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Il Polpettone di Annie Wilkes (Misery non deve morire) è con il prosciutto. E il tuo?

*Foto prima classificata nella Top Ten delle Foto più orrende che abbia mai fatto*

Parlavo del Polpettone in occasione delle Uova strapazzate alla Wilkes, donna dolcissima che finisce al diciassettesimo posto nella classifica dei cattivi più cattivi del cinema a Hollywood. E’ il momento della cena romantica. Il poveretto che si trascina per qualche secondo, giusto il tempo in cui lei si allontana, in cerca di qualcosa che posso salvarlo è costretto a vedere la bella faccia curata di Annie alla quale va riconosciuta la forza estetica del fondotinta. Se nelle altre inquadrature rasentava la trascuratezza (insomma come appaio io giornalmente, per intenderci), a lume di candele e con le luci giuste poteva pure avere qualche chance di appartenere senza ombra di dubbio al genere femminile. Lui la guarda fintamente languida perché l’unica speranza risiede nelle medicine che vuole propinarle dentro il bicchiere di vino rosso (calice che finirà bellamente sulla tovaglia a inizio cena, giusto per fargli togliere qualsiasi fantasia di sopravvivenza) interessandosi (e tanto pure) al mitico polpettone di Annie.

 

Un ammasso informe di carne il cui segreto a detta sua è il pomodorino fresco per un salsa succulenta e il prosciutto come ingrediente speciale del ripieno. Non so esattamente da che parte dell’America arrivasse Annie ma da che mondo è mondo (leggi: Trinacria è Trinacria) nel polpettone se non ci infili dentro almeno otto uova, prosciutto, mortadella, formaggio, e un piccolo mammut non sei praticamente nessuno (tiè).

Ho approfittato di Nanda in casa e di SantaSignoraPina per farmi insegnare il polpettone (non che sentissi questa necessità, sarò onesta). Volevo proprio vedere due sicule all’azione. Pareri contrastanti. Sulla mortadella o meno. Addirittura sul tritato che doveva essere metà di maiale. Qualche diatriba pure sul battuto. Si evince insomma che sul polpettone se ne possono dire di cose. La maggior parte delle volte inesatte ma che per tradizione, cultura e gusto automaticamente diventano imprescindibili (a casa propria, eh). Ognuno se ne fa una ragione e stabilisce come fosse un dogma che la mortadella costiquelchecosticiva. Allo stesso modo che l’uovo costiquelchecosti non ci va. Sarò molto franca e onesta. Io del polpettone non ci ho capito assolutamente nulla. Sul Falsomagro catanese sono quasi preparata ma sul polpettone no.

Lancio questo appello nazionale: ma voi il Polpettone come lo fate? Che sia Instagram, Facebook, Twitter, Google plus attendo numi, lumi e pure qualche pacca consolatoria perché fotografando il polpettone ho capito una cosa:

non voglio mai più vedere un polpettone in vita mia. Allo stesso modo mi piacerebbe avere un ricordo di ingredienti giusto per cultura (poca che ho) culinaria. Allora Annie di tutta Italia rinchiudetemi al grido di Maghettanondevepiùvivere e preparatemi a suon di schiaffoni (virtualmente) il vostro polpettone.

E’ un’occasione imperdibile, insomma (e Nanda vi sarà grata perché è curiosa di provare tutte e dico TUTTE le versioni dei Polpettoni).

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!)

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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