Considerazioni deliranti e prive di senso con un panettone gastronomico salato

Must Try

Paccheri, melanzana, feta e menta

Una ricetta facile, veloce e gustosissima. Il profumo della menta esaltata dalla melanzana fritta e l'invadenza perfetta della feta. Un primo piatto che ti stupirà.

La frolla con i fiori

I fiori si possono ammirare, coltivare, regalare e mangiare. Sì, esistono dei fiori eduli perfetti per zuppe, insalate e dolci sorprendenti.

Il poolish

Il poolish, altrimenti detto biga liquida, serve per consumare pochi grammi di lievito di birra. Un altro modo per consumare meno lievito e ottenere dei...

Torta al cioccolato vegana (la più buona since 2012!)

Era il 2012 quando per la prima volta pubblicavo questa ricetta sul Blog. Ne rimane traccia però solo un vecchio post che non ricordavo....
Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Foto orrende ma sto provando le nuove luci. Contando che sono state scattate alle undici di sera potrei anche lamentarmi meno. Ma perché mai dovrei farlo se è lo sport dove eccello di più?

E’ importante perseguire il proprio orientamento caratteriale. La legge italiana IMPONE ai genitori stessi di perseguire e incentivare le inclinazioni della propria prole. Comecisonofiniteallaleggeitaliana?

Insomma luci nuove. Mi ero quasi messa in testa che così, semmai avessi trovato “luci giuste” per la notte, avrei potuto raddoppiare il lavoro (nessuno sbarri gli occhi e gridi. Nessuno chiami il 118). Solo che davvero non ci arrivo più. Più che altro perché mi ostino a non voler delegare cose che potrebbero pure non avere necessariamente la mia delirante supervisione.

(vero che eccello nel lamento? posso ricevere dei complimenti per favore?)

Il Natale è praticamente arrivato e la mia Cognatina Piola amata, insieme alla Dottoressa Suocera, sta per sbarcare in territorio straniero. Ad accoglierle luci di cannolo al cioccolato e nevicate di pistacchio!

La voglia di condividere un po’ di tempo con Piola è così tanta che mi scoppia il cuore di felicità. Due anni fa dopo la tragica perdita dell’Ingegner Suocero era stato un Natale orrendo. L’anno scorso è coinciso con la prima chemioterapia di papà e neanche a dirlo si è fatto ambo in una tombola di dolore. Noi vorremmo francamente evitare il terno, insomma. Siamo propositivi, ottimisti e agguerriti per vincere la tombola della felicità e della serenità. Poco importa se “apparente”. Basta davvero pochissimo. E in quel pochissimo c’è tutto. Allora abbiamo già il Menu, che ha subito un colpo di scena pazzesco.

Mamma per la vigilia e per Natale non mangia carne. Mai. Da che ne ho memoria lo ripete come un mantra “a Natale non si mangia la carne”. A me è sempre cambiato ben poco anche quando ero piccola perché tradizione sicula impone che si mangi il baccalà. All’epoca era uno dei pochi pesci che riuscivo a buttar giù e quindi ero sistemata. Baccalà a chilate (pure fritto con tanto limone. Slurp! Chi ha detto slurp?) e poi sfondamento di dolcetti per tutta la notte. Cioccolatini fino a morire e la Torta Savoia che portava Zio Angelo. Sempre (ne facevo fuori una. Era di un nauseabondo incredibile ma cielo. Le endorfine a mille che non c’era bisogno di brindare. Anche perché diciamolo non ho mai brindato). Quest’anno papà dice “ho voglia di anatra all’arancia”. Silenzio in sala.

  • “ma papà lo sai che la carne non si mangia alla Vigilia e a Natale… dai”
  • “ma chi l’ha detto”, mi dice guardandomi anche un po’ infastidito
  • “lo dice la mamma”, gli dico preoccupata e terrorizzata di non avere una risposta oggettivamente intelligente
  • “e quindi è una stupidata!”

Tutti ridiamo. Mamma compresa con sottofondo “ettepareva”. Insomma per dire che lo scorso anno il mio papino non è riuscito a mangiare neanche un tozzo di pane. E’ stato a letto sognando la scacciata. Era attaccato a una flebo e magrissimo e sottopeso. Uno scheletrino con una vestaglia che quando è riuscito a mandar giù uno spicchio di mandarino sono scattati gli applausi.

Vuoi che se quest’anno dice “ho voglia di anatra all’arancia” io non decida di mandare al diavolo tutte le mie fissazioni animaliste e vada a strozzare a mani nude qualsiasi tipo di volatile mi si presenti davanti? (Cielo. Cosa sto dicendo? Sedatemi!)

E allora via di anatra all’arancia per papà, supportato dal Nippotorinese che ha urlato “ohhhhhhhhhh finalmente !!!!!!!!!! Allora Agnolotti al Tartufooooooooooo e Brasato al Barolo!!!!!!!!!”. Via a Mamma che “fate quello che volete! Io mangio un chilo di crispelle con le alici e la ricotta e otto scacciate con patate e broccoli!”. E via alla Dottoressa suocera “ok. Non mangio da adesso”. E via a me e Piola “okkkkkkkk facciamo il Sushi veganoooooooooo”.

