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La terza puntata di Masterchef ( il tragico resoconto e resa dei conti)

Stanno per arrivare i Fumetti di Masterchef. Io lo dico eh (fuggite)

Dopo il resoconto della prima puntata di Masterchef non è che non avessi voglia di fare la seconda eh. Solo che essendo Natale e avendo la mia Socia cognatosa Torinese me la sono goduta tutta spaparanzata sul divano. Ho staccato i neuroni e via.

Nella seconda puntata non sono certamente mancati allusioni, battutine e volgarità tra una setacciata di farina e battuto sedano-cipolla-carota. La cosa mi sconvolge oltremodo anche perché confesso che dal disprezzo smisurato nei confronti di Bastianich sto quasi per passare ad un vago innamoramento. Mi accade sempre così. Quando una cosa la trovo esasperatamente fuori dalla mia portata in termini di gusto diventa irrimediabilmente feticcio di adorazione. Quel fattore x trash su cui sempre mi sono psicanalizzata insomma. Quando l’ho visto cantare con la sua chitarrina da Fazio e commuoversi davanti alla concorrente che ha perso trenta chili, senza contare la foto del suo Cane Quattro ho cominciato seriamente a credere che quel germe di intolleranza e sofferenza nei di lui confronti stava subendo una trasformazione. Mi sono immaginata insomma come nel gran finale di 2001 Odissea nello spazio mentre nella rotondità perfetta del Super Ego- Infante chiuso nel   circolo di vita lo stessi osservando da lontano come fosse il Pianeta Terra ( e non più la scimmia della scena iniziale che tocca il Monolite) : comprendo. Comprendo che ho abusato di fichi secchi e lo zucchero mi fa delirare. Ma.

Bastianich dopo tre edizioni mi sono innamorata di te (nessuno mi convincerà del contrario).

Quest’anno Bastianich mira sicuramente a confermarsi il più sexy e appetibile dei tre. Si sta autoimponendo come foodsex symbol. Non ce ne è per nessuno. Nè per Cracco e la sua barbetta incolta, nè per  Barbieri con la camicia sbottonata e tanto di collana ( Bruno ti prego aripijati. Ti voglio pure bene ma aripijati e abbottonati) sul petto depilato. E’ stato quando con sguardo ammaliante e malizioso  ha detto ” io volevo polpetti grandi americani e non piccoli italiani”  correlandolo alla prova ” La prima volta” ; dove non occorre neanche tanto perderci tempo a disquisire che si è giocato tantissimo con allusioni tipiche da ragazzetti di quinta elementare ( un po’ come sta accadendo su Youtube con il Tag ” la prima volta”. La prima volta che ho usato il Blush. La prima volta che ho messo il fondotinta tre nuance più leggere. Solo che poi in copertina ti trovi Guru con la manina in segno di “silenzio” come se ti stessero confessando atti peccaminosi o addirittura buttate CASUALMENTE su un letto).

Bastianich lancia una polpetta di sfida agli Italiani alludendo a qualcosa che va ben oltre il buon gusto di una polpetta succulenta,  fritta e impanata. E lo fa questa volta con un bel paio di scarpe verdi fosforescenti. Lancia polpette dure. Sputacchia e grida. Mentre l’Enel passa da X Factor a primo Sponsor di Master Chef con una certa nochalance. La prima Mistery Box conteneva ben nove ingredienti leggermente slegati tra di loro. Animelle, finocchi, Sogliola, Burro, Pomodorini Gialli, uova e solo il cielo sa cosa. Credo ci fosse pure carne di Mammut per dire. Il colpo di scena arriva con la liquirizia che è l’elemento chiave; quello che deve unire insomma il tutto. Si possono non adoperare tutti i nove ingredienti ( anche se verrà apprezzato l’estro e l’utilizzo maggiore dei nove per intenderci) ma l’elemento principe dovrà essere la liquirizia. Panico in sala. Nessuno aveva mai adoperato la liquirizia ( solo io ci faccio sempre il risotto?) ; neanche per smettere di fumare ( solo io per smettere di fumare ho fatto fuori qualcosa come novemila bastoncini di liquirizia?). Solo la modella Giovanna dalla sua platinitudine ci informa che lei e la liquirizia sono amiche e che la adopera spesso. Finirà poi  tra le tre peggiori.

