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Chapati con spezzatino di carne speziata e patate



Umammacheimpressione vedere la vecchia cucina funzionante in queste fermatempo. Il piano cottura sta per essere cambiato (ancora deve arrivare. Posso digrignare i denti per un quarto d’ora? Tanto ho il bite notturno perché li sfrego nervosamente durante quelle tre ore di sonno che riesco a tirar su a fatica) e sostituito da ben due stazioni ultra professionali in alluminio (momento – mi sbrodolo tutta – parte uno). Il fatto è che io ce le avrei pure 320498294820492349284 foto arretrate e potrei andare avanti alle ore 12.12 come sempre delirando su ricette precedenti. Il problema? (come se a qualcuno interessasse) Il tempo. Sì, sono tutte sistemate e quindi dovrei solo ticchettare due idiozie come sempre, metodo di cottura, bacetti e lamenti ma. Il tempo scarseggia pure per quello. Siamo in dirittura d’arrivo anche se del montaggio definitivo di molti mobili e completamento ambienti non se ne parla. Anche se ho capito che sia normale durante lavori di questo tipo che:

  • ti sbagliano il mobile del bagno
  • mancano due termoarredo
  • arriva un termoarredo rosa invece che bianco
  • sbagliano la pittura
  • ti bruciano la porta di legno con il faretto
  • spaccano un tubo per sbaglio e si imbarca il parquet
  • non basta il parquet e quindi il salotto ha un pezzo senza
  • il parquet scelto è così particolare che non ce l’hanno e quindi lo devono rifare mettendolo di sana pianta in produzione. Tempo previsto 70 giorni. Lavorativi eh. Quindi praticamente avrò già un figlio che guiderà la moto quando arriverà.

Ah, dite che non è normale? E invece sono qui pronta a smentirvi.

Però ho il cielo stellato. Micro luci da mezzo watt nella camera del bimbo che non c’è. E due watt per il corridoio della camera da letto che porta allo spogliatoio manco fossi Carrie Bradshaw. Fermo restando che non ho mai visto più di dieci minuti quell’insulso e volgarissimo e osannato telefilm che reputo vergognoso. Solo che tutti usano come metro di paragone “quella” e allora giusto per sbrodolarmi nuovamente, dopo il piano cottura, mi rimaneva questa insulsa comparazione. Insomma per dire che tutto scivola dalle mani. Il tempo con le sue lancette, per prima cosa. Cerco di non perdermi i brucaliffi nel cielo. Cerco di ricordarmi che Ale e Cri sono lì anche quando non ci sono. Cerco di sforzarmi di pensare che Ombretta si ricorda chi sono. Me lo impongo, proprio.

La dependance è quasi pronta. Che sta per (non è arrivato il termosifone, la cucina la montano tra un mese e il bagno ha un problema nel mosaico. Che hanno dimenticato l’attacco dell’acqua per il frigo lo ometto, vero? Mica l’ice maker è necessario). Pare che il mio quadro elettrico, fotografato e messo su twitter alla mercè di tutti come si confà a una social addicted come me, abbia terrorizzato il popolo del web. Solo che qui si pensa di non aver esagerato minimamente. Chi mastica un minimo di domotica in pratica ha capito sin da subito che siamo letteralmente fuori di testa e che controlleremo la temperatura da apparecchi dissipati ovunque e alzeremo e chiuderemo tutto automaticamente. Comandi vocali che manco MacGyver. Telesorveglianza che manco fossi la figlia di un boss mafioso. Roba che francamente più prende corpo e più mi viene da pensare che manca qualcosa.

E quel qualcosa è la Bat Caverna. In pratica premo qui e si apre la finestra. Premo lì e si apre la telecamera. Premo di qui. E io che dopo sette anni, nella vecchia casamansardina, continuavo ad accendere le luci di fuori invece che quelle della lavanderia mi ritrovo con comandi in cristallo touch che spaccherò dopo tre minuti per il nervoso.

Ma non si poteva mettere un semplice interruttore?

Solo che qui si vuole sfatare il mito che lo scarpaio va con le scarpe rotte e allora vergognosa tecnologia sia. Led e strip led ovunque. Mi ritrovo strip led pure sotto il letto. Pareti che scompaiono (questo mi piace) e nascondono comodini. Ho paura. Si è capito?

