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La Prima Puntata di Master Chef – Terza edizione

Sono le 21.10 e comincia la terza edizione di Masterchef. Difficilmente mi concedo appuntamenti con  un programma televisivo anche perché rispetto agli anni precedenti non faccio non solo abuso ma vero e proprio uso della televisione; è tutto in dvd o in formato divx quello che le pupille assorbono. Più qualche telegiornale e delirio politico; che se c’è la Mussolini mi diverto pure tanto perché mi sembra una puntata di Uomini e Donne over 60. Certo è che non si alza e balla ma grida allo stesso modo di Danielona nel pubblico. Ed è vestita, seppur appaia impossibile me ne rendo conto, ancor peggio.  Insomma cerco di non divagare che è già difficile mettere in ordine i pensieri. Si comincia. Barbieri vestito con  giacca tartan color biscotto magistralmente abbinata ad un papillon sproporzionato dalle trame glitterate. Il buon Bruno però,  che apprezzo tra l’altro , pubblicizza il Pollo Amadori e fa da entrèe all’inizio della stagione.  Non ho neanche il tempo per indignarmi di quella nuance sbirluccicosa nella farfallina (nonostante sotto le feste sia consentito di tutto purtroppo in fatto di “luminosità”. Uomini ! I glitter sono già difficile da accettare sulle donne figuriamoci su di voi! ) che appare Bastianich con il solito completo – con la solita frase – con la solita espressione e con la solita cadenza studiata a pubblicizzare le pastiglie anticalcare Finish. A quel punto butto giù l’altro spicchio di arancia (sperando di soffocare)  che sto divorando e attendo silente Cracco che agita qualche pentolina, mestolino o attrezzi da cucina in un mega spottone con il suo fare da vecchio volpone intrigante (prrrrrrrrrrrrrrrrr. Pernacchia, come d’abitudine, sì). E invece no. Il primo colpo di scena è che non gli è stata affidata nessuna televendita da inizio programma. Per adesso, intendo. Comincia ufficialmente la prima puntata di Master Chef con tanto di riassunto.

Una regia schizofrenica rimanda testate di giornali  che osannano il successo e gli incredibili ascolti del programma. In ascesa. Dalla prima alla seconda edizione che conclama il format come uno dei più seguiti nel palinsesto italiano. Applausi, luci, flash. Spiros, il ragazzo greco vincitore della prima stagione, che esulta e l’avvocato che si dimena gridando, urlando in un attacco di onnipotenza. Quindicimila candidati per questa terza edizione. Cominciano così i numeri di Masterchef. Nel tripudio dei successi passati che lasciano presagire un raddoppio nel futuro. Barbieri cambia montatura di occhiali e la regia regala un’inquadratura con tanto di  fermo immagine a rallentatore:  più stilosa l’architettura degli occhiali rivestiti  di un materiale sconvolgentemente tartarugato che abbina sapientemente ( mi piacciono da morire gli avverbi e allora?)  ad un anello di forma rettangolare sbirluccicoso; il regalo natalizio prediletto, diciamo, per un importante  appartenente ad una famiglia mafiosa (mancava lo stemma con una Medusa ma eravamo lì). Bastianich ha scarpe gialle, completo ( il solito, sì ) informale e anonimo che abbina ad un pantalone leggermente skinny con fazzoletto di seta al taschino di un colore verde acido ( e i disegni simil Hermes. O forse era proprio Hermes ma ci ho un’età e non posso seguire come un tempo tutte le collezioni. Pietà).

E poi lui Cracco che turba i sogni delle donne  si propone in un outfit particolarissimo di pantalone sagomato nei punti giusti e largo quasi a palazzo perfetto per il suo corpo a dir poco statuario, maglioncino a doppia maglia con bottoncino. Sfrontato e glamour come un modello da passerella si depila il petto e lo mostra con orgoglio rinunciando alla maglia della salute. Parere personale: un uomo che ha il petto scoperto (anche se leggermente) o la camicia troppo sbottonata è un affronto al pubblico pudore (poi però vedo come vanno in giro le donne e “sopporto” anche questo). Sulla canottiera neanche mi esprimo perché potrebbe venirmi un attacco di panico. 

