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Uno Ottobre? Ah sì?! Halloween!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ah finalmente sei tornata, Grazia. Perché ho sempre saputo che la più forte sei tu. Per questo vuoi essere nominata poco. Ti svegli presto e sali sul tapis roulant. Smetti di ascoltare Hisaishi, Sakamoto e Chopin e ti spari altissimo, tanto che l’ipod ti segnala “volume troppo alto”, Papa Don’t Preach in un vergognoso revival trash dove seguono pure Material Girl e hit da supermercato anni ottanta. Sei la stessa che si commuove per l’addio di quellochenonricordoilnome della Microsoft. Che sceglie I’ve had the time of my life come nel finale di Dirty Dancing. Per mettere fine alla sua carriera. Finalmente sei tornata, Grazia.

Che non mangi a colazione tre chili di pane con la nutella annaffiandoli di coca cola, mi rende estremamente orgogliosa di te. Significa che alla soglia degli anta (perché è inutile raccontarsela. Non manca mica così tanto, poi) hai messo un po’ di impegno in quella testolina.

A me. A noi. A chiunque sono e siamo c’è solo una cosa che fa stare bene. Correre. E’ quando non corro che sto veramente male. Perdo le certezze. Dimentico chi sono. Vacillo. Arranco. Mi muovo lentamente. Ma è quando ricomincio SERIAMENTE a correre che mi ritrovo. Non mi acchiappo ma mi scovo. Mi scruto. E allungo la mano. Il piede. E ci sono quasi… sto quasi per acciuffarmi.

E so anche perché. Perché sono figlia di un grande maratoneta che correrà a New York con un tumore in corpo. Perché noi non abbiamo paura di chiamare le cose con il proprio nome, vero papà? Fosse l’ultima cosa che facciamo insieme, papà. E io che sono uguale. Che ho le stesse labbra. Che ho lo stesso naso (no mamma gli occhi sono tuoi. Non cominciare a lanciare pentole in aria. Sono tuoi). Che ho la stesso corpo. Le stesse gambe. E lo stesso piede (io e papà abbiamo un po’ l’indice e il medio uniti. Come due innamorati. Noi due). Io che sono uguale a te papà. Devo correre. Non sono una grande maratoneta come te. Ma sono una che lo vuole diventare. Sono il prolungamento del mio papà. Io sono papà. Tutte le sue responsabilità. Tutto il rispetto che riceve. E che non riceve.

E allora stamattina mentre correvo  fortissimo dopo aver dato il buongiorno alla Bionda perché Grazia crede moltissimo nel buongiorno e nelle chiacchierate con le amiche (e infatti ieri me ne sono sparata una pesantissima con la mia Cri. Dove ho parlato solo io stressandola per TRE ore) ho detto.

Papa don’t preach.


E le anche si muovevano. Non sto a dieci chilometri ma a quattro muoio. Poco importa. E’ da neanche una settimana. Conto di arrivare a dodici e spaccarmi di felicità a breve. Come quando ero felice. Come quando non avevo un orologio conficcato in testa e un programma preciso di orari, appuntamenti e doveri. Due ore per me senza guardare schermi. Senza sentire misure. Senza sentire trapani. Ma si sentono lo stesso. Ma no. Non vi temo trapani. E le anche proprio andavano. Il mostro sballonzolava fortissimo ma maledetto ti tengo a bada con la pancerina. Strettissima. Sei rovinato. Sono gli ultimi mesi che ti rimangono, maledetto.

E poi correrò senza pancerina. Cosa si prova a correre con il ventre piatto? Cosa si prova a guardare giù e vedere solo i piedi? Dove tutto è fermo e niente si muove? Sarà quel giorno che io sarò completamente papà. E lì potrò uscire. Come faceva lui. Correre da Ragalna fin sull’Etna. In mezzo ai boschi. In mezzo alle pietre. In mezzo ai cani. Scappare. Fuggire tra lava, terra e mare e arrivare fin su. Sulla mia montagna e fermarmi a fissare le onde.

