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L’anatra all’Arancia e Mandarino di Fernanda

Continuo a trovare roba nell’archivio. Ma quanto scrivo? (ho sentito l’Italia gridare “TROPPPOOOOOOSTATTIFERMAAAAAAAAAAAAAA!!!!”. Okokokhocapito. Uff)

L’Anatra all’arancia è stata una delle mie primissime fumettoricette quando ancora il termine fumettoricette, coniato dalla mia incommensurabile idiozia, non aveva un vero e proprio senso per me. Ricordo di aver parlato del significato che mi lega all’anatra all’arancia e a mamma qui, qualora si fosse curiosi di agganci. In quell’occasione ho confezionato dei semplicissimi biscotti all’arancia (a forma di anatra, vabbè) adoperando dell’olio extra vergine d’oliva (mi sembrava così strano mettere dell’olio nei biscotti. Uhhh quanti ricordi *disse con aria nostalgica). Tra l’altro anche la versione salata non è affatto male ma credo di non averla mai messa qui. Per dire insomma che io ho davvero MOLTISSIME difficoltà a cucinare carne-pesce-uova; credo che il messaggio per chi segue solo superficialmente non sia del tutto chiaro. Mi rendo conto inoltre di creare una qual certa “confusione” (è terrorizzante scrivere sulla fermatempo di una cosciadianatraehoscattatoaocchichiusi).

Ma sono molto confusa anche io. Non essendo un food blog capita che attraverso il mostro-cibo si raccontino altre storie. E non meramente ricette.

Papà ama particolarmente nell’ ultimo periodo la carne preparata in questo modo e la mamma pur di accontentarlo compra arance che non sanno di arance ma che hanno la forma di arance (un po’ come stare in crociera, suvvia). Turi predilige la carne di pollo e quella della faraona all’anatra (per questa esecuzione, intendo. Perché Turi a prescindere da tutto preferisce il pesce); anche perché facile da trovare a quanto pare non è (anatre fuggite da quiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii. Andate sull’Olimpo che Pollon vi aspetta! E a proposito di Pollon: ricordate che il piatto preferito del Dio Sole, padre di Pollon, era proprio l’anatra all’arancia? E che il pennuto sempre insieme a Pollon era stato graziato dalla biondina togliendolo dalle grinfie del padre? E soprattutto se non lo sapevate perché non vi impegnate seriamente nelle cose davvero importanti della vita? Ok la smetto).

Insomma per dire che quest’anatra l’ha fatta Nanda. E che io l’ho fotografata solo perché papà mi ha chiesto “ma non fotografi l’anatra di Nanda? E’ una delle poche cose buone che fa. Senza tanto olio” (così giusto per farla innervosire). Un ricordo visivo, ecco.

(Nanda in quest’occasione aveva messo anche del mandarino. Queste foto risalgono a parecchi mesi fa. Non so quantificare ma suppongo a Febbraio-Marzo 2013)

(qui indecisa su quale tipo di sottopiatto scegliere per focalizzare l’attenzione altrove. La coscia ha su di me un potere terrorizzante che neanche Freddy Krueger. Agitami una coscia di pollo-fagiano-animaleacaso in faccia e svengo) 

(svengo pure con l’ala e con. Vabbè svengocontuttoquellocheèunanimalenoninvita)

Ma lasciamo la parola a Nanda (trascrivo quello che dice telefonicamente mentre apparecchia. Tento di farlo, insomma)

“L’Anatra la metti nel forno con sale, pepe e olio e si fa cuocere. In un pentolino si prepara… ora però la quantità delle arance è difficile. Si va a occhio ma per un chilo di Anatra metterei il succo di sei arance spremute, due bucce private della parte bianca e tagliate a pezzetti, un cucchiaio di zucchero e due di aceto o vino come si preferisce. Si fa bollire finché diventa denso. Senza coprire. Il sughetto coprirà la carne e poi di nuovo in forno. Ma solo dieci minuti”

Alle domande:

“mamma puoi essere più precisa?” ha risposto “non sono mai stata così precisa”.

“mamma scusa ma a che temperatura il forno?” – “dipende sempre dal tuo forno. Ogni forno è diverso”

“mamma scusa ma se l’anatra è intera come faccio?”– “la prendi a pezzi”

“mamma scusa ma io ho letto…” – “se devi dirmi che. La smetto di spiegartelo OCCHEI?”

Ecco. Per dire che mamma è adattissima all’enunciazione delle ricette e presto le aprirò un Food Blog.

Così è deciso. L’anatra è tolta (una persona sintetica in famiglia c’è).

Sempre per dire che. Dalle foto si vede l’umore di chi fotografa. Queste sono state scattate quando papà stava davvero malissimo. E io. La luce. Non sapevo neanche cosa fosse. E neanche cercavo di impormela.  

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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8 COMMENTS
  • Luci 17/11/2013

    io?

    • Luci 17/11/2013

      primaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Luci 17/11/2013

    Certo che ricordo la storia di Pollon e dell’anatra! Quando frequentavo il liceo classico le memorie di quel cartone animato erano fondamentali nello studio della mitologia!!! 😉 Detto questo, l’anatra all’arancia mi ricorda il Natale perché mamma talvolta la cucina in quell’occasione. Natale… non vedo l’ora!!!!!! :***

    • Luci 17/11/2013

      le indicazioni di Nanda sono chiarissime… e se introducessi una rubrichetta tutta per lei?! *-*

  • Nanda je dà na pista a tutte.

    (posso stare un po’ abbracciata per mezza giornata? tantosonno. <3 )

  • bestiabionda 17/11/2013

    A Nanda je spiccia casa la parodi, altroché.
    a me piace l’anatra all’arancia, anche se non è mai stato un piatto molto in voga a casa. Ma a me piace tutto quello che è all’arancia o in generale agli agrumi u.u
    dammi il vicino di casa in salsa d’arancia e lo mangio. eh? come? è passato allouin e devo essere biondabuonadolce? ops.
    DATEMI VICINO IN SALSA D’ARANCIAAAAAAA (MI CALMO)

  • tittisissa 18/11/2013

    Hai ragione tesoro, si vede il tuo umore. ❤

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