Sembrano tutto tranne che due cuochi e un ristoratore. L’impressione è quella che debbano giudicare gli outfit dei 100 fashion blogger più famosi di Italia,  non assaggiare salami in umido con fave secche salate. La costumista, il fashion director, la stylist personale, Chiara Ferragni dietro le quinte…..insomma. Si incentra tutto sul testosterone e la mascolinità. La barbetta maniacalmente potata di Cracco con la pretesa di apparire “incolta” ne è fulgido esempio. Diventano simbolo ed emblema dell’immaginario femminile italiano  (delle casalinghe disperate. Che lo sono pure io, eh. MAPPERFAVORE basta). Sensazione tra l’altro che viene drammaticamente confermata nel corso delle prime due puntate. Ma andiamo con ordine che già mi sono confusa. Dopo le scarpe gialle di Bastianich e l’anello di Barbieri ero KO. Ed erano solo le 21: 15.

Luci e inquadrature sui cento finalisti ” vogliamo il grembiule!” . Gridano questo negli  studios milanesi dove c’è aria di fritto, dolce e baccalà. Una Sansiro tra i fornelli. VOGLIAMO IL GREMBIULE. Parte la ola di cotoletta. Preparano le basi che dovranno poi comporre davanti ai tre fashion blogger . Ah no. I tre giudici. Si comincia con Michele capocantiere dell’Interland Milanese campione di moto nonsocosa ma campione sicuro. E’ senza capelli e ha una bella testa. Tanto basta per rendermelo simpatico. Mi convinco immediatamente che sia il mio preferito e che se non lo prendono  non vedrò questa stagione. Il mio subconscio insomma cerca di salvarmi. Il reale problema è che poi viene stratificato dal “conscio” che vuole a tutti i costi devastarmi quell’unico neurone a forma di nano da giardino che resiste per qualche oscura ragione ( resiste è un moto di ottimismo, sì).

Michele prepara:

Tortelli al profumo di mare ( con scampi che bagna con salsa di barbabietola. Nota che piace parecchio a Barbieri).

Dice di essere soprannominato dagli amici “il Cannibale” ma non spiega il motivo (io lo chiamerò da oggi e per sempre Hannibal) . E’ sicuro di sé e impiatta come un professionista. Sfiletta pure gli scampi con abilità inusuale. Bastianich lo taccia di essere prepotente e lo vede dall’atteggiamento  e soprattutto, essendo esperto di mimica fisica, da  come tiene le mani. Barbieri dice che non si può dire di no alla maestria di chi ha imbottito quel meraviglioso tortello e Cracco pure. E’ il primo ufficiale finalista di Masterchef anche se la strada sembra essere davvero molto lunga. Il Cannibale è di Rozzangeles ed io non posso fare a meno di pensare a quanto debba esserne orgoglioso Fab di Cey (questo fa sì che rida per un’ora DA SOLA pensando a Fab e Cey seduti sul divano a commentare la puntata). 

Ci sono Quaglie imbottite di foie s gras sfumate con il brandy ” perchè non avevo lo champagne”, si giustifica la concorrente,  e “le crepes di Simona” sulla quale Bastianich dimostra una finezza particolare :

  • “Ma chi è Simona?” . chiede al povero sventurato
  • ” Una mia amica”, risponde imbarazzato
  • “Hai provato con Simona”, Bastianich rincara la dose con battute da caserma
  • “No”, risponde ancor più imbarazzato.
  • “Io sono come la Simona non la do facilmente e quindi è no”.

Si intuisce che il simpaticissimo Bastianich si è fatto una promessa: puntare tutto sull’eleganza. Non era difficile intuirlo in effetti viste le scarpe e il fazzolettino nel taschino del completo. E mentre la quaglia imbottita e mortificata con il fegato d’oca e sfumata con del brandy viene afferrata con violenza alla maniera di ” vuoi che io muoro?” si susseguono tragicomici siparietti che tutto sembrano tranne che “reali”. La sensazione, come negli anni precedenti a dirla tutta (ma più nella seconda sì) è che “si gioca in casa ormai”. Non è tanto il piatto quanto il personaggio. Ma essendo io una persona caparbia e testarda e non volendomi solo affidare al “soggettivo” decido di appuntare tutto in modo da tracciare un quadro quanto meno più “oggettivo” possibile. Voglio essere la Bruzzone di Masterchef. Che indaga. Fa resoconti. Compila Fascicoli. E poi espone la sua infallibile tesi. Voglio pure il giubbotto di pelle della Bruzzone e sapere che tipo di babyliss usa per i suoi stupendi boccoli. Sto divagando?

