpresa la fragola. Non è che mi piaccia molto come gusto e come frutto in sé ma questa fragola a Rometta Marea l’ho trovata davvero indimenticabile. Come mangiare delle fragole ghiacciate freschissime. Senza l’aggiunta di niente, strepitosa davvero.

E poi Rometta Marea ci ha regalato un tramonto davvero indimenticabile. Tocca tornarci assolutamente (anche per recuperare la Bionda che si trova poco distante).

E qui la mia postazione auto. Perché anche lì non sto mai ferma. E scrivo. Parlo. Dico fesserie. Ah. Ecco.

Dico solo fesserie; può bastare.

Tolta la tassista di Salina con l’esaurimento nervoso, direi che è in assoluto un viaggio da intraprendere nuovamente con calma. Per tutte le emozioni che non possono essere descritte invece: sorrido.

Le tengo strette al cuore e ne faccio tesoro. Grazie Cucina con il Trucco.

(ma quanto sono belle e adorabili?)

Grazie Salina.

Grazie Enrica. Grazie Caterina. Vi adoro.





Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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7 COMMENTS
  • bestiabionda 25/08/2013

    parlavamo con nonna giusto ieri sera di Rometta.
    alla signora tassista va una rigorosa pernacchia, io le avrei fatto lo sciatusc vomitandole in testa forse. (senza forse)
    Le isole non le conosco, solo a Vulcano sono stata 27739104 anni fa.
    Evviva cucina con il trucco *_*

  • apity 25/08/2013

    Al minuto 17 ho avuto una paura tremenda!

  • batto le mani (le batto pure in faccia alla tassista va)

  • Bibi 25/08/2013

    Oh ma Enrica abbronzata è supergnocca!

  • Caterina Giavotto 26/08/2013

    Ma che magia…. ti adoro!!!

    • Iaia 26/08/2013

      *prende la rincorsa le salta addosso e la sbaciucchia*

  • tittisissa 26/08/2013

    Beeep Beeeep! Ueeciaaoooo ^_^

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