Una cheesecake all’Overlook Hotel

Must Try

Buongiorno Venerdì 17! Uova strapazzate alla Wilkes per colazione – Misery non deve morire

Uova strapazzate alla Wilkes per colazione - Misery non deve morire Prendi due uova fresche e sbattile dentro un recipiente. Aggiusta di sale. Taglia a...

Cheesecake al Cioccolato e Zenzero – Misery non deve morire

   Ingredienti per una teglia di 24 centimetri Per la base: 350 grammi di frollini al cioccolato (io la butto lì ma si potrebbe fare metà...

Cheesecake (al forno) con barrette al caramello (Lion) e Pennywise

Per una teglia di 24 centimetri Per la base: 350 grammi di frollini al cioccolato, 150 grammi di burro fuso Per il ripieno: 400 grammi di...

Cheeesecake al Cocco e mostri da tenere a bada sotto l’Ombrell(a)

Per una tortiera di 20-22 cm a cerniera Per la base: 350 grammi di frollini, 170 grammi di burro, 60 grammi di cocco disidratato Per il...
Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Ci sono così tante cose da dire su Stephen King che non basterebbe un romanzo a puntate; proprio come quello che lui ha sperimentato come innovazione di pubblicazione diverso tempo prima che diventasse, come sul piccolo schermo, un genere seguitissimo. Ho letto diverse volte articoli che sostengono che dietro la figura e l’operato di King ci sia una vastissima operazione principalmente di marketing ma, nonostante anche io molte volte non l’abbia apprezzato, credo sinceramente che l’affetto delle persone non si conquisti con mere operazioni studiate a tavolino. Il genio e il fascino che esercita su milioni di lettori e spettatori è senza ombra di dubbio alcuno dovuto all’innegabile bravura di questo epitetato re dell’horror. Si narrano ormai leggende circa la prima bozza di King buttata nell’immondizia (Carrie) e recuperata dalla moglie, diventata poi libro da diritti milionari per trasposizioni cinematografiche e traduzioni in tutte le lingue del mondo, ma la verità è che King non ha mai smesso di scrivere.

Ha cominciato a far girare i suoi racconti quando aveva appena dodici anni e Carrie non è a tutti gli effetti il suo primo romanzo ma quello che lo porta alla ribalta, consentendogli di lasciare il posto da insegnante (e la roulotte con le condizioni misere della vita che conduceva) per dedicarsi a tempo pieno alla sua infinita passione che è la scrittura. Un fenomeno culturale e sociale in grado di “horrorizzare” “modernizzando” in tutto e per tutto l’horror stesso. King infatti ha radicalmente cambiato, trasformato e dato una sua personalissima impronta al genere “horror” senza mai cadere in squallide banalità (e in questo genere è un’impresa ardua). Firma, come Hitchcock, alcune sue scene e regala cammei in interpretazioni che riprendono la sua vita privata. Ha una personalità spiccata e mai banale (anche se attira antipatie, anche la mia sì, quando contrasta le interpretazioni soggettive di geni come Kubrick ma devo smetterla con le parentesi). Pare infatti che in seguito a una fuga allo Stanley Hotel di Estes Park fu ispirato per l’Overlook Hotel; lì giunse infatti il giorno prima della chiusura. Le sedie erano rovesciate e tutti si preparavano al riposo invernale. Una passeggiata tra i corridoi dell’albergo generò le prime righe di quello che a distanza di decenni rimane indiscutibilmente una delle visioni letterarie più angoscianti di tutti i tempi (nella trasposizione cinematografica fu solo merito del grande Kubrick, a mio modestissimo avviso).

King, che si vogliano riconoscere o no la bravura e il genio, è comunque divenuto un simbolo a carattere mondiale e ritornando al punto primo questo non si può comprare. Ho letto in un interessantissimo libro a lui dedicato che ogni anno a ottobre ci sono comitive di fan che invadono Bangor nella speranza che in occasione di Halloween apra le porte della sua villa vittoriana, che pare stregata. Un tempo accadeva proprio questo. Adesso a porte chiuse, per volontà dello scrittore, rimane comunque un via vai di curiosi pronti a tutti pur di scorgere il loro beniamino. Nonostante io abbia letteralmente il terrore anche solo a credere di dover passare una vita pensando di non possederla a pieno per via della popolarità e non farei quindi simili gesti, confesso in piena onestà che non mi riuscirebbe difficile stazionare due secondi pure io davanti al cancello. Questo perché fondamentalmente è stato il primo che mi ha fatto capire effettivamente la mia essenza. Ero piccola quando ho visto It, quel librone enorme allora per me, sugli scaffali della Libreria Italia a Barriera, provincia di Catania. Lo ricordo come se fosse ieri e io ricordo perfettamente i vestiti, l’odore di mamma e tutti i movimenti solo quando sono fermatempo che mi hanno segnato l’esistenza, altrimenti non so nemmeno cosa ho mangiato ieri a cena. King mi ha aperto la testa e il cuore portandomi a qualcosa di irrazionale per cui adesso a distanza di trenta anni suonati credo di essere nata. Perché dietro a questo cibo e pupazzetti. Dietro a questo amore per la tenerezza, le raffinatezze e ricami esiste l’altra parte di me. Che non è parafrasandolo la metà oscura e che col tempo ho capito essere non la vera me ma solo l’altra metà di me, e basta. Fatta di nero e buio. Di mostri e storie. Di cose che non rivelo non perché ho paura, e ripeto l’ho capito solo adesso, ma perché ne sono gelosa. E perché so che sono il mio vero futuro.

Non sono riuscita a leggere più di cinquanta pagine del seguito di Shining. Per un attimo ho pensato pure, presuntuosa e arrogante come poche volte, che non sapesse scrivere e di essere stata troppo piccola per capire certe cose. Riflettendoci non è così. E’ solo un altro periodo e momento. King è stato una chiave per aprire. Che poi non apra tutti i cancelli è un’altra storia. Il ventuno settembre è il suo compleanno e qui dopo aver biscottato un po’ con Poirot gli si dedica qualche cheesecake perché ha sostenuto essere per lui “cibo per l’anima”(fonte). Pare che le cheesecake lo ispirino violentemente e allora. Ispirazione sia. E Auguri re dell’horror. Sminuente per certi versi ma innegabilmente vero.

Pare tema le ostriche come Hitchcock temeva le uova. Una cheesecake salata all’ostrica è il mio obiettivo. Si metta a verbale.

Forse potrebbe interessarti leggere...

7 COMMENTS

  1. Non riesco proprio a leggerlo King, scrive bene ma non mi piace e mi annoio… però mi sono soffermata sul post per le tue immagini… ma quanto bene disegni! Ecco, non te lo avevo mai detto… abituata a vedere sempre maghette non mi sono mai resa conto del tratto stupendo che hai. E di disegno e pittura ne capisco a sufficienza… sei bravissima!
    Un abbraccio!

  2. ama.
    la cheesecake alle ostriche avrei un forte bisogno di vederla realizzata. sembra una chimera o una creatura leggendaria.

    (leggendo di te che custodisci ciò che sai essere il tuo vero futuro. ho una scarica di brividi lungo la schiena. aspetto di poter vedere tutto ciò. che paradossalmente, al liberare mostri e incubi e buio si scatenerà la luce accecante della genialità che possiedi. tantissimibirvidiiiii )

  3. Non l’ho mai letto molto, ma se ancora ripenso alla lettura di Misery non dormo la notte.
    Indiscutibilmente il re.
    E allora grazie signor King che ti ha fatto capire che strada dovevi seguire, anche se ci saresti arrivata da sola <3

  4. […] Accennavo qui giusto qualche giorno fa al fatto che il ventuno settembre sarà il compleanno di Stephen King e che essendo ghiotto di cheesecake, pare ne sia schiavo, era giusto riesumare quelle quattordici versioni che ho pubblicato e che puoi trovare nel post di ieri, qui ma anche dedicargliene altre e altre ancora. Anche perché non nascondo (ma si era ben capito) che sono già da un po’ in modalità Halloween. Chi mi legge infliggendosi questa pena sa che svariate volte ho farfugliato riguardo il mio personalissimo significato di questa “festa”. Onorare la morte diventa in fondo l’esorcizzazione di  dolori incontrollabili. […]

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Le mie Storie in Cucina

Articoli recenti

Christmas Tea Time

La storia del marchio Dammann Frères ce la raccontano i diretti interessati nel sito ufficiale. Si tratta di un’infinita gamma di tè pregiati. Sir...

Mele, uvetta e cipolla

Amo questo contorno. L'ho scoperto un po' di anni fa e da allora è stato amore infinito. Facile, veloce, total veg e perfetto per quando hai voglia di qualcosa di buono e sano.

Chicago Pizza

La Chicago pizza, o deep dish pizza, ha un impasto dai bordi molto alti che viene riempito da mozzarella, salsiccia, parmigiano e salsa marinara.

Le polpette di melanzane

La mamma ha sempre ragione anche quando non ce l'ha. In cucina poi non ne parliamo. Se la mamma dice "a occhio" allora tu devi fare "a occhio", fine del discorso.

Il Cantalupo con la feta

Un piatto facile, veloce e strepitoso. La feta con l'anguria, da anni, è una certezza ma con il cantalupo hai mai provato?

More recipes like this