A conferma che dentro il reality (perché questo è) si cominciano a trattare trame e personaggi la regia mostra i tre fashion blogger. Giudici, volevo dire Giudici, mentre bevono chiacchierano e prendono caffè ( Cracco mangia uva, per dire) fingendo “angoli di privacy” durante le registrazioni. Parallelamente quello che accade nel salone centrale. L’ansia dei finalisti prima di entrare davanti gli esaminatori. Le chiacchiere. Gli abbracci. I ripassi. Gli incitamenti. Compaiono sin da subito due. Non ci voleva una faina arguta per intuire anche vagamente che sarebbero stati presi e che sui due ci si sarebbe potuto “giocare” molto con la macchina televisiva. Ridicolizzandoli prima di tutto; che è poi l’arma affilata che colpisce i più “ingenui” (ma anche no).

Trattasi di Laura, definita da Nicola come fotocopia vivente di Liz Taylor. Senza nulla togliere al fascino intramnontabile di Laura che indossa una bella fascia per capelli rossa il dubbio che i concorrenti bevano alcool prima di entrare e abbiano allucinazione mi coglie. Devo ammetterlo. Mi stordisce. Ci pensa Rosetta, detta Mariarosa, a tramortirmi però. Rosetta finge (perché Ah Rosè eri credibile come potrei esserlo io davanti ad un piatto di carne ) di essere svampita arrivando addirittura a chinarsi nel lavandino per bere dell’acqua ” devo prendere l’antibiotico!”. Comincia a delirare circa il fatto che il suo vero nome sia Rosa ma sua madre l’ha sempre chiamata MariaRosa dopo aver scoperto che Rosetta fosse il nome dell’ex del padre. Telenovele, antibiotici e collane di perle con finta buonaggine ” uffi non volevo piangere” le fanno prendere due sì.  Ma solo dopo la frase ” mia madre non ci ha mai detto che ci vuole bene ma lo fa attraverso il cibo”; che è di per sé una bellissima frase, ricordo e significato ma non riesco a perdonarle di aver preso l’antibiotico per far scena. ” Ho il naso rosso?” chiede a Cracco ” io sono Rosetta la cuoca non perfetta”.  Ed a me non rimane che buttar giù un fico secco per riprendermi.

Rosetta , dopo aver corteggiato Bastianich che a suo dire è il più affascinante, serve un “pasticcio di crema pasticciera- una specie di strudel- si chiama fellone”. Un po’ di confusione comprensibile. E’ sotto antiobitici. Buona la seconda. Abbiamo un’altra finalista.

Mentre Bastianich si dimena con gli spaghetti alla chitarra che sputa sul lavandino con la sua innata elegenza e finezza  arriva Iller-

Iller barista di piacenza che chiamano “Mister Risotto” ha un orsacchiotto da cui non si separa mai. ” Sono Iller come killer senza k” . E’ questo il suo esordio. “L’orsetto me l’hanno regalato nel 1970 quando sono stata operato alle tonsille”. A quel punto il Gentleman Italo americano ha un’occasione imperdibile che non può assolutamente farsi sfuggire ” ma tua moglie preferisce te o l’orsetto?”. Supponevo che la regia mandasse arrivati a quel livello delle risate registrate come nelle commedie anni settanta. Tre cuori in affitto ricordate? Ma almeno lì c’era da ridere sul serio. Iller è stoico e impassibile per dimostrare la sua mascolinità ormai del tutto compromessa grida a gran voce che ” conosco il cane che ha cavato il tartufo”, perché è proprio un risotto al tartufo che presenta ai tre Fashion Blogger. Non sono d’accordo e lo spediscono a casa. Mister Risotto e il suo orsetto vanno via a capo chino mentre il Cane che ha cavato il tartufo piange guardando la tv e i tre si rimettono ai fornelli. Aggiungono burro, parmigiano, ripassano in padella, allungano con brodo. Gli eroi dei nostri tempi ai fornelli dimostrano che possono trasformare quel risotto in qualcosa di indimenticabile per poi decretare ” se parti male con un risotto. Non puoi fare più niente”. Un momento triste a dir poco.

