Il Bollito Classico? Con la salsetta di wasabi. L’iPhone dorato maculato si può avere?

Must Try

Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Sono giorni terribili in cui il mio unico pensiero è: iPhone dorato sì. iPhone dorato no. Pare che venga chiamato iPhone Kardashian e vista la sobrietà delle sorelle direi che è giunta l’ora, nel caso optassi per questo delirio modaiolo, di tirar fuori i miei leggings leopardati. Perché c’è stato un giorno che l’ho fatto. Nell’armadio ho nell’ordine:

  • 1 paio di ballerine in finto cavallino leopardate
  • 1 paio di leggings in versione micro-leopardato
  • 1 borsa leopardata regalo di Mamma (che giura di non aver abusato di zibibbo quel giorno)

Mai indossati. Ah no.

  • 1 cardigan leopardato

Forse non avevo l’accessorio telefonesco giusto per indossare questi capi, mi dico. Forse l’iPhone 5s Kardashian potrebbe essere finalmente un incentivo all’utilizzo della roba che staziona senza anima nei meandri delle ante. Credo non sia più un segreto. Il mio animo da anziana fescionbloggà vuole e pretende di fuoriuscire. Prepotentemente. E questo crogiolarmi in gold version sì. Gold Version no. Ne è la riprova.

Ma non è tanto l’iPhone 5s che alla fine prenderò in tutti i colori e lo dipingerò pure uno a “puà ” nella versione “economica” (risate registrate) 5c ma.

E’ che.

A me francamente ricorda Geoffrey, il bollito. Il mio pastore di tedesco andava ghiotto di bollito e fosse per me lo servirei in una ciotola doppia con l’acqua accanto dove c’è scritto bau e un cuoricino glitterato. Ma. Ma pare che il bollito se fatto bene sia anche buono (risate registrate e sgomento di tutti i nani da giardino).

(dai su. Non vesto mai i panni della vegetariana antipatica ma con il bollito la vedo dura, mi spiace).

Il macellaio di sfiducia (perché come dare fiducia a un uomo che vende carne? Il mio cuore appartiene al fruttivendolo. E vedo già il trisavolo calabrese, macellaio orgoglioso, rivoltarsi e maledirmi. AVO perdonami! Sono il disonore della famiglia, è risaputo) dice che bisogna lessare la carne del quarto anteriore del manzo. Io che lo immagino nelle vesti di Hannibal Lecter (che mi piace ricordarlo mentre mangia fave piuttosto che fegato) faccio a meno di sapere dettagli specifici e annuisco. Fermo restando che per il novantanove per cento delle volte non vado io (Santo Aluccio proteggimi, tu). Sono a casa con guanti di silicone e tuta sbarcosullaluna pronta per cucinare mentre invoco il perdono di tutti gli animaletti.

Bisogna lessare in una pentola piuttosto alta aggiungendo ben tre litri d’acqua per un chilo circa di carne. Tutto molto lentamente e prendendosela comoda (tipo ripassarsi otto volte lo smalto, per dire). Anche quindi per tre ore/ tre ore e mezzo dipende dalla consistenza della carne. Il tutto aggiungendo il classico battuto sedano-cipolla-carota (l’evergreen insomma della base culinaria) e timo con le spezie che si preferiscono (i chiodi di garofano rimangono un must ma chi ci impedisce di metterci il curry, per dire?).

Perché blatero circa il bollito? Rimane a prescindere da tutto un piatto che piace molto al mio papà e che quindi non è difficile trovare in tavola. Ultimamente poi il Nippotorinese lo ha aromatizzato con un salsa al wasabi e giura che non sia niente male.

Perché non condividere allora questa idea del bollito con la salsa wasabi?

La salsa wasabi in questione (non già pronta eh. Il rafano secco che diventa pasta con l’acqua) non è altro che un miscuglio di wasabi e maionese che si può rendere ancor più particolare e agrumato aggiungendo qualche goccia di lime.

Quindi nella versione fredda. In quella calda invece basterà insaporire il brodino con il quale si serve mescolando una puntina di questo idillio rafanoso.

Lascio qualche Chutney

(perfetti per il bollito)

La Videoricetta del Chutney al Mango la trovi qui

La Videoricetta del Chutney Patate e Yogurt la trovi qui

Il Chutney di Barbabietole? Potrebbe starci bene

Quello di Cipolla e Menta? Perfetto!

(pera e cipolla è sempre quello che piace di più)

Forse potrebbe interessarti leggere...

4 COMMENTS

  1. amore io l’iphone dorato te l’appoggio. lo sai che mi trovi dalla tua parte quando si tratta di leopardato. (devo rimediare dannazione, non ho ne ancora l’iphone dorato che voglio assolutissimamente ne tantomeno dei leggins leopardati.) sono una brutta persona.
    ciao.

  2. sono troppo ggggiovane: non ho nemmeno un fular(d) leopardato, ma dove credo di andare così (s)conciata? urge safari.
    e comunque a me il bollito piace da impazzire. il wasabi non so nemmeno com’è fatto ma visto che in genere il bollito lo mangio con la maionese (che non metto mai nemmeno sulle patatine ma sul bollito si) direi che tutto torna e quindi
    urge wasabimaionosoconbollitodileopardo

    o no?

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Le mie Storie in Cucina

Articoli recenti

More recipes like this