Una famiglia di Gentiluomini

Must Try

Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

E’ passata già una settimana e io ancora non ho scritto neanche una riga circa la prima presentazione del mio libro avvenuta a Catania; questo perché sono stati sette giorni di riflessioni, decisioni, constatazioni e relax. Confesso che dopo più di un anno e mezzo sono riuscita ad alzarmi “tardi”, godermi quattro minuti il mio papà e la mia mamma  e dulcis in fundo: trastullarmi su facebook con i miei amici.

Arriveranno quindi foto, ricordi e parole ma prima che una fiaba abbia il lieto fine bisogna partire dalle prime pagine. Se un sogno, infatti, diventa tale necessita innanzitutto di sacrificio e dedizione. E non sto parlando certamente di me ma di quell’adorabile famiglia di gentiluomini con cui ho l’onore di condividere la vita.

I ragazzi che lavorano per il mio papà, chi da trenta anni e chi da tre, non rappresentano per noi dei semplici dipendenti ma anime (pie, aggiungerei) che con sacrificio e devozione hanno fatto una sorta di voto. Affrontare giornalmente le bizzarrie mie e di papà (e pure di mamma, va) non è infatti un mestiere equamente retribuito ma un voto. Si trasformano da elettricisti in muratori, montatori di mobili e cucine sino ad arrivare a imbianchini, blogger ed eroi. E lo fanno sempre con una disarmante simpatia e disponibilità. Per noi non sono nomi da depennare a fine mese ma componenti della famiglia. Hanno a loro volta una famiglia che conosciamo. Un passato, un presente e un futuro.


Mi piacerebbe un giorno poter fare un ritratto singolo di ognuno di loro. E raccontarli attraverso un piatto e delle parole (è già in programma) ed è per questo che oggi non mi soffermerò su nomi e specificità ma mi rivolgerò loro con un plurale affettuoso che non vuole certamente sminuirli.

Dopo la presentazione del libro ho ricevuto i miei amici più cari, rappresentanti di materiale elettrico (la mia vita e il mio ambiente è questo, del resto) e i clienti storici diventati amici di famiglia  all’interno del nostro capannone. Perché per quanto pazzesco possa sembrare duecento persone sono una minima parte degli affetti che ruotano intorno a me e alla mia famiglia.

Duecento persone che avrei voluto infilare nel mio salone in distruzione o in quello di mamma, ma che per ovvie ragioni non si sarebbero potute muovere se non come sardine in latta. E allora? Tutti al capannone Guardo!

Rendere almeno leggermente “maghettoso” un capannone industriale dove ci sono bobine, muletti e cavi di ogni sorta è stata impresa ardua assai. Io non ho fatto praticamente nulla se non osservare, decidere e dire stupidate. E’ stato fatto tutto dai miei gentiluomini. Coordinati, ma avrò modo di parlarne poi, dal mio Architetto splendido e meraviglioso che è passata dall’architettura all’organizzazione di eventi con una scioltezza pazzesca.

I giorni passati (le settimane) al capannone rimarranno per sempre uno dei ricordi più importanti della mia esistenza. Diventeranno inoltre metafora di vita e insegnamento. Quello che è accaduto all’interno di quei millemilametriquadri è stato il riassunto di quello che mio padre e mia madre sono stati capaci di fare. L’entusiasmo, la gioia e la premura che questi gentiluomini hanno avuto per me e per la mia famiglia. Non guardando orari di lavoro. Mollando qualsiasi cosa e mettendo me davanti a tutto il resto.

E’ stato ed è tuttora l’apice della commozione.

Ho avuto le luci che volevo. Ho avuto ho avuto ho avuto.

Io ho sempre.

Un tempo credevo fosse solo perché ero una stupida figlia unica viziata. Ma con il tempo grazie a loro ho capito che non è così.

Che i soldi non possono comprare la stima e la fiducia. Che i soldi non possono farti ottenere quello che io ho da loro.