A conferma che i Fashion Blogger subiscano in maniera inequivocabile il fascino femminile ( e non solo da questa edizione) e che si ammorbidiscano come marshmallow infilzati nel legnetto posti sopra il fuoco arriva Giovanna. Ex impiegata polacca altissima-magrissima-bellissima-biondissima-bianchissima-occhi azzurrissimi-androginicissima-bellissima-capellicortissimi. Polacca di rara bellezza non troppo giovane arriva con il carrellino dicendo che è stata una modella ( eh beh. Non che ci volesse un investigatore). Propone un carciofo dove sopra posiziona del baccalà mantecato dove sopra alloggia un uovo in camicia. Uovo in camicia che farà davanti ai tre aitanti maschioni completamente invaghiti, sorridenti ed inebetiti. Già lo scorso anno Bastianich aveva ammesso che gli piacciono le donne magrissime ( non dimentico mai i dettagli). Ed esattamente a Paola ( dimostrerà in seguito di tenere tantissimo all’aspetto fisico e alla bellezza per problemi di peso. Ma andiamo con ordine. SONO O NO LA BRUZZONE? ditemi che sono la BRUZZONE di Masterchef o spacco tutto !). A Giovanna occorrono ben tre camicie di uovo per riuscirne a confezionare una. Ma non c’è problema. Per Giovanna c’è tutto il tempo possibile. Bastianich addirittura l’aiuta con la forchettina per far star su l’uovo. Le sorride. Cracco le dice di non preoccuparsi. Ed è quando immagino che venga un ragazzo con il vassoio ad offrire tre coppe di champagne per fare due chiacchiere tutti insieme, gli arriva un Sì. Tutti sorridono. Brava. Bella. Bis. Giovanna esce di scena con tanto di abbraccio, salto e bacio al fidanzato. E forza che abbiamo la terza finalista.

Si susseguono: il siciliano che porta l’arancino-silurato. Il ragazzo che fa il calamaro ripieno– silurato . La ragazza che fa spaghetti più appiccicati dei miei-silurata. “ La pasta è un po’ come quando mangi la pasta a letto malato”- “più che altro è una merda totale”- “forse è meglio che tu non cucini più”- “il calamaro ripieno è più brutto degli spaghetti”- Volano piatti. Si sputa nel lavandino e primi piani sulla faccia schifata-indignata di Bastianich. Insomma quei tre minuti noiosi dove immagino l’Italia ridere per questa maleducazione inammissibile anche fosse solo per spettacolo. Meglio una puntata di uomini e donne come inframezzo, grazie.

Arriva la quarta finalista. Emma 27  anni disoccupata originaria del Senegal che vive a Fossano porta: Riso Basmati con Panna , curry e Gamberetti. Ha una sorella cuoca e un fratello che studia l’alberghiero e cucina solo lei in casa. Bastianich  continua nella sua linea fine ed elegante e tra uno sputo e un urlo ha solo un altro unico interesse: fare riferimenti su fascino e sessualità. E’ questa la sua missione.

“chi è più simpatico tra i tre giudici che stiamo facendo una calcolazione”. E via.

Emma è tra noi e Gianpolo no. Lavora con il papà imprenditore immobiliare e coltiva la cucina per antagonismo al papà. Alla domanda “cosa farai se vinci centomila euro?” risponde” li do a mio padre che mi rinfaccia spesso i soldi prestati”. Un figlio modello che fa passare il padre come un SIGNORE. Momenti di alta televisione. Il Lapo di Napoli con giacca taglio trasversale esuberante presenta dei Taglioni di seppia con piselli, pancetta e pecorino che chiama poeticamente Seppia a disagio. Bruno Barbieri lo accusa di aver messo troppo sale. Lui nega. Lui dice che ha messo troppo sale. Lui nega. Lui dice.

Insomma il Lapo napoletano si arrende dopo un po’ di capricci e ritorna a casa dove il padre sarà felice di accoglierlo nuovamente nell’impresa familiare. Del resto che importa? Davanti a tutta Italia ha detto che gli rinfraccia spesso di avergli dato i soldi. Roba di cui essere orgogliosi.

Arriva Nicola l’agronomo che tenta di irretire con il suo fascino travolgente da attempato cinquantenne che vive con i suoi genitori la bella Liz Taylor -Laura. Serve un uccello di palude chiamato Guazzetto disegnando sul piatto delle Canne e degli uccelli con l’ausilio di un pennellino. “Canne al vento” è il titolo del piatto. E’ anche un cacciatore ma con l’animo da intagliatore di fiori. Sì perché non solo spara ai guazzetti e li cucina ma intaglia pure la verdura e la rende fiore. E’ il piatto più “artistico” in assoluto. Comincia a girarmi la testa. Essendo la Bruzzone indagatrice di Masterchef comincio a sentire puzza di Serial Killer. Cinquanta anni, vive con i suoi, uccide uccelli e poi disegna sul piatto poeticamente Canne al Vento. Pensa che Laura somigli a Liz Taylor.