Sono in quella fase di ricostruzione dopo il delirio. E se pensavo che fosse la parte più divertente quella quando si è in dirittura d’arrivo, in realtà mi ritrovo ad aver accumulato una stanchezza tale che mi stordisce. Non so se sono pronta a bere nei bicchieri di vetro perché sono abituata alla plastica. Non so neanche se sono pronta ad adoperare il frigo nuovo che è così grande e grosso che ci entro pure io, il Nippo, Aluccio, Seby, Santa Signora Pina, gli stagnini, i pittori e.

E Bestiabionda per lungo con tutto il bicchiere da cocktail che sorseggia mentre fa finta di lavorare.

Ho paura della distruzione. Della costruzione. E di tutto. E quindi? Niente. Ho ricominciato a lamentarmi. Forse che forse mi viene meno paura, no?

Ora posso parlare del Chapati, mie care dita impazzite che avete ticchettato tutto questo delirio privo di senso logico come sempre? Bene.

Manca meno di un mese a Pasqua e nel mio programma culinario bloggereccio era prevista una bella infornata di ricette riguardanti il Pappamondo, ovvero ricette dal mondo che in teoria dovevano essere protagoniste indiscusse di tutto l’inizio dell’anno ma vabbè. Chevvelodicoafare?

Il Chapati o chapatti è un piano tipico della cucina indiana che per la prima volta (culinariamente parlando) ho scoperto per benino lo scorso anno quando Bestiabionda mi aiutò per quel progetto segreto segretissimo (che rimane tale in quanto appunto non ho potuto molto lavorare, ahimè. Conto di ricominciare al più presto). Questo pane, presente anche e soprattutto nelle aeree del Medio Oriente e in continenti come l’Africa, è un cibo base. Potremmo scomodare similitudini come la piadina per dire e altri tipi di farinacei. A base di farina integrale con acqua e sale e privo di lievito, viene cotto in una piastra asciutta e caldissima da entrambi i lati per poi essere arricchito come si preferisce. Dalla carne al pesce, fino a condimenti di verdura che includono naturalmente i tanto amati chutney.

Il Chapati che ho adoperato per questa elaborazione culinaria non è stato confezionato da me. Ho però una ricetta che mi è stata regalata da una mia amica indiana su instagram (Santo Instagram sia lodato per avermi aperto le porte del mondo) e sarà mia premura provare al più presto. Ho trovato il Chapati originale però, surgelato, da Cristaldi a Catania (seguono applausi, cuori e ovazioni per questo luogo che venero). Ho servito così il primo Chapati (surgelato) della mia vita al Nippotorinese. Come?

Con un ottimo spezzatino di carne, patate e spezie.

Il risultato è stato molto apprezzato tanto quanto l’oliera vecchia (vintage sarebbe meglio, nevvero?) come fioriera improvvisata. Un pasto completo e semplice da realizzare, per di più incredibilmente gustoso per chi ama la carne; sorprendentemente la carne è piaciuta al rigido nordico che la disdegna con tutto se stesso preferendo sempre il pesce in questo luogo esotico dove si trova.

Niente di trascendentale quindi, eh. Il classico spezzatino con carne e patate per cui bisogna avere cura di scegliere un’ottima carne da far cuocere lentamente lentamente a fuoco dolcissimo per ore e ore. E magari delle patate (io uso quelle di Giarre che sono ottime) di un certo livello. Tutto su una base di soffritto tagliuzzato ben benino e lasciato friggere in olio extra vergine d’oliva. Tutto insaporito con un mix delle spezie che piacciono da più. Dallo zenzero alla paprica fino ad arrivare all’immancabile curry e al pepe. Magari nero macinato sul momento che a dirla tutta rimane a prescindere il mio preferito (ho da poco scoperto che non riesco a digerire e sopportare quello bianco. Importa a qualcuno? No *disse schiaffeggiandosi).

Il Chapati (surgelato) che ho adoperato andava semplicemente riscaldato e poi imbottito e ripiegato. Più semplice di così? La consistenza è più croccante. Un po’ come con i poppadom (vedo la Bionda ferrarese con rivoli di bava alla bocca o sbaglio?) di cui parlerò a breve (altra meravigliosa scoperta). Assolutamente da provare. In diverse versioni. Una contempla l’avocado *disse fischiettando.

Che poi sarà una delle prossime ricette del Pappamondo. Perché avocado e patate è un connubio vincente ma pare che pure con la carne in spezzatino e roba calda questo frutto non smentisca mai la sua innegabile superiorità e versatilità.