E’ il giorno senza pancerina Grazia. E il giorno sta arrivando. E allora mi dico che portarmi il mostro appeso alla pancia per le prime presentazioni è giusto. Il percorso che sto facendo è assolutamente giusto. Voglio avere metri di giudizio e paragoni. Voglio ricordarmi esattamente tutto di questo tremore addominale che non è solo epidermico. Voglio ricordarmi i volti di Clelia e Guido che tengono il mio libro. DI mia nonna che ride. Di Puntino e Giuggiola che mi incoraggiano. Di mio zio Benedetto che dice a mia mamma “Dai un bacio a Titti”. Voglio proprio ricordarmi esattamente tutto quello che sono riuscita a conquistare con la pancerina.

Devo capire, maledettamemaledetta, che non sono sconfitte.

Grazia ha ricevuto dei fiori gialli. E se non ti ha detto niente è perché non c’era niente da dire.  Nonostante tu non abbia scritto il nome sul biglietto. Individuarti non è stato difficile perché io il “per sempre” l’ho detto a due persone. A te. E a tua cugina. E come saggiamente hai intuito io adesso ho giurato per sempre ad altro e altri. Ma questo non significa che anche io per sempre non ti vorrò bene.

Te ne voglio profondamente.

E quindi Grazie. Perché quel giallo è dentro. Come te. E come un delfino Nau.

Si avvicina il periodo più difficile e chi ha la sfortuna di leggere i miei deliri lo sa. E’ il periodo di Halloween. E’ il periodo di Agata. E’ il periodo che poi. La notizia dello scorso anno di papà. Insomma mi aspetto che per quest’anno gli alieni mi abbiano riservato qualcosa di incredibile. Ma non per questo.

Avrò paura.

Ascoltando Papa don’t preach non si può avere paura, santo cielo. Si è troppo coraggiosi. Sfogherò le mie ansie sul tapis roulant. Non frignerò per la pancerina. Non mi lancerò in sconforti tra vita e morte Agatanoncèpiùmimanchi. Cercherò di fare la brava e non mangiare noci per due settimane. Broccoli per tre. E sempre la stessa cosa a periodo.

E comincerò proprio perché io non ho un piede di carne tritata che si sgretola dopo dodici passi.

Il mio è di ferro. E’ come quello del mio papà, del resto.

E allora mi sono detta: piede di carne tritata per Halloween? eh? Perché qui non ci sarà solo Halloween ma molto, chiaramente, sarà dedicato al periodo più nerocheamofollemente. E che mi porta a disegnare. Scrivere. E. Favole Nere. E.

Direi che sono partita con il piede giusto. Il primo Ottobre, no?

(sbaglio o è una battuta esilarante e cretina come piace a me?)

E’ facilissimo fare il piede di tritato. E messo in forno non perderà la sua terrificante forma. Devi procedere come se stessi preparando delle classiche polpette. Calcola che qui ne ho adoperato circa 500 grammi. Come ti piace di più quindi insaporisci la carne. Con il pane ammollato nel latte? sì. Senza pane perché usi il pan carrè? pure. Vuoi metterci il peperoncino perché ami il piccante? bene. Mettilo. Altrimenti spezie come curry, perché no? Ah tu sei quello del prezzemolo? E allora metti quello. Metti qualsiasi cosa tu voglia. Alcuni (mia mamma, sì) mettono pure l’uovo, il parmigiano. Fosse per me ci potresti mettere pure la salsiccia, un pezzo di copertone e tre monitor vecchi da 15 pollici. Ci si può mettere tutto santocielo (sto esagerando?).

Le unghie saranno cipolle. Facile no? Con le manine è facilissimo. Basterà solo ricalcare un po’ la parte del tallone. Terrificante. Se poi vuoi renderlo veramente splatter che fai? Ah beh. Buttaci salsa a pioggia. Che con la salsa a Halloween non si risparmia.

Forno e via a 180.

(sei da tartare cruda? ok. Ma piglialacarnebiocontrollatacertificata. Che altrimenti ti do una pizza in faccia!  E non è una margherita *silenzio in sala*)

Grazia e le altre undici ringraziano per le parole ricevute sul post precedente. E lo fa e fanno in questo modo non per fare un cumulativo. Ma perché. A volte non c’è bisogno di dire niente.

Solo Grazie.

Soprattutto agli Amici. Come voi. Quindi.

Grazie.