Andata. Il nostro Norman Bates è qui. Senza troppe sorprese viene preso. Non prima però dell’ennesima battuta elegante di Bastianich

  • “Allora ti piacciono le patate e gli uccelli”
  • “Anche il pesce”, è la risposta inconsapevolmente geniale del nostro Norman.

Laura, la Liz Taylor di Master Chef, entrerà poco dopo ” Ma lo sai che Nicola è single?”. Laura però mira a ben altro. E’ invaghita di Barbieri. Ed è qui che Bastianich può finalmente ancora una volta rimarcare quello che si è prefisso per questa ragione.

“Bruno vive da solo ma è un po’ timido. Devi provarci tu”. Laura che non è capace chiaramente di intendere la vergognosa presa in gira dei tre Fashion Blogger, sorride inebetita arrossendo per tutti questi incredibili complimenti che sta ricevendo. Nei suoi pensieri c’è un calendario tra i fornelli firmato Pirelli e un cinepanettone. Ha quella faccia lì, per dire. E mentre sono preoccupata per l’accanimento ai danni di persone “semplici” e “carine” arriva a sorpresa uno di quei colpi di scena che per poco. Ti buttano a terra.

  • ” ma cosa ci mette lei nel tortellino”, chiede a Bruno la nostra Liz
  • voglio mandarti a letto con la voglia di un tortellino”, dice Barbieri con tanto di inquadratura, sguardo ammiccante e voglioso e sorriso beffardo.

Porta dei Cappellacci alpini con bietole, ricotta, patate e funghi la nostra Liz. Cracco non le perdona l’uso dei funghi secchi. Bastianich si sfrega le mani perché avrà il suo gran bel da fare con Nicola e Laura e quindi dice secco sì. E Bruno con il suo tortellino ammiccante e voglioso la invita a diventare un’altra concorrente ufficiale di MAsterchef. Ennamochestiamofinendova.

Jessica 25 anni operaia racconta la sua storia. Delle sue due bambine avute da due papà diversi. Ha una bella faccia, dei bei capelli e un bel modo di parlare. Presenta una Torta alle nocciole con fragole e chantilly ed è un tripudio di complimenti e sì. Improvvisamente Bastianich si ricorda di essere un giudice internazionale e invece di fare battute del tipo ” hai intenzione di fare un terzo figlio con me” diventa improvvisamente serio asserendo convinto ” ho 30 ristoranti in tutto il mondo e questo dolce sarebbe perfetto”. Jessica mi piace molto in prima battuta. Metto da parte la Bruzzone che è in me. Non ci vedo del male e sorrido felice  per la sua vittoria ( e capisco che allora un po’ di cuore natalizio è riapparso in me).

Finisce così la prima puntata di MasterChef. Intendo quella fino alle 22:10. Ma ce ne è un’altra e la Bruzzone che è in me prende le caramelle Leonsnella allo zenzero per sostenersi psicologicamente e prosegue impavida nella visione. Comincia con l’indiscusso protagonista di questa stagione. Pare che BAstianich sia perdutamente innamorato di Quattro, un adorabile jack Russel che mostra tronfio sul suo Samsung. Almo, proprietario di un dog hotel , viene preso dopo aver preparato “Oasi di miseria e nobiltà” , budino salato alla cipolla e parmigiano che Bruno Barbieri ” l’ho mangiato questo piatto. Era il 1982″ riconosce essere una ricetta del grande Corelli. Cosa che viene confermata dallo stesso Almo. A Bastianich non importa nulla da dove venga il piatto e come sia. E’ appassionata dall’idea che il suo Quattro alloggi nel dog hotel gratis. Ha voglia di parlare di sé e del suo amico a Quattro zampe. Quindi è sì. Logico no? Anche qui la Bruzzone che è in me scatena varie teorie. E’ naturale che sia bravo Almo (Almo se mi leggi BRAVO!) ma la regia improntando tutto sul reality e personaggio deve chiaramente mandare in onda e tagliare le parti salienti. Che non sono più i consigli su come rendere buono il budino alla cipolla di Corelli. Ma su dove trascorrerà le vacanze Quattro quest’estate.

