Crostata con Grano Saraceno e Marmellata di Arance Amare

Must Try

Torta alle pesche al profumo di limone

È l'ultimo mese per gustare le pesche e soprattutto per farci le ultime torte, meglio se morbidissime, soffici e profumatissime come questa. È una variazione di Donna Hay e dovresti proprio prenderla in considerazione. L'ho provata anche con le ciliegie e le albicocche e devo dire che il risultato rimane sorprendentemente buono. 

È tempo di un dolce con le Albicocche

Uno dei libri di cucina che amo di più -da un decennio circa- è Le Stagioni di Donna Hay. Non è che ne possiedo tanti di libri di cucina. Li possiedo tutti (risate disperate in sottofondo, grazie regia); tristemente ti rendi conto poi di affezionarti, come in tutte le cose, a pochi volumi. La certezza di trovare qualcosa di vincente ne Le Stagioni mi appaga moltissimo. Lo tengo lì sempre pronto e lui fedele non delude. Proprio per la struttura temporale so già che appena arriva il periodo delle albicocche di sicuro Donna ha sfornato qualcosa di buono. Stessa cosa con le ciliegie, con i pomodori e le zucchine. Quella che ti mostro è una torta che contiene una grande quantità di albumi e che riscuote sempre parecchio successo quando la servo. L’ho fatta negli anni anche con le pesche tabacchiere e le ciliegie. Il risultato è perfetto con qualsiasi tipo di frutto estivo.

Morbidona al latte di cocco

Una nuvola di rara bontà che i miei amici su instagram hanno fatto e rifatto mandandomi foto da ogni parte della Penisola (e posso...

La Crack Pie di Christina Tosi

Si chiama così perché crea dipendenza. Ed è proprio vero perché una volta provata la crack pie non potrai più farne a meno. Firmata da Christina Tosi la Crack Pie ha conquistato il mondo e anche me.
Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Fatta qualche mese fa questa crostata aveva ricevuto approvazione da parte di molti. Sono particolarmente legata a queste foto perché gli attrezzi adoperati sono tutti ricordi importanti. La tovaglietta è un prezioso ricamo sardo, regalo di Cri e Ale mentre l’alzata un dono speciale della mia bellissima zia Luciana. Il coltello un arnese scovato con il Nippotorinese durante una gita romantica. Quel giorno c’era il sole anche se il momento era particolarmente complicato e difficile e proprio per questo i sorrisi nei volti dopo l’assaggio ha reso tutto speciale.

Ne esiste una versione completamente gluten free che presto pubblicherò (trovassi le foto sarebbe davvero semplice anche farlo adesso). Nonostante alcune torte interamente realizzate con l’uso del grano saraceno possano non essere di gradimento ai più, va detto che ve ne sono altrettante valide e saporite. Lo sforzo di accendere il forno con queste temperature verrà davvero ricompensato al primo morso.

E al primo sorriso.

( qui il forno è acceso da tre settimane. noncelafacciopiù. Sto quasi per finire le foto delsecondolibro. Dove “stoquasiperfinire” significa: mi servono ancora 12 anni. Tutto torna no? Ah. E ho la febbre. Ah. E ho bestiabionda in casa. Ah e sono di cattivo umore. Ah. E ho la sindrome del nonsopportopiulestatevogliolautunno. Ah. E ho sbalzi d’umore. AH e sono emozionataperiillibro. Ah. SONOESAURITAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA)

( ah)

200 grammi di farina 00, 90 grammi di grano saraceno, 1 uovo, 135 grammi di burro a temperatura ambiente, 125 grammi di zucchero  a velo, 50 grammi di cacao amaro,  1 pizzico di lievito per dolci, pizzico di sale.

Setaccia le farine e il lievito. Crea la fontana. Aggiungi lo zucchero e il sale. Versa dentro il burro morbido (non troppo liquido nel caso eh. Fuori dal frigo. No micro) e comincia a lavorare. Prima la sabbiatura picchiettando e poi amalgamando per bene. Aiutati nel caso con un altro po’ di farina se dovesse risultare troppo “liquido” e viceversa con un po’ di burro se troppo “compatto”. Avvolgi in pellicola e lascia riposare per almeno un’ora.

Potresti adoperare anche del cioccolato fondente tritato finemente al posto del cacao. Potrebbe variare la quantità di burro in quel caso. Passato il tempo estrai la frolla dal frigo. Falla riposare un po’ a temperatura ambiente e poi stendila con l’aiuto di un mattarello. Costruiscila come preferisci e ricoprila come la fantasia ti suggerisce (nel mio caso dovevo far fuori una marmellata biologica di arance amare in scadenza).

Perfetta questa frolla anche per essere ricoperta da ricotta lavorata dolce con cioccolato e pistacchi (ma anche mandorle) o per una variante golosa con un’ottima ganache al cioccolato magari aromatizzata al cardamomo, perché no?!

Nulla vieta di tagliare inoltre della frutta freschissima e rendere tutto fresco, leggero e vitamico (per i più golosi con un po’ di panna montata a parte).

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17 COMMENTS

  1. Usa la bionda come panginboll (che so perfettamente che si scrive così), oppure come parafulmine. Insomma, almeno falle fare qualcosa sennò che è venuta a fare? 🙂

  2. Ciao! è una bellezza! hai utilizzato molti sapori forti e diversi tra loro! bel duo grano saraceno e cacao, poi, secondo noi, la farcia con questa particolare marmellata amarognola è la migliore!
    bravissima, è certo che la proviamo!!
    un bacione

  3. da piccola l’unica marmellata che riuscivo a mangiare era quella di arance amare. mi piaceva anche a cucchiaini.
    ora se è una buona marmellata (ma temo anche una scadente) posso finirla in un solo round. armata di cucchiaino.
    questa crostata è spettacolare.
    (ti ho mandato un mail, per aggiungere confusione al delirio.)

    aridateme l’autunno.

  4. Eh va bbeh… ma se continui così mi viene una fame e una voglia di dolci irrefrenabile… Ottima l’idea del grano saraceno!

  5. Grande idea! Io dovrei cibarmii solo di grano saraceno e nessun altra farina…ma una trasgressione ogni tanto ci vuole! 🙂

  6. Volevo chiederti un consiglio, io devo fare la pasta frolla senza burro (uso olio evo) perché sono intollerante ai latticini però non mi viene bene come quella col burro…Mi viene un po’ gnucca hai qualche consiglio o trucco (quella del super non la posso prendere ovviamente sempre a causa burro)?
    Come marmellata d’arance ho usato quella di Rigoni di asiago, perché mi piace il sapore non troppo dolce.
    ciao grazie

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