Omelette e Bloody Mary: AHS

La prima serie di American Horror Story

Omelette: 3 uova, 50 ml di panna, sale, pepe, burro

(si dice che un’omelette sia buona solo se fatta con almeno tre uova e al massimo otto)

Sbatti le uova con la frusta da pasticciere o la forchetta. Aggiungi sale e pepe e poi a filo la panna continuando a sbattere. Metti una noce di burro in padella e versa le uova (Cracco mi darebbe un ceffone perché bisognerebbe roteare con la padella mavabenedaisiamoacasadasolenoncivede). Fai cuocere per bene e poi con l’aiuto di una spatolina rigira una parte come a formare una mezza luna. Rigira nuovamente e l’omelette è pronta (non ce la faccio a spiegare le cose semplici).

(neanche quelle complicate, vabbè)

Omelette farcita: voglia di arricchirla? Prosciutto e formaggio, fichi e miele, tocchetti di mortadella e pistacchi e un tragico eccetera. Qualsiasi leccornia che preferite può imbottire la vostra omelette.

Bloody Mary:

In uno shaker metti cubetti di ghiaccio, succo (o centrifugato) di pomodoro, vodka e succo di limone. Agita energicamente con un movimento soprasottoavantiindietro (tipo Tom Cruise in Cocktail, sì) e versa in un bicchiere alto. Spolverizza con abbondante sale e una bella macinata di pepe. Aggiungi una goccia di Tabasco e anche una di Worcestershire Sauce e mescola con il cucchiaino d’eccezione che è un gambo di sedano. Si usa servirlo anche con qualche filo d’erba cipollina e fettine di cetriolo.

Nella seconda puntata della prima stagione di American Horror Story non è che ci siano dei buoni avvenimenti, anche se bisognerebbe chiedersi quando mai ci siano stati, sempre in correlazione ai Dolcetti di cioccolato con la violetta che Costance dedica a Violet e di cui ho parlato qui lasciando anche una ricetta molto gustosa. Lo Psichiatra, protagonista, Ben accoglie la nuova paziente Bianca che si dimostra affascinata dall’idea di trovarsi nella casa che è stata teatro di innumerevoli orrori. La stessa poi che durante il viaggio di questo a Boston si introduce in casa per fare passare una serata indimenticabile, nell’accezione più negativa del termine, alla moglie e la figlia (non che lui ne passi una nell’accezione positiva considerato che c’è un’amante incinta psicotica, ma ognuno ha quel che si merita in fondo). C’è una  stretta correlazione proprio con i Muffin al cioccolato e Violetta perché la paziente Bianca stessa se ne ciberà mandando a catafascio tutto il malefico piano di riprodurre uno dei tanti omicidi avvenuti decenni prima. La paziente infatti non era la sola a nutrire una perversione nei confronti della casa. La nostra eroina Bianca sostenuta da due fidi amici psicopatici si introduce in casa trovando poi la sfortuna e la morte. In seguito a questo avvenimento Vivien, moglie di Ben e una tra le poche attrici che non ha fatto parte del cast della seconda e terza stagione, è ancor maggiormente intenzionata a vendere il più velocemente possibile la casa.

Vivien contatta l’agente immobiliare infierendo ancora una volta sulle colpe di questa nel non aver sottolineato cosa fosse e rappresentasse realmente quella casa maledetta.

“Mi offrivano un Bloody Mary e un omelette la domenica quei piccoli pervertiti” sostiene l’agente immobiliare tra un caffè e una crisi isterica di Vivien mentre racconta di aver conosciuto i tre psicopatici, Bianca e gli amici, in diverse occasioni proprio perché maniacalmente interessati agli episodi della casa.

Non poteva mancare allora questa immagine tristissima dell’agente immobiliare, sola e sconsolata la domenica, senza amici e famiglia a dividere i pasti con anime perverse, maniacali e psicotiche. A dimostrazione del fatto, ribadisco, che la domenica risulta essere il giorno più infernale per eccellenza, sotto tutti i punti di vista.

Un giorno voglio proprio spaccarmi il polso, carpo e metacarpo (se riesco pure l’ulna e il radio; che già una volta ho rotto entrambi e in più parti) e provare l’infallibile metodo Cracco (a seguire video esplicativo su Sky) ma nel frattempo voglio piegarla a mezza luna come facevano mia nonna, mamma, zia e se ce l’avessi pure mia sorella. Perché francamente diciamocelo: chi è che non la spiattella così in padella e poi sul piatto? Fa parte ormai del background visivo di ognuno di noi (o almeno me ne sono convinta a tal punto che sarei pronta non solo a giurarci ma a cedere tutta la mia collezione di nani da giardino!). Chi si rifiuta di metterci la panna e chi fa parte della fazione del latte. Chi ci deve per forza mettere il parmigiano grattugiato “perché è la morte sua”  e va bene lo stesso ma allora non chiamiamola omelette per dare uno schiaffo ai nostri cugini francesi e chi insomma si fossilizza in dettami e assiomi uovosi.
Ma dove sta la verità? (ecchenesoio?)

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9 COMMENTS

  1. <3 __________ <3
    quale che sia la verità, io seguirò solo i dettami di questa cucina.
    (dal momento che utilizzo molto spesso le uova eh. proprio.)

  2. mai fatta con la panna, di solito col latte. Vorrà dire che proverò!
    Gy ..tu che sai essere cattiva e sai minacciare e impaurire per bene le persone *segue risata sotto i baffi* …per favore minacci fagiolino di venir fuori che s’è fatto tardi???????

  3. Io lo voglio proprio vedere il Car(L)o Cracco se a casa sua sta a roteare padelle in aria e taglia le patata a saponetta. Ma mi facci il piacere mi facci.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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