12-12 alle 12-12: Essere me che sono un Albero. Di stelle, caramelle, zucchero. Luce e Tutto.

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E poi mi sono decisa ad appendere i miei quadri

Mi sembrava troppo autoreferenziale avere una casa con su appesi alle pareti solo quadri realizzati da me. Poi mi sono detta "Ehi ma tu...

Koi

Non sono stata molto fortunata con gli animali. Nonna aveva le galline, i conigli e un'anguilla nel pozzo capace di mantenere l'acqua pulita; che poi...
Iaia
Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Ma sì dai scelgo questa ricetta per il dodici-dodici. Del resto è un albero fatto di stelle, caramelle e zucchero. E’ un assemblato di sogni con colle. Colle dolci. A volte cedono, però. Poi le sistemi e premi più forte. Credevo di non farlo neanche quest’anno l’albero e invece è lì. Tra distruzione e costruzione. In un limbo dove la mia casa riflette la mia vita. I muri vengono giù e su come le vittorie e le conquiste. Da spacchettare c’è quel materiale che mai mi è interessato mentre al contrario da confezionare ci sono ricordi e speranze. Alle quali aggrapparsi grazie ad anime che si sono votate alla mia altalenante compagnia. Cosa ho capito in questi trentasei anni? E’ inconscio fare dei piccoli resoconti. Pur costringendosi si viene catapultati lì. Quando avevi tre anni e soffiavi sulla torta fatta da zia Mimma. Con il vestitino e le bretelle grigi e il dolcevita bianco. I capelli a caschetto e ricci con quei riflessi dorati diventati bianchi. Quando avevi sei anni e aspettavi papà dietro la porta. Poi arrivava e la luce. Quando mamma ti teneva per mano in strada e nonostante avessi quattordici anni non ti sembrava neanche così strano perché era ed è tutto. La luce, papà e il Tutto, la mamma.

In trentasei anni ho capito ancora una volta che devo chinare il capo e sottostare al “destino” in silenzio. Ringraziando qualsiasi colla ceda o rimanga compatta. La mia vita è una delle più belle disegnate. Un finale tragico e drammatico sarebbe quasi da copione. Eppure.

Eppure io in trentasei anni ho imparato che i colpi di scena esistono. Io stessa lo sono, in tutta l’essenza. E geneticamente. La bimba ai limiti dell’autismo obesa sfuggente al genere umano tutto, che diventa una donna  che ha realizzato i suoi sogni soggetta quasi forzatamente a un sistema di “pubblico” che rifugge. In trentasei anni ho capito che il mio mestiere, oltre a quello appurato di Stakanovista dei sogni, è.

Essere me.

Esserlo senza paura ha portato alla mia luce, papà, a non avere paura del buio. E al mio tutto, mamma, a capire che non esiste un niente se siamo insieme.

Io a trentasei anni ho capito che sono una donna da rispettare. Che devo farmi meno male. Che non devo perdonarmi niente. Che sono pronta al colpo di scena. E non mi farò accogliere impreparata. E che qualsiasi sia il finale. Qualsiasi siano le frasi che scriverò il prossimo dodici-dodici la certezza è una soltanto.

Essere me.

Sarà il mestiere con il quale morirò. Orgogliosa e fiera. Proprio come papà e mamma lo sono di me. Nella vita, del resto, ho sempre e solo desiderato questo.

Auguri Grazia. Giulia. Iaia. Gi. Maghetta. Streghetta.

Cominci proprio a piacermi, Gra.

Colpo di scena? Eccolo. Mi chiamo Iaia solo quando sogno. Ma io sono (anche) una R forte. Una G dolce. E una A che inizia e mai finisce.


(la ricetta di questi la scrivo dopo perché adesso il colpo di scena -mamancotanto- è che mi sto smocciolando sul maglioncino)

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23 COMMENTS

  1. Tu sei una meraviglia stellina mia. Non mi stancherò mai di ripetertelo. <3<3<3<3<3<3<3<3<3<3<3<3

  2. Non sto piangendo, è che c’è un sacco di polvere qua che va negli occhi eh. è sempre colpa della polvere maledizione.
    Comunque, Gra, a me mi sei sempre piaciuta e mi piaci anche quando ci strappiamo i capelli.
    E mi piacete tutte e 12, sempre.

    Auguri sognatrice, non smettere. <3
    mai.

  3. A vedermi non si direbbe tutto questo po’ po’ di roba , e invece le persone bisogna conoscerle o leggerle per imparare un po’ di loro. Ora i conosco un po’ di più e ti apprezzo. Io il moccico no! In casa con due bimbi ne ho già troppo da pulire… Ma una lacrimuccia dal cuore e’ uscita!
    Sei forte! E ancora auguri…. Sempre di cuore!

  4. aumento il tasso di umidità dell’aria. devo riparare gli occhi, troppe perdite

    basta. non so come si possano sostenere certe parole, ho l’impressione di non avere spazio. esplodo davvero.

    ti voglio bene.

    buon compleanno. Gra. mi piace tanto.

  5. Vorrei stritolarti gridando “evvivaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” e non tanto per il compleanno, che alla fine siamo solo più vecchie, ma per quello che hai accettato di essere: TE.
    Auguri Grazia <3

  6. […] Ieri mi hanno fatto da sfondo per il delirio compleannoso. Due righe sentite ma trascritte troppo velocemente perché se una serie di eventi indicibili e frenetici si scatena ognisantogiorno figuriamoci il dodididodici. Fatto sta che fare gli alberelli tridimensionali per Natale grazie all’ausilio di zucchero e stelle cosa ardua non è. […]

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