Ricette Vegetariane e Vegane

Donuts

doughnut or donut (/ˈdoʊnət/ or /ˈdoʊnʌt/) (see spelling differences) celodicewikipediaeh.

Morbidi ciambellotti ricoperti di glasse, colate di cioccolato, zuccherini, schifezzuole varie e tanto tanto tanto tanto altro in termini di codette, perle di zucchero e soloilcielosacosa.

Passano alla storia (ma neanche tanto) per Homer Simpson e la sua smania di fagocitarne quintalate ma se devo proprio essere onesta a me il Doughnut o Donut come vogliamo chiamarli fa solo venire in mente una scena:

poliziotti in borghese (e non) dentro macchina americana. Orrido caffè. Scatola bianca ricolma di ciambellotti e una notte trascorsa sul sedile raccontandosi di lavoro, donne e segreti inconfessabili. Mentre il serial killer sta uccidendo una vittima a caso. Per dire.


Ohhhhhhhhhhhhhhhhhh. E io credo (ecchisenefrega state dicendo ovviamente voi) che nel periodo di Halloween questa ricettina scovata su un sito americano (perdono. Non trovo più il link ma se dovessi scovarlo, santabandieraastrisce, faccio un update al post) possa davvero tornarci utile. Del resto è il tripudio dei dolcetti, no? Non sono affatto difficili da realizzare. I bimbi impazziranno a patto che non diventi un’abitudine perché, a costo di passare come la “rompina”, salutare di certo questo dolcetto strafritto non è. Ma è pur vero che fatto in casa ripetiamotuttinsiemee: sempre meglio è.

Non è. E’. Che disturbo ho con il predicato verbale? (e con i verbi. e con la grammatica in genere)

Si preannuncia una settimana di fuoco. Chiuderò in stra-bellezza con la prima presentazione *tossisce imbarazzata* del mio Libretto. Perché sabato ebbene sì. Il debutto in società della Grandissima Autrice (risate registrate) Iaia Guardo sarà ufficiale. In pratica apro le danze per il Calendario Ufficiale del Maghetta in Tour (che mi terrorizza come poche cose al mondo. Anzi. Come nessuna cosa più di questa).

In cuor mio spero che impegni improvvisi, calamità naturali e alternative moltopiùbelleassai da fare si abbattano su quei meravigliosi fuori di testa che davvero vogliono venire ad abbracciarmi. In pratica sogno di restare sola lì al tavolino. E firmarmi le copie scrivendomi “seiunacretina-seiunacretina-seiunacretina”.

Bel programma, no? Avrò modo comunque di lamentarmi con calma (e voi di glissare sui miei post e segnalarmi alle autorità webbereccie come “frignona insopportabile ed emanatrice di pixel lacrimevoli dannosi per la salute della rete e del suo popolo”. Che mi pare pure una bella segnalazione precisa a dir poco).

– 12 gr di lievito in polvere per panificazione (o una bustina, di solito sono da 8/10 grammi)
– 30 ml di acqua tiepidina sull’andante caldo
– 180 ml di latte tiepido
– 40 gr di burro
– 1 uovo medio-grande
– 1 cucchiaino di sale non troppo generoso
– 50 gr di zucchero
– 370 gr di farina
– 400 ml di olio vegetale per friggere in leggerezza (c’è dell’ironia, sì)

Ok lo confesso io ho lavorato tutto tutto tutto tutto insieme nell’impastatrice e ciao. Ma suppongo che no. Non possa dirlo (o sì?).

Fai sciogliere il lievito di birra nell’acqua tiepidina (ma si potrebbe adoperare anche del latte eh). Quando si è completamente sciolto forma una fontana di farina setacciata. Aggiungi lo zucchero, il lievito, il sale, l’uovo e insomma tutti gli ingredienti e dacci sotto! (no eh. L’olio no) Forma una bella pallottola consistente. Mettila in un recipiente. Coprila con un canovaccio e lasciala riposare per almeno un’ora. Raddoppia di volume, vero? E anche se non raddoppia non preoccuparti. L’importante è che aumenti di volume. Dipende sempre dalla temperatura dell’ambiente circostante. Forma delle belle ciambellottole aiutandoti con le mani e ricava il buco al centro. Oppure fai delle specie di “filoncini” e poi uniscili che è un metodo anche piuttosto valido. Dopo aver formato le ciambellotte lasciale riposare nuovamente anche solo per 30-45 minuti. Trascorso il tempo friggi in abbondante olio vegetale quando è ben caldo (non prima eh). E poi scola su carta assorbente fin quando questa cerca di assorbire un po’ di quell’unto troppo bisunto. Si potrebbero passare pure nello zucchero? mi stai chiedendo questo? beh sì.

Ma nel caso lascia raffreddare un po’ (fermo restando che puoi mangiarle calde calde calde o pucciarle dove vuoi) e poi fai una colata di cioccolato fondente fuso (pure al micro) e rivesti (se ti piace) con zuccherini di qualsiasi forma e misura. Io ho adoperato anche le perle di zucchero rosa e la tempesta di zuccherini colorati aromatizzati alla cannella. Ma ci si può mettere sopra davvero di tutto.

(un mammut? pure)

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15 COMMENTS

  1. Il Tur, il tur (a cosa serve la o?) Iaiaaaaa! Santa cielo!
    Che emozione e che bello. Sarà bellissimo, vedrai.
    Ti strapperanno la penna di mano per non farti scrivere “sei una cretina” e saranno gentilissimi con te perché tu lo sei sempre stata con tutti.
    Un abbraccione. Aspetto con ansia tutte le altre tappe.

  2. Sulle ciambelle passo, nn ho mai potuto vederle!!
    Ma il calendario del tour lo voglio pure io!!!!!!!

  3. una delle mie passioni!!! *__* i nostri dolci sono molto più raffinati, ma quelli americani ed inglesi restano comunque tra i migliori cibi di conforto al mondo per me!

  4. Mmmmmmm, buoni per addolcire la vita e per prepararsi a una settimana sì di fuoco, ma anche dolcissima!

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Iaia
Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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