Salvatore dice di essere indaffaratissimo con il cervello mentre  grattugia finocchi. Giovanna è stressatissima. Il mio mito di Rozzano – il Cannibale- sostiene che ” farò sentire il mio ululato” e Rachida fa la sogliola mentre gli altri cuochi cucinano per terra, arrotolano animelle, le lessano nella liquirizia. Va a casa Margherita dopo aver, a suo dire, sfidato se stessa scegliendo l’animella che non aveva mai cotto. Bastianich pretende anche un’inquadratura commossa ribadendo che teneva molto a lei. Giovanna fa la sogliola con vellutata di asparagi e liquirizia mentre Marco un’animella saltata con i pomodorini gialli e Margherita animelle fritte con crema di asparagi. In questo delirio di crema di asparagi e animali con liquirizia a casa la vittoria se la porta il Cannibale ( con mia esultanza). Costruzione del piatto perfetta e filetti di sogliola marinati con liquirizia e riduzione di balsamico e asparagi. Si sa con la riduzione di balsamico si va sempre sul sicuro. Anche io appena sento riduzione di balsamico mi accendo e dico gnam. Anche se poi gnam proprio non è. Bastianich è entusiasta del piatto e tutti tra gnam e yummy si complimentano.

Nell’euforia generale della sogliola marinata parte appunto la già citata “prima volta”; ovvero la prima volta che si ha avuto a che fare con un piatto da preparare. La scena insomma cambia per lasciar spazio ai ricordi dei tre giudici. Barbieri mostra gli gnocchi raccontando di come sia stata la prima cosa che ha cucinato. L’impasto duro come sassi. Aveva dieci anni. Cracco invece racconta la sua prima volta con Risi e Bisi. Un piatto veneto semplicissimo ma che a suo dire nasconde moltissime difficoltà in fatto di consistenza. Sua mamma glielo ha insegnato negli anni. Bastianich ci porta nel Bronx con nonna e mamma rievocando addirittura il Padrino, giusto per non lanciarsi nei luoghi comuni e nomina in effetti una delle ricette più affascinanti che si possano ricordare. Quella che a me fa sempre venire gli occhi a cuori perché appaiono Lilly e il Vagabondo. Spaghetti and Meatballs (uhhhh una delle mie prime ricette qui) 

E il Cannibale di Rozzangeles non ci delude e sceglie proprio Spaghetti and Meatballs dando grande visibilità al Bastianich ammmeriggano che confida: pane ammollato nel latte, polpetta fritta e poi salsa come una volta. Vuoi che non sia il momento di fare lo spottone pure per il libro sulle Polpette di Barbieri? e difatti. Eccolo! Concorrenti che si fracassano il cranio sulla mistery box per non aver preso il libro (sarebbe stato in effetti molto d’aiuto aver letto qualcosa riguardo le sue famigerate polpette di carne) e via. Dopo la sogliola con la liquirizia e l’animella bollite con il confit di pomodorini gialli è ora di un bel MAPPAZZONE.

Si perché Barbieri, giusto per poco spirito di antagonismo tortellino VS Spaghetti Meatball– per la prima volta dopo tre edizioni lo pretende proprio il Mappazzone.  Almo porta delle polpette soffici mentre il Cannibale le porta troppo grandi ( forse per dimostrare che gli italiani hanno polpette più grandi degli americani? C’è una dietrologia dietro tutto questo molto complessa) tanto che Bastianich cogliendo la sfida lo costringe a mangiarle in un sol boccone intimandogli di parlare. Passo da 2001 Odissea nello spazio a Fantozzi chiuso nella clinica teteschen a rubare polpette. E’ un mix di emozioni e sensazioni contrastanti. Ludovica non fa la polpetta buona ma il sugo sì e Jessica non ha un impasto equlibrato. Laura Taylor non le fa molto croccanti mentre Barbieri continua a giocare ad un perverso attimo di seduzione con lei ” devi sconvolgermi con queste polpette” e poi Rachida. Che a dire di Bastianich fa dei falafel piccoli.

La mia visione di Masterchef terza puntata si ferma qui. Mentre mi emoziono per Emma ( che mi piace molto fino ad ora) che non solo azzecca esattamente l’estetica ma che fa proferire a Bastianich la suddetta frase ” questi sapori mi portano esattamente nella cucina di mia nonna. Brava. Molto Brava”. Ecco io Rachida. E’ lì che mi si accende qualcosa. Trovo alleati anche su Twitter. Trovo un amico prezioso con cui condividere tutto lo sfinimento e l’agonia.

Basta che io scriva questo:

A me Rachida di Masterchef ispira una violenza tale da farmi credere seriamente di dover contattare uno psichiatra. DOMANI.

Per essere retwittata, messa tra i preferiti e appoggiata psicologicamente. Basta davvero una confessione onesta e seriamente preoccupata per far sì che il popolo del web si stringa a me in un abbraccio di conforto. Non sono sola. Mi dico mentre esprimo volontà inspiegabili e incommentabili su quello che vorrei fare a Rachida. Non riesco a perdonarle la mortificazione e quella lagna vergognosa con conseguente movimento di labbra tremolante simil Signorina Silvani ( oh Fantocci torna sempre eh). Si salva Giovanna. Va via la povera Heira. Rachida rimane. Ecco. Quando Rachida rimane ho un collasso emotivo. Avevo già superato brillantemente la prima e la seconda puntata senza spaccare un telecomando lanciandolo contro lo schermo.  Credo di non farcela allorquando.

