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Le Lenticchie di Castelluccio tra le Memorie della Tunisia di un tempo in Sicilia. Una Fiaba.

Non ho ancora letto Memorie della Tunisia di un tempo di Irene Cusmano. Non l’ho fatto perché voglio avere la testa giusta. L’attenzione che merita e la calma, nemmeno apparente, che non ho. Voglio scovarci odori e ricette. Voglio trovarci pure le cicerchie e le fave e la mia terra. Poi scriverne. Ancora e Ancora.

E’ il bimbo letterario della mamma di Paola. Paola è una delle porte piùpiùpiù meravigliose che ho aperto qui. E’ un mondo vicino che ho toccato e abbracciato provando un’immane sensazione di benessere; da poco e per poco ma era come da sempre e per sempre. Abbiamo in silenzio stazionato sotto una borsa per coprirci da un faretto accecante. Abbiamo messo occhiali da sole per non far vedere lacrime e riso. Nel buio. Nel sole. In strada con donne ubriache urlanti.

Torino. Ed è lì che è continuata, e mai finita, l’avventura con una persona importantissima seppur lontana da molte, troppe cose. Sempre per quel maledetto tempo. Quella maledetta distanza. Quelle maledette paure. Io Paola la vorrei ogni giorno. Vorrei proprio costringerla a stare con me. I suoi occhi mi infondono pace. Il lato della sua bocca che sorride mi fa sentire al sicuro.


C’è un momento. Sotto i portici di Via Roma. Mi racconta delle figure. Che per disegnare una figura serve anche un anno. E si ferma un attimo. Mi guarda. Fa un movimento con le mani. L’attimo in cui il mio cuore si ferma e scatta l’immagine. Ecco. Ecco la fermatempo che volevo insieme a quella della borsa. Borsa faretto. Come fosse una tenda, la stessa che mi costruiva mamma, per ripararci dai dolori. E figure che durano un anno sotto i portici. Per disegnare insieme un’amicizia.

Mi manda le sue lenticchie di Castelluccio centrando in pieno quello che mi fa più felice. Lei. Racchiudendo quello che sono e siamo in una piccola microscopica lenticchia. Che però è la più buona che c’è. Semplicemente lessa con un battuto di sedano, carota e cipolla.

Semplice come tutto quello che ci riguarda. Naturale, spontaneo, mai forzato, esasperato. Perché se adesso ho questo nodo nella gola e sorrido ebete allo schermo, è perché con Paola non ho mai avuto la necessità di far apparire la profondità. Non è un piattone elaborato. Un biscotto articolato. Una ricetta con grammatura vista e rivista. E’ un piatto di lenticchie.

Casalingo, vero, genuino. Che quando lo mangi con lo stomaco così pieno che mai hai pensato di essere più felice. Ti fermi e dici:

Ma perché non me la mangio tutti i giorni la lenticchia, io?

Ti voglio bene Paola. E tutti i giorni che abbiamo perso, tanti quanti le lenticchie dentro un pacco, sono gli stessi che vorrei trascorrere con te.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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14 COMMENTS
  • yliharma 07/11/2013

    ommioddio…forse non era il caso di leggere a lavoro ma esticazzi, non potevo aspettare, non dovevo aspettare 🙂
    e mi hai fatto notare che sorrido con un angolo della bocca e ora sorrido e mi rendo conto che è vero!!!! è un sorriso buffo, mi faccio un po’ tenerezza, mi giudico un po’ meno, grazie anche a te <3
    chissà che movimento ti stavo facendo vedere? era Tai Chi, probabilmente…mi ricordo quella passeggiata sotto i portici come un momento cristallizzato, l'unico forse in cui eravamo soltanto io e te a parlare, e io che cercavo di condensare tutta una vita in quegli istanti per raccontarti più che potevo…non so cosa ti ho detto di preciso, ma la sensazione è immutabile: quella di stare costruendo un ponte per te e per me.
    ti voglio infinitamente bene <3

    • Iaia 07/11/2013

      con 38.8 di febbre. piango soltanto.
      ma anche se non avessi avuto 38.8.
      così aspetto domani per dirti altre cose.
      magari non qui.
      ma.
      ti voglio infinitamente bene Paola.
      e sì.
      era Tai Chi.
      e sì.
      sei bellissima.

      ( ponte.per te e per me. lo disegnerò domani stesso. Un ponte. Ed io e te sopra)

  • Bibi 07/11/2013

    E i giorni persi non sono mai davvero persi quando hai conosciuto persone come Paola.
    <3

  • ssandrici 07/11/2013

    *_* <3

  • che. nostalgia.

    (che belle le foto. che bello ricordare. che fortuna assurda aver potuto vedere.)

  • bestiabionda 07/11/2013

    stasera lenticchie. sì. <3

  • niCol 07/11/2013

    siete belle. come la vostra amicizia.
    <3

  • pani 08/11/2013

    piano! Cosa sono queste storie?
    Voglio leggerlo anche io, perbacco!

    • yliharma 08/11/2013

      E’ la storia degli immigrati italiani in Tunisia (incentrata sulla famiglia di mia mamma) più o meno dalla seconda guerra mondiale fino agli anni ’60, parla di vita quotidiana, terra, cibo, lavoro. E’ bello, non pensavo che mia mamma potesse scrivere così 😀

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