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Banoffee Chocolate. Non la Pie però ma la versione mignon

Per 15/16 (tratti da Tea Time di Csaba della Zorza)

La pasta: 230 grammi di farina, 40 grammi di zucchero a velo, 30 grammi di cacao amaro, 190 grammi di burro freddo, 1 tuorlo, 2 cucchiai di acqua ghiacciata

Crema: 60 grammi di burro, 50 grammi di zucchero di canna, 300 grammi di latte condensato, 30 grammi di cioccolato fondente, 2 cucchiai da tè di sciroppo d’acero

Copertura: 100 ml di panna fresca da montare, fette di banana, cacao amaro con un pizzico di cannella setacciata

Setaccia la farina, lo zucchero a velo e il cacao in un recipiente. Aggiungi il burro a pezzi e lavora con le mani o con un impastatore elettrico fino a ottenere la classica consistenza sbriciolosa. Aggiungi l’uovo e continua a impastare e infine l’acqua fredda. Ottenuta una palla liscia e omogenea avvolgi in pellicola e lascia riposare in frigo per almeno trenta minuti. Imburra stampi per mini muffin o quelli che possiedi (vanno benissimo anche le teglie piccoline monouso di alluminio. Io ho adoperato quelle, per capirci). Stendi la pasta brisèe con il mattarello infarinato e ritaglia dei cerchi con un bicchiere o un tagliabiscotti. Fodera gli stampi e bucherella il fondo con una forchetta. Mettili in freezer e nel frattempo accendi il forno. Quando è arrivato a temperatura, ovvero a 220, inforna per 12-15 minuti massimo. Togli dal forno e lascia fuori. Falli raffreddare e poi mettili in frigo dieci minuti prima di toglierli dalle formine. Prima di sformare la base infatti devi assicurarti che sia fredda perché potrebbe sbriciolarsi e rompersi. Puoi conservare tranquillamente queste basi in scatole di latta anche per due-tre giorni e poi riempirle al momento del tè con fette di banana e panna.

All’interno di questi deliziosi recipienti puoi mettere una crema al caramello e comporre poi così il dolcetto: pasta brisée al cacao-crema al caramello-fette di banana e panna montata con spolverata di cacao amaro e cannella.

Per preparare la crema metti il burro e lo zucchero in un pentolino. A fiamma bassa lascia sciogliere lentamente sempre mescolando fin quando lo zucchero non si è completamente fuso. Aggiungi il latte condensato continuando a mescolare per almeno 5-6 minuti e sempre tenendo la fiamma molto dolce. Togli dal fuoco e solo allora metti cioccolato e sciroppo d’acero. Mescola per bene ancora ottenendo così una deliziosa crema che puoi conservare in frigo a patto che tu l’avvolga nella pellicola e lasciandola un po’ a contatto con la crema stessa.


Dopo la Banana Chip cioccolato e i bicchierini con la crema al caramello, banana e cacao di ieri, potevano mancare i Chocolate Banoffee? E’ una torta inglese a base di banane, panna e caramello (o dulce de leche se proprio vi annoia prepararlo in casa; se ne trovano barattoloni ormai dappertutto) su una base di pasta al cioccolato ma anche biscotti sbriciolati e burro, proprio come nella classica preparazione della Cheesecake. Wikipedia ci illumina circa la paternità sostenendo che appartenga a Nigel Mackenzie e Ian Dowding, proprietario e chef di The Hungry Monk Restaurant a Jevington, nell’East Sussex (hanno sfidato chiunque ad avere una letteratura/scrittura precedente agli anni in cui sostengono di averla inventata. Vincendo perché mai nessuno è riuscito a smentirli). Pare che risalga al 1971 a seguito di un viaggio di Dowding quando scoprì che il latte condensato e conservato in scatola potesse essere trasformato in un delizioso e inebriante caramello. In poco tempo diventa simbolo del ristorante e di una vera e propria realtà ed epoca, tanto che tutti impazziscono per questa torta, perché originariamente si trattava proprio di una vera e propria Pie mentre adesso si trova un po’ in tutte le forme (anche in formato muffin, per dire). Si può chiamare Banoffi o Banoffee. In Inghilterra si trova ormai ovunque e pare (sempre grazie a Wikipedia che ci dona sapienza e chicche in un colpo solo) che sia tra i dolci preferiti della Thatcher. Divenuto ormai  parte della cultura gastronomica, questo dolce è entrato a buon diritto nella lingua inglese: qualsiasi dolce porti con sé il sapore della banana e del caramello è appunto epitetato Banoffee.

Volevo abbinare questi deliziosi, piccoli e goduriosi Banoffee in versione mignon a un Giallo, a esempio per un tè con Poirot; li avevo appositamente scelti così per questo motivo del resto. Inglesi, con tanto cioccolato e svergognatamente goduriosi con tutta quella panna. Monsieur Poirot ero sicura che avrebbe molto apprezzato tra un ragionamento e una deduzione. Ho dovuto ovviare per mancanza di tempo perché disegnare una qualsiasi fumettoricetta era impossibile (sono troppo presa dalle lucette, oh!) e quindi perché mai non proporli sotto l’albero e le lucette? Sono comunque dei dolci perfetti per le feste, no?  (c’è da capire quali non lo siano)

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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