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Treccine al Formaggio e Caramelle alle Olive. Le idee delle ultime ore disperate

Treccine al Formaggio e Paprika: 

Stendi la sfoglia a forma rettangolare e spennella tutta la superficie con uovo sbattuto con poco latte e 4 cucchiai abbondanti di parmigiano grattugiato e paprika (o curry o spezia che preferisci).Con una rotellina taglia a strisce piuttosto larghe, prendile alle estremità e torcile più volte in modo da ottenere delle spirali. Sistemale su una teglia leggermente oliata o con carta da forno e cuoci a 200 per otto minuti fin quando sono dorate. Puoi personalizzarle, chiaramente come preferisci di più.

Caramelle alle olive:

Stendi la sfoglia e ricava dei rettangolini. Appoggia al centro un’oliva bella asciutta e avvolgi fino a chiuderla dentro e torcendo le estramità come a formare una caramellina. Spennella leggermente con un uovo, latte e sale e inforna a 200 per 10 minuti o 12 fin quando le caramelle non hanno un aspetto dorato.

Vergognosamente semplici, fanno parte di quelle idee disperate dell’ultimo minuto che qualche giorno fa erano semplicemente RIDICOLE ma proprio maiuscolo e con un intervallo tra le sillabe, quindi RI-DI-CO-LEEEEEEEE ma che adesso sembrano degne di una puntata di Masterchef. Con l’ansia e la stanchezza davanti a un rotolo di sfoglia pronto ci si sente quasi degni di presentarli a un Bastanich inferocito come fossimo convintissