Home / Instagram Life  / Una vita in formato Polaroid

Una vita in formato Polaroid

Diciamo che ho imparato molto dal mio amico Jack. All work and no play makes iaia a dull girl, del resto.


L’asciugatrice. Quell’invenzione meravigliosa che mi ha rapito il cuore (sono al passo coi tempi. Dopo ventiquattro anni o forse più, dalla sua nascita, ce l’ho fatta anche io a prenderla)

E Fornasetti lo volevo sempre con me. Nella cabina armadio. Tipo una Fashion Blogger, insomma. Mi mancano solo i divisori per gli smalti, un adesivo a forma di cupcake glitterato ed è fatta.

Dovrebbe diventare il bagno dove io e il Nippotorinese ci contenderemo la schiuma da barba (qualora te lo stessi chiedendo sì. Ho la barba)

Installazioni illuminotecniche. Tra fili, insegnamenti e grandi passioni.

C’è chi ha il quadretto a sei moduli. C’è chi ce lo ha a 21304982340982394 e non basta. E non è una cosa estremamente wow. Ma cretina. E basta.

Guarda il termoarredo color canna di fucile! Perché qui è la precisione a farla da padrone. Sì, certo.


Cieli stellati ovunque. Luci  intermittenza. Fasci di led che neanche le spade laser.

Il Sabato e la Domenica. Il Divano. Papà, Mamma, Lui, io, Alessandra e Cri. E il gelato valsoia all’orzo. Sognando Granita al pistacchio insieme.

C’è la foto di papà sull’elefante. Vicino la piramide. Immerso con gli squali. Che mi tiene la mano quando ho tre anni. Con una coppa in mano. Mentre corre. Mentre nuota. Mentre mi tiene in braccio. Che sorride. Sulla nave. Che balla. Alle Maldive tra la sabbia. In Kenya al Safari. Tra i fiordi norvegesi. Nella Ex Jugoslavia che mi porta un gelato.

E poi c’è papà sul divano con la flebo che si rifiuta di mangiare un misero pavesino.

Ma siamo insieme. Felici di avere questa immensa opportunità di poter trascorrere la grande avventura della vita: uniti. Sempre.


Qualcosa mi dice che stiamo finendo (disse mentendosi)

Al momento la situazione è migliore assai (disse mentendosi nuovamente)




C’è voglia di colore per fiondarsi nell’ocenao del terrore e della paura pura.


Non é la mia insegnante di filosofia. Ma adesso nel ricordo un po’ lo è diventata. E sorrido.



Wakame. Goma. Gomma proprio in bocca. E sesamo tra i denti.

Quando si è senza tavolo e senza fornelli c’è solo una soluzione: Sushi Vegano con avocado e cetriolo per lei. Sushi con Salmone, wasabi e avocado per lui. Da asporto come fanno i giovani. Il tutto servito sul letto. Piatti, bicchieri e tovaglioli di carta.

(ridatemi la vita SUBITO! Sono anziana. Non ce la posso fare)

Nippotorinese in ginocchio che mangia su piatto di carta poggiato su copriletto con bacchette monouso. Riassunto: il disagio estremo.

Mangio fragole riprendendomi dal basso con le felpe di Batman per far dispetto alla Bionda Ferrarese e poi dimentico di mandarle diapositiva.

In un oceano di occhi verdi malvagi. Arrivi tu. Insieme ad una fitta al cuore. E poi mi rassereno.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
9 COMMENTS

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi