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Vegan Nutella (no Cinzia, non te l’ ho spedita, lo giuro)

Versione Vegana (ne seguiranno altre con l’uso di burri “vegani”)

60 g di acqua
110 g di nocciole tostate senza pellicina
45 g di zucchero di canna
20 g di cacao amaro in polvere
10 g di olio
40 g di cioccolata fondente

 Versione con cioccolato fondente

  • 50 grammi di zucchero a velo
  • 80 grammi di nocciole
  • 10 grammi di cacao amaro in polvere
  • 80 grammi di latte intero
  • 180 grammi di cioccolato fondente tagliato a pezzettini
  • 60 grammi di olio di arachidi (si può anche non adoperare l’olio ma sicuramente non sarà una crema setosa, morbida e vellutata spalmabile)
  • (facoltativo: cannella, vaniglia, spezie)

Versione con cioccolato bianco:

  • 60 grammi di zucchero a velo
  • 70 grammi di nocciole tostate
  • 20 grammi di cacao amaro in polvere
  • 80 grammi di latte parzialmente scremato
  • 170 grammi di cioccolato bianco tagliato a pezzettini
  • 60 grammi di olio di arachidi (si può anche non adoperare l’olio ma sicuramente non sarà una crema setosa, morbida e vellutata spalmabile)
  • (facoltativo: cannella, vaniglia, spezie)

Riduci nel mixer in polvere le nocciole, il cacao amaro insieme allo zucchero e le spezie se hai scelto di adoperarle. Metti in un pentolino il latte e lascia che arrivi a ebollizione poi abbassa la fiamma. Aggiungi il cioccolato a pezzi e quando è sciolto unisci la polvere di nocciola con lo zucchero, il cacao e lo zucchero. Pian piano aggiungi l’olio (sempre a fuoco bassissimo) senza smettere di girare. La crema si addenserà per benino e quando vedi che è della consistenza giusta versala nel vasetto (opportunamente sterilizzato). Se hai il bimby butta tutto dentro e ciao (sono molto professionale, sì)

 

Settimane fa organizzavo un pacchettino per la mia Cinzia (esattamente la mia Twinkie girl, sì) allor quando mi dico che in Massacciusssettseszz (si scrive così. Finalmente l’ho capito) effettivamente mancherà un bel pacco di pasta, pan di stelle, pizza e mandolino. In pieno stile anziana donna del sud, insomma, mi sono trasformata nella zia preoccupata per la salute di Cinzia. Ma cosa mangerà la mia amica lì? Hamburger e patatine, junk food e calamari fritti nel conetto di carta da imballaggio. Seduta su una sedia con lo scialle davanti alla porta di una trafficata via di Catania (trafficata di carretti), insomma. Ci avrebbe pensato zia Iaia a nutrire la nipotina emigrata! Tutta concitata allora le chiedo se ha bisogno di un barattolo di salsa per sopravvivere all’inverno o un pacchetto di spaghetti alla chitarra per un Natale indimenticabile (ora la smetto, lo prometto. O forse no). Cinzia con un inenarrabibile colpo di scena mi fa presente che in Massacciusssettsezzz vendono i prodotti italiani e che in America c’è giusto QUALCHE supermercato dove approvvigionarsi. La cosa, capirete, mi stupisce alquanto. Tanto da farmi impaurire e pensare che forse Cinzia non vuole ritornare nella sua terra qui dove ha lasciato gli affetti più cari. Nella sua amata Sicilia!

Mi ricordo pure che Cinzia è pugliese e quindi tutto il quadretto della zia, della strada trafficata di Catania con i carretti, dello scialle e di quello spaghetto dolce la notte di Natale è un punto da cui partire errato. Evvabbè ricominciamo.

Cinzia mi dice che le piacerebbe la Nutella. Ma non quella della Ferrero che ha fatto perdere i neuroni a generazioni di italiani, norvegesi, neozelandesi, spagnoli e alieni. Ma la Maghella (post datato 2010). Perché lei quel barattolo non lo ha dimenticato. Inutile dire che mi sono commossa e non poco. Perché Cinzia ricordava di quel barattolo. Di quei sogni appena sussurrati che cominciavano. Di quella timidezza. Di tutto quello che è un nuovo inizio. Nonostante avessi una paura matta che arrivasse tutto bello ammuffito e confezionato mi sono detta: proviamoci! Ne ho fatta così una versione completamente fondente che arriverà nelle Americhe come oggetto pericoloso non identificato e che bloccheranno chiamando FBI, l’agente Cooper e pure Laura Palmer tutta incellophanata e una versione con il cioccolato bianco per renderla (si spera) più cremosa. Certo è che con le temperature dell’aereo, gli sbalzi e tutto quello che concerne un viaggio del genere sono sicura che la Maghella farò uno schifo apocalittico e che Cinzia mi cancellerà giustamente dalla sua lista amici. Peccato per lei però sono dura e ostinata e non potrà liberarsi di me così facilmente. Mentre pasticciavo Nutelle pronte e partire per l’America mi sono detta che qui non ho mai pubblicato la Vegan Nutella.

No, fermi un attimo! Ho rovinato la pastiera napoletana, il babà, il cannolo siciliano e gran parte della tradizione dolciaria italiana e vuoi che non pubblichi pure la versione senza derivati animali per far innorridire i puristi della crema? Ma un attimo che rimedio! E l’ennesimo colpo di scena è che non finisce qui! Nessuno osi dire che la Nutella Vegana è cosa brutta assai perché si becca un calcio sugli stinchi. A Natale sono buona e docile pure io, avrei potuto fare molto peggio. Tipo spezzarli e farci uno spezzatino con VideoRicetta su Youtube, per dire.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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