(io e Piola siamo proprio le più temerarie o sbaglio? *segue risata isterica)

Cosa significa? Bene. Significa che faremo un menu delirante e assurdo dove gli uomini mangeranno carne di ogni tipo e sorta perché il Nippotorinese in un momento di euforia ha comprato venti chili di prosciutto crudo (contando che papà non può mangiare salumi significa che lo inzupperà pure nel tè), io e Piola il Sushi vegano e Nanda cercherà di imbottire Dottoressa Suocera con crispelle e scacciate catanesi. Diciamo che ci ricovereranno d’urgenza durante la notte della vigilia. Io non essendo più abituata a mangiare “come voi umani” ma solo e sempre i soliti alimenti, quella volta ogni tanto che ci butto il riso per le grandi occasioni gonfio come una zampogna, mi contorco dal dolore e grido aiutoaiutoperchélhofatto. E sto parlando di Riso lesso senza condimento, alga Nori e nelle grandi occasioni carota, tofu e avocado. Con un po’ di wasabi e salsa di soia. Roba dietetica per gli altri. Roba ingrassante per me.

Io e Piola, visto che lo scorso anno siamo state a vegetare nel dolore e a fissarci riuscendo a fare solo le caramelle che poi per svogliatezza non ho neanche fotografato, ci siamo ripromesse di fare 9234820349820349829340823409238 ricette giusto per cominciare. Io sogno una videoricetta con lei. E la faremo. Mi piacerebbe fare una crostatina con le fragole che è la sua preferita oppure la sbrisolona perché è una delle prime ricette che ho pubblicato qui nonché una delle prime che ho fatto in questa casa. Nonché una delle prime che ho. Insomma la sbrisolona, la crostata oppure una delle ricette che sceglierà la mia bellissima cognatina.

Mentre faccio foto per il prossimo libro (sono due. E lo dico non per pavoneggiarmi ma per ribadire che SONO PAZZA. E ci lavoro insieme come fossero la stessa cosa. Ma sono parallelamente opposti. Ma perché lo sto facendo? C’è uno psichiatra in sala?), organizzo il Blog perché dal prossimo anno ci sono talmente tante novità che non so neanche da dove cominciare blablablablablabla.

Mi sono detta: panettone gastronomico! Normale, no?

Non avevo mai provato a fare il Panettone Gastronomico. Solo che questo fatto con il Bimby  e tratto dal libro ufficiale delle Ricette Bimby dedicate solo al pane non mi è piaciuto affatto. Nonostante abbia lievitato 24 ore è venuto così duro. Ma così duro. Ma così duro.

Che si potrebbe epitetare: arma impropria. Per dire che se il muratore continuava a cantare quell’orrenda nenia e io CASUALMENTE (ma casualmente eh) lanciavo questo panettoncino gastronomico.
Potevo.

E dico potevo: trascorrere il Natale dietro le sbarre.

Contando che lo passerò riversa sul divano insieme a Piola gridando perchélhofattoperchéhomangiatoilsushi forse era meglio una bella insalata preparata in gattabuia (cosa sto dicendo?).

Rifarò il panettone gastronomico salato. Ma era doveroso mostrare anche i miei continui (perché vi assicuro che sono continui) insuccessi in cucina. Quando sarà comedicoiocomedicoio (sono esaurita, sì) pubblicherò foto meno orrende e lascerò ricetta.

In gattabuia c’è il wifi?

Posso ricevere BestiaBionda e picchiarla almeno una volta al mese? Fatemi capire le basi. Altrimenti mi confondo. Anzi no.

Mi sono già confusa.

(se non mi dite il vostro menu frigno fino a Natale!)

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8 COMMENTS

  1. è veramente un panettone malvagio. si vede che ha voglia di spetasciare teste di muratori. (tutto ciò non è affatto natalizio.)

    io non ce la faren col menù ia. anzi, nain. io non farcela proprien, nein nein.

    (spetta che me ripìo.)

  2. Menu?
    Natale?
    Il solito, al ristorante in mezzo a parentiserpenti aehm.
    Diciamo la vigilia: antipasti di ogni genere/forma/dimensione composti da salumi, verdure sott’olio, pescetti in ogni salsa; casoncelli alla bresciana (12 dozzine a testa); cotechino, spinaci e lenticchie; pandoro farcito con il gelato; e per finire sedicimilialitri di bicarbonato e si scoppia scartando i regali.
    ❤️

  3. per la viglia ho deciso che forse contaminerò le tradizioni che pur rimandendo di magro… credo che mi sollazzerò con pisarei e fasò (pisarei di farina di farro e farina di castagne) al posto del primo di pesce (che in genere detesto)

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