Mentre immagino Quattro sorseggiare vino al Dog Hotel mentre Almo gli prepara Budini alla Cipolla e Bastianich su un panfilo alle Maldive con Giovanna, la modella polacca mentre Nicola e Laura gli servono uccelli e patate in agrodolce, arriva Maria Rosa. Mito indiscusso ” cucino sempre con il tacco 12 e se non è dodici è otto”. Sessantuno anni con scarpe da lap dance, bel vestito e gioielli che neanche Sant’Agata di Catania  si pavoneggia dicendo che lei ha una villa. Affitta stanze nella villa. Ed è venuto pure Ray Charles. A quel punto Bastianich ha un’altra possibilità per dare il meglio di sé.

“Sarebbe sprecata questa presentazione su Ray Charles”.  Un’ironia nera e maleducata che mi fa sobbalzare. Lo stavo giusto perdonando per l’amore evidente nei confronti di Quattro che mi ritrovo punto e da capo. La casalinga ingioiellata dal corpo perfetto e dal trucco meraviglioso con movimenti mozzafiato viene naturalmente accolta a braccia aperte dai Fashion Blogger che giudicano l’outfit davvero degno di nota ( era in effetti molto bello e di un’acquamarina tenue. Mi ricordava una collezione di Prada scorsa. E forse lo era).

Vola il risotto con le fragole a forma di cuore del prestigiatore. Vola proprio nel senso che Bastianich lo lancia tipo boomerang. Arriva Adelheid che supponente ” a ventidue anni non posso sapere tutto” risponde così ad alcune domande:

  • “cosa c’è dentro i plin?”- “plin?”
  • “da dove viene la burrata?” -” dal sud?”
  • “cosa sono le pannelle”-“pane croccante con pomodoro e mozzarella?”.

Eppure Adelheid, ottava figlia di nove di due tedeschi che vive a Bologna ce l’aveva messa tutta facendo tre tortini al cioccolato personalizzati.

  • Uno ai pistacchi per Barbieri ” delicato e coinvolgente”
  • Uno al lampone per Cracco ” bel frutto ma con il retrogusto acido”
  • Uno al burro d’arachidi per Bastianich ” è una mazzata ma è buonissimo”

Va a casa senza sapere rispondere all’ultima domanda ” cosa c’è nel ripieno del tortellino?” e dicendo ” non ho mai mangiato un tortellino”. Defibrillatore per Barbieri che rimane sconvolto e si accascia disperato e via.

Arriva Alberto il più anziano del gruppo che si vanta stare con donne di quaranta e cinquanta anni. Bastianich se lo porta dietro le telecamere ( per modo di dire, eh. Proprio davanti sarebbe più opportuno) chiedendogli se alla sua età fa cilecca. Presenta una salamella su polenta e io alla parola salamella ho il telecomando in mano pronta a cambiar canale. Ormai da Bastianich mi aspetto di tutto. Tra uccelli, patate e pesce la salamella diventa un input troppo appetibile. E invece grazie al cielo lo censurano ( perché dai. Non ci credo che sulla salamella non ha detto nulla). Un sì per Alberto il conquistadores che a detta dei tre Fashion Blogger ha fatto una polenta buonissima. E un sì per L’orata dorata della coreana sulla quale la regia non si sofferma e per la ricetta denominata “il maialone”. Pure sì per Beatrice che parla con il lievito madre a cui ha dato anche un nome. Prepara filettino di maiale con ficchi secchi idratati al marsala serviti con farina di castagna.

E poi c’è il sì alla figlia Margherita e il no alla Mamma di Margherita. Vengono dalla Puglia. Mamma fa orecchiette con broccoli mentre la figlia Salmone con una crema che non ho capito cosa fosse su un letto di fagiolini. Margherita dice di aver perso trenta chili. La cosa commuove, come anticipavo, Bastianich che ha lottato contro i chili. E’ un momento finalmente verità. Dove viene fuori l’animo vero di Bastianich ” apprezzo il cambio di vita. La mia famiglia come la tua è sempre vissuta nella tradizione dell’abbondanza del cibo”. Un inno al cibo sano e un incitamento a chi decide di cambiare vita. La Bruzzone che è in me non può che commuoversi ma non tanto da perdonargli le vergognose uscite precedenti. Cracco si improvvisa psichiatra ( o Bruzzone come me) dicendo che lei ha presentato un piatto completamente diverso e meno tradizionale proprio per discostarsi dalla cucina della madre che il suo subconscio collega al fatto di essere ingrassata.