E insomma. Si ricomincia a pieno regime la settimana prossima. Direi che girare un po’ intorno al Mondo e prepararci alla Pasqua è davvero un buon inizio. E se non lo è basta mentirsi. E mentirmi.

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Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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19 COMMENTS
  • niCol 21/03/2014

    Chapati mi sa di “ciapa tì e mangna”.
    Ora leggo tutto, ma per i lavori no. Non è normale.
    eccomunque mancavi <3

  • el 21/03/2014

    con calma. respira. noi siamo qui ad aspettare <3

  • bestiabionda 21/03/2014

    io ho capito solo Poppadoms in tutto sto casino.
    [non avere paura e faremo pernacchie a cherribredsciou come non ci fosse un domani. io dormo nel frigo! siiii! tanto dopo il condizionatore a -15 per mantenere i fiori freschi direi che sono abituata. porto la tuta da sci <3]

  • Daria* 21/03/2014

    nooooooo cognataaaaa muoio dalla fameeeeee ed ora mangerei tutto (perchè quando è così è come andare a fare la spesa quando si è affamati!!) ora ho voglia di sto coso e tutta la cucina indiana insieme!!!!

  • Daria* 21/03/2014

    e comunque coraggio la fine è vicina!!!! in senso positivo ovvio ahuahuahauha <3

  • Bea 21/03/2014

    Ma lo sai che pure l’eletto digrigna (?) i denti la notte? E lo sai che se ci metti pure la bat-caverna il mio piccolo superheroes-addicted fa le carte per essere adottato?

    E lo sai che mi manchi? E lo sai?

    • gluci77 21/03/2014

      Anche Frugolino a volte… 🙁

  • ђคгเєl 21/03/2014

    ma pensa te che hai la camera del bambino che non c’è…e io nella camera del bambino che quasi c’è al momento ho un ripostiglio O.o santocielodevosbarattareeeeeeeeee!!! ok mi calmo! Figo il vaso-oliera! certo fa strano vedere la carta stagnola invece di un piatto…porcapuzzolamaquandofiniscono???? vabbè il tubo rotto…ma per la porta bruciata dal faretto avrei dato di testa mi sa 😀 ..che pazienza che hai!!!
    We tu… dai che ce al facciamo eh!!
    <3

    • gluci77 21/03/2014

      Il bambino che quasi c’è?!?!?!?! Ma io non sapevo nulla!!!!! Amoreeeeee!!!!! *_*

  • come potrei dimenticare la mia fidanzata??? non farti venire dubbi tanto assurdi <3
    quel frigo mi fa pensare a narnia. se arrivi in fondo ci trovi sicuramente qualche paio di fauni. così li puoi infilare nel chapati. non c'è fine alle variazioni.

  • Bibi 21/03/2014

    E ci siamo.
    E ci siamo quasi arrivati.

    E cosa vuol dire che hanno sbagliatoilparquettttttttttttttttttttttttttttttttttttttt il miobellissimoparquetttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttt?
    Sto venendo a sistemare definitivamente tutto. Poi tolgo pure Bestiabionda distesa e la metto nel freezer tutta piegata ok?

  • gluci77 21/03/2014

    Non vedo l’ora che tutto riprenda come al solito… Sono stata un po’ assente anch’io… Ma tu lo sai che ti penso sempre, vero?!?! (E che quel telefilm lì non l’ho mai visto nemmeno io!!! 🙂 allora non sono l’unica!!!) bacetti a valanga stellina, vado a segnarmi questa ricettina che mi ispira assai! <3

  • Ninphe 21/03/2014

    Io avrei fatto un bel parquet di muratori a incastro. oppure tappetini da letto.

    Daje che ce la si fa! Inizi a vedere la luce in fondo al tunnel, vero? <3

  • pani 21/03/2014

    io per un chapati sarei capace di affrontare un toro, prenderlo per le corna e girarlo come una trottola

  • Ale 22/03/2014

    Adoro questo tipo di cucina!!!
    http://duecuoriinpadella.blogspot.it/

  • Katia 23/03/2014

    Se vuoi mio papà e mio fratello sono idraulici. te li mando.

  • apity 24/03/2014

    Ho un debole per la cucina indiana, confesso. Confesso pure che non la mangio da parecchio tempo.

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