Stoicamente resisto per la terza puntata, grazie al supporto dei miei amici su Twitter ( certo è che fare l’hashtag #FireRachida fa di noi delle brave persone) ma. Non so quanto io possa resistere. E mentre spero che almeno in esterna faccia un cous cous invece che un risotto in modo da far arrabbiare tremendamente Bastianich ( l’unico che la guarda con il mio stesso sguardo. Sarà per questo che nelle ultime ore sono un po’ più flessibile nei suoi confronti?) vince pure nella squadra blu. La prima esterna avviene a Pavia nel Collegio di Ghislieri. Si cominciano a delineare i caratteri dei partecipanti che ormai sono rimasti in diciassette ( quando saranno la metà  diventeranno “personaggi”), i movimenti e le strategie. Gridano perché non trovano il sale, Rachida e la Signorachenonricordilnome cominciano a litigare mostrandosi le donne del branco più irrequiete ( ma va? Non si era mica capito che Rachida dietro quell’aria supplichevole e finta dolce sia la reincarnazione di Linda Blair verso la fine dell’episodio. Poco prima che il prete ruzzola dalle scale. Presente? ).

E’ innegabile che ci sia solo una protagonista allo stato attuale delle cose. Rachida. Diventata catalizzatore di un esaurimento nervoso comune. Sarebbe facile cadere in vergognosi fraintendimenti e tracciare addirittura profili razzisti. La realtà è che se continua a supplicare, muovere il labbro alla Signorina Silvana e guardare i giudici dicendo grazigrazigrazi ( a seguire diapositiva) con occhioni finti languidi e commossi :

prenderà il posto dell’avvocato, vincitrice dello scorso anno.

Che allo stato attuale delle cose rispetto a Rachida mi fa pure una discreta simpatia.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
4 COMMENTS
  • grazigrazigrazi muoio. ma la porto all’inferno con me.

    (non so se ce la faccio veramente. butto un occhio su tuitter che magari mi rincuoro.)

  • niCol 03/01/2014

    Facciamo che lo leggo domani mattina dopo aver visto Masterchef.
    E diciamo anche che il mio “Graaazi chef grazi cucinerò fino all’infinito grazigrazi parlotropposcusate graaazigraaazigraaazi!” regna in casa mia.
    Appena mi cacciano, posso venire a vivere da te?
    Graaaaazi
    ok, smetto.

  • Ho appena finito di vedere il quinto e il sesto episodio giusto adesso e mi rendo conto di aver azzeccato già ieri sera, rispondendo al tuo Tweet, quello che poi è praticamente successo. Rachida è il classico personaggio che ti da i nervi e ti fa scattar la viulllenz non per demeriti o per chissà cosa ma proprio per il suo comportamento incredibilmente leccaculesco. Già dalle selezioni meritava di uscire e credo che la scelta del programma della così ampia multietnicità sia in parte sbagliata. Parliamoci chiaro: Rachida CHE CEPPA C’ENTRA con la cucina italiana? Almeno Spyros nella prima edizione aveva fantasia, non frignava e qualcosa veniva anche bene. Nel caso della marocchina, è li per non so quale senso di pietà da parte dei tre giudici e di tutta la produzione. Doveva essere buttata fuori al primo colpo. Troppo comodo fare il cous cous per superare le selezioni in maniera, in teoria, facile, troppo comodo frignare per il fatto che ti è venuto da cani e soprattutto troppo comodo tornare per poi rifare lo stesso piatto in maniera decente e fare la piagnona solo perchè ti è stata concessa la grazia per non si sa quale lampo di bontà del trio giudicante. Comunque credo che (e spero) che il personaggio abbia vita breve nel programma visto che nella prima prova in esterna ha litigato con tutti e ha quasi fatto sbottare Cracco per il fatto che continuava a non tacere mentre spiegava il motivo del cartellino rosso alla cinese Heira. Ecco, mi aspetto una sfuriata da parte del mio conterraneo o al massimo quella sgrammaticata del friulamericano. E li sì che si ride di gusto. Alla faccia delle meatballs.

  • Julie & Pug 05/01/2014

    Bellissimo questo post! Condivido tutto fino all’ultima parola…. resta che mi diverto un mondo a guardare Masterchef – anche se sta scadendo nel super trash – e che…. darei fuoco a Rachida! Lei e quella sua aria falsa, sempre a piangersi addosso… brrr averla accanto farebbe diventare cannibale pure me che son vegetariana 😛

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