“non voglio dimostrare che mia madre non ha avuto il grembiule ma che io sono stata in grado di prenderlo”. Un antagonismo insano che personalmente non gradisco (soprattutto nei confronti della madre a cui bisogna portar rispetto quanto meno in occasioni ufficiali) ma grazie alla figura di Margherita appare quello spiraglio. Da sempre ho avuto la sensazione che Bastianich sia tra i tre il più adorabile. E non per la sindrome della “ragazzina invaghita del cattivo di turno”. C’ è una sensibilità mascherata dal successo e dalla forte corazza. I trenta ristoranti, la maleducazione del lanciare il piatto e sputare gli spaghetti agitando quaglie infilzate si annientano nei suoi occhi orgogliosi quando parla di Quattro al Dog Hotel e della sua sincera commozione per la ragazza che ha perso trenta chili. Le forzature televisive ai fini dello show urtano comprensibilmente ma non riescono a celare la vera natura di questo uomo con scarpe gialle e fazzolettino verde mela. Rimane comunque a mio modestissimo avviso inqualificabile la scelta di “snaturarsi” ai fine dello show. L’imbarazzo sulla battuta di Ray Charles è infatti il sintomo e simbolo che può solo peggiorare. Nell’edizione americana Bastianich appare esattamente il “padrone” di Quattro e non il molestatore di Ciechi abituato a battute da caserma (senza offendere le battute che vengono fatte in Caserma che appaiono monacali)

Le puntate dovevano chiudersi chiaramente con una finta telenovela. La protagonista è Rachida 48 anni che fa la sarta e viene dal Marocco ma ha sposato Roberto di Bergamo. Prepara un fagottino di pesce marinato con verdure saltate e piagnucola dicendo che ha sbagliato. Che può fare di meglio e che voleva preparare il Cous Cous ma le serviva più tempo. La rimandano  a casa . A Bergamo con le telecamere. Prepara il Tajine di Agnello. Lo assaggiano . Esultano. Buono. Buonissimo. La prendono.

Sintetica sul finale? No. Stanca. Perché per quanto possa essere comprensibile “lo show”  (non è che con lezioni di cucina noiose si alzerebbe tutto il polverone mediatico, ne sono conscia e mi trovo in molti dettagli d’accordo) è l’esasperazione a dar fastidio. Rachida piange disperata e supplica. I giudici sono buoni e le danno un’altra possibilità. Blablabla.

Una cosa è innegabile. La ricetta perfetta di Master Chef l’ho appena trascritta con il mio fare antipatico Bruzzonesco. Ci sono gli ingredienti esatti per bilanciare, equiparare e speziare qualsiasi tipo di palato. Così facendo, rispetto alle altre edizioni, si riesce a servire questo piatto televisivo davvero a tutto il ristorante italiano. La battuta volgarotta da cine panettone che fa tanto ridere una copiosa purtroppo fascia italiana. Una parte tecnica che appassiona “quelli del settore”. Un buissness sulle tre figure chiaramente improntate, studiate per diventare sogno-erotico delle Italiane  (sulla componente sessuale ci si costruiscono imperi si sa). Il risvolto reality che appassiona e fa identificare nelle identità stereopate, alcune, eccezionali, altre e .

Il Successone televisivo è servito proprio al momento giusto. Sotto le luci di Natale.

( Sono o no la Vostra Bruzzone? MENTITEMIVIPREGO!)

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
15 COMMENTS
  • Cey 20/12/2013

    Io l’ho trovata proprio una brutta puntata. Ok anche le altre edizioni non rasentavano il capolavoro ma io qualche piatto me lo ricordavo, qualcuno che non fosse una macchietta. Una mia amica mi ha chiesto di una concorrente che non aveva vista e le avrei voluto rispondere “Era un caso umano” ma non potevo perchè erano tutti casi umani, anche quelli che non lo erano perchè era quello che serviva. Mi hanno irritato tutti (tranne il manovale e non solo perchè è di Rozzangeles e aveva un modo di fare non sgradevole e il Killer senza K perchè sul peluche mi sono intenerita visto che avrei portato anche io Evaristo e se mi avessero perculato come hanno fatto con lui il piatto glielo avrei ficcato nel sedere) soprattutto i giudici, le scelte registiche e perfino le marchette. Che ci sono sempre state eh ma gli anni scorsi erano meno patinate. Non so ho ripensato all’edizione australiana e mi sono intristita. Poi lo continuerò a vedere perchè mi piace twitter quando c’è masterchef e perchè mi piace guardare masterchef con Fabri e spettegolare sui piatti (e sulle persone ma prima sui piatti e attendo il pasticcere che li massacrerà) ma proprio una puntata bruttina.