La loro commozione. I loro abbracci e la loro innata eleganza nell’indossare un completo per me.

I miei gentiluomini mi hanno insegnato che la stima e l’affetto si conquista e non si compra. Non si ottiene per il cognome ma con i comportamenti, la vita quotidiana e cosa si è in grado di dare.

Mi hanno fatto sentire importante come non mai. E non perché sono la figlia di Guardo.

Ma perché per loro sono Grazia.

E come loro lavorano per me. Io lavoro e lavorerò sempre ricordandomi il loro insegnamento.

E allora solo per dirvi Grazie.

Vi amo incondizionatamente.













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49 COMMENTS

  1. ok tanto perché io non piango mai.
    è che mi ritengo così fortunata di averne conosciuto qualcuno e di aver visto nei loro occhi e nella quotidianità quello di cui parli.
    il rispetto, l’amore, la disponibilità, la dolcezza infinita anche solo nel portarti un sacchetto di funghi. di pulirli e di spiegarti come.
    i fiori diversi gli uni dagli altri.
    e.
    qualsiasi cosa.
    hai una bella famiglia, speciale. come te.

  2. Non sei una figlia viziata. Finalmente l’hai capito e l’hai scritto. E’ bello leggerlo. Tu ti adatti. In qualsiasi occasione e situazione. In crociera, per esempio, sono rimasta sorpresa da questa tua capacità. Sei bravissima.

  3. Io quegli sguardi li ho visti, quella premura quell’amore e la disponibilità, non da servi, non da dipendenti ma da familiari anzi più che familiari, perché in certe famiglie non ci si ama così, ma è che seminando amore e rispetto, non puoi che raccogliere amore e rispetto.
    Come certe persone seminando cattiveria non possono che raccogliere cattiveria.

    Detto questo te l’ho detto che mi trasferisco da te domani? <3

  4. Iaia non ho parole, ma tante lacrime di commozione, per le bellissime parole che hai scritto per queste persone ma anche per l’affetto che loro provano per te. Questa è solo l’ennesima dimostrazione della personcina speciale che sei!

    • e commossa io.
      e senza parole pure.
      perché.

      Vorrei tanto abbracciarti e.
      Dirti grazie guardandoti negli occhi-
      Fortuna che so . Accadrà :*

      grazie Ale.
      Grazie dal profondo del cuore.
      ti abbraccio stretta stretta per adesso così.
      :*

  5. Hai scritto tutto tu. Tu che sei una meraviglia e – non mi stancherò mai di ripeterlo – convogli meraviglia intorno a te. <3 ti voglio bene. :***

    • ti voglio bene :*

      ( sono meravigliosamente *_* PAZZA altroché )

      ( e qui siamo tutti meraviglosamente PAZZI altrochè )

      *_* frugoletto farà un giro sul muletto nel capannone. Pensi possa piacergli?

        • santocielo ma allora farò costruire MINIMULETTOFRUGOLOSO *_*

          allleeeeeeeeeeeee ( ale risolve sempre tutti i miei problemi 😀 )

      • Addirittura?!?! Già ti adora, a quel punto credo che deciderà di trasferirsi da voi!!! (Qualcosa mi dice che potrebbe avere un debole per Nanda…e divertirsi come un pazzo con Turi!)

  6. Me la fai una cortesia? Mi abbracci Ale, la sua signora, i bellissimi figli? E anche Pina e tutta la famiglia? E ringraziali da parte mia. Oltre a tutti gli altri che ho visto ma che erano troppo indaffarati per poterli distrarre anche solo per un secondo. 🙂

  7. ho sorriso nel leggere che per loro sei Grazia… quando ho parlato con la tua mamma bellissima mi ha detto che ormai tutti ti chiamano con tutti i nomi possibili e immaginabili..credo si confonda pure lei!!!
    E’ bello ritrovarsi ad avere conferme…è bello capire di essere rispettate per la persona che si è. Era il momento che te ne accorgessi insomma ! 🙂

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