(oh diamoci sotto con Halloween. Perché anche se corro. Anche se litigo con la pancerina e devo far finta di essere un’autrice in giro per l’italia presentando le mie idiozie: CEDOBBIAMODASOTTO con Halloween! Racconti intorno al fuoco. Favole. E. Il nostro Halloween, insomma. Uff *disse arrabbiata correndo via cantando Papa don’t preach)

(ah. Alla mia Luci non piaccio affatto nella versione Halloween. Lo scorso anno l’ho fatta impazzire. GIURO solennemente che non metterò solo mostri. LO GIURO. E poi anche quando fossero solo mostri. Io e il mostro pancerina siamo vicino a te. Non avere paura mai, amica mia)

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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24 COMMENTS
  • Luci 01/10/2013

    PRIMA?!

    • Luci 01/10/2013

      primaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • valebri 01/10/2013

    Ho letto attentamente questo ed il post precedente. Sono lontana geograficamente, ma tu sai che ti sono molto vicina con la mente ed il cuore, anzi, con tutta me. E sono fiera di questo post. perchè ti vedo, so che sei tutta te li dentro. E questa tutta te mi piace, mi piace che lotti, che stai lottando e che lotterai. Come ha lottato sta lottando e lotterà papà. Grazie per tutto quello che stai facendo per te.
    V.

  • Francesca Q. 01/10/2013

    <3 Non serve dire altro

  • Lunaspina 01/10/2013

    Seconda allora!

    • Lunaspina 01/10/2013

      Ma neanche per sogno! Sono la solita ritardataria. I mostri li terremo a bada insieme.

  • Luci 01/10/2013

    Paura mai se siamo vicine e ci teniamo per mano. Perché non importa quanti possano essere i chilometri… se vogliamo tenerci per mano lo facciamo comunque. E non ci sarà mostro che tenga, mai. Io vincerò il mio mostro, tu il tuo. E poi tu correrai ed io camminerò veloce veloce veloce, perché mi riesce un po’ meglio che correre, ma mi fa lo stesso effetto… Ti voglio bene. Ti abbraccio. E abbracciando te abbraccio Turi. Forte Forte. :***

  • ђคгเєl 01/10/2013

    ma il piede di carne tritata fa proprio strano eh *_* … ma lo smalto nelle unghgiazze no?????? 😀

  • tittisissa 01/10/2013

    Vorrei avere anche io i piedi di ferro. E le ginocchia che funzionano.
    Giuro che porterei la pancerina a vita se potessi!
    Ti abbraccio tesoro, coraggioooooo :-*

  • yliharma 01/10/2013

    oh eccoti qui, in tutte le tue magnifiche sfumature :*

  • Mariangela 01/10/2013

    Grazia è la mia preferita ❤

  • apity 01/10/2013

    Smetti di farmi piangere!
    Siamo forti, sí.
    Ancora un po’ Iaia.

  • pani 01/10/2013

    quel piede fa impressione. troppa impressione.
    Come farai impressione tu quando correrai così veloce che la tua ombra non riuscirà a starti dietro.

  • marypoppins1968 01/10/2013

    quel piede è veramente troppo forte!

  • Katia 01/10/2013

    In bocca al lupo, tesoro. Per quando sarà. So che sarai bravissima, credici. Lo sarai.

  • raggiungerle tutte. e superarle. tu ce la fai.

    e ora mi sparo a palla la canzone chenonlaconosco.

  • Chemical 01/10/2013

    <3

  • Bibi 01/10/2013

    si secondo me il piede è quello giusto.

  • Bea 01/10/2013

    Latito un po’ ma ti leggo, su carta e su monitor. E non me ne vado. Quindi sì, anch’io direi che questo è il piede giusto!

  • Valentina 02/10/2013

    Buona fortuna e tanti abbracci virtuali per tutto! 🙂
    [Il piede è decisamente stupenderrimo!]

  • bestiabionda 02/10/2013

    io ora non vorrei fare la ragazzina che dice le parolacce perché non sta bene dire le parolacce e io lo so.
    ma.

    CAZZO QUANTO MI PIACE GRAZIA.

  • niCol 03/10/2013

    ti abbraccio forte, in silenzio.
    (come faccio sempre)
    e quando togli la pancerina passala a me che la distruggo per sempre. per sempre dico.
    niente paura. <3

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