  • Francesca Q. 20/12/2013

    ahhhhhhhhhhhhhh…leggo Cracco e sbavo …lo voglio vedere anche ioooooooooooooooooooooooooooooo. Non c’è in streaming????? ditemi che non sono l’unica a non avere Sky <3 <3 <3

  • come si fa ad abbonarsi a questa rubrica?
    io non so mica se riesco ad aspettare fino a giovedì prossimo.

  • niCol 20/12/2013

    io non l’ho ancora visto.
    Ho fatto registrare tutto al mio nano che ha sky e ora mi leggo cos’è successo <3

    • niCol 20/12/2013

      sto ringraziando il cielo di non essere a Masterchef.
      ma la mini me dice che l’anno prossimo vorrebbe mandare la candidatura.
      bah.
      giusto per lanciare il piatto in caso mi dicano di no senza romperlo/sputarci dentro/usarlo tipo freesby

    • niCol 20/12/2013

      Il milanese che ha fatto il salame con le fave amare, al primo provino ha appassito l’insalata con il phon.
      Ho capito che per conquistare il grembiule l’anno prossimo devo grigliare le melanzane con il ferro da stiro.

  • jelena 20/12/2013

    Sei la nostra Bruzzone Mora!!!

  • tatonza 20/12/2013

    come son felice di esser capitata qui per puro caso alla ricerca di una ricetta e trovare follia e cucina mi iscrivo a razzo.

  • el 20/12/2013

    nonleggo nonleggo non leggooooo.
    ok leggo lo spoiler, come si fa a resistere °_°

  • anna rosaria de vita 20/12/2013

    ho visto la puntata ma ancora non riesco a capire perchè vanno lì a farsi prendere a male parole…ma neanche per tutto l’oro del mondo lo farei

  • Patrizia Sechi 21/12/2013

    Iaia, come sempre adoro la tua arguzia e mi diverto tantissimo a leggerti. Ho visto anch’io la puntata con i miei figli ( 24_13 anni) e ridevamo ( ma anche molto delusi) commentando come Ormai tutti i reality siano uguali:insulti e litigi fra i concorrenti, manie di grandezza di concorrenti e giudici, stesso format piagnucoloso con casi umani tragici alla Marco Carta (hanno imparato tutti da Maria de Filippi!), battutacce osee’ e presa in giro dell’ingenuotto di turno. In quanto a vera cucina…mah! Speriamo nelle prossime puntate. Per quanto riguarda la pubblicita’ l’anno scorso dicevo: “Dai, vado al programma di Borghese e gli cucino le tagliatelle
    Findus! Voglio vedere se mi butta fuori…”

  • Alessandra 21/12/2013

    Purtroppo mi rendo conto che “certi programmi” sono semplicemente ciò che il pubblico vuole. Concordo con te..non è che i tre NOMI ci facciano una gran bella figura, anzi, esattamente il contrario. Ma così è! Nessuno gli ha puntato una pistola..questo fa ancora più rabbia..il profumo dei soldi e dei riflettori fanno la differenza. Ed io me la pongo la domanda..perché? Avere comunque la consapevolezza di staccare il personaggio dalla persona questo è sinonimo d’intelligenza. Sono costruiti si. Fuori sono un’altra cosa sicuramente! A me comunque non fanno impazzire, cioè non li ho mai visti come fighetti..ma per niente. I miei gusti sono altri..Le forzature come hai scritto tu sono pietose..quei piatti volanti non li sopporto, ne tanto meno quel modo poco educato ed ortodosso di porsi…ma a me verrebbe di spaccargli la faccia immediatly…ouu ma che è datti na calmata o ti cambio i connotati!! Ecco! ^__^
    Andare lì per farmi prendere per i fondelli, farmi strillare..mai!
    Se volessi fare strada non perderei tempo con i reality, andrei altrove…quelli ti fanno brillare solo per un po’ e poi saresti comunque destinato a cadere…la scuola si fa da un’altra parte e non in TV….ma così è….!
    Ma tutto fa brodo…
    Buon WE Iaia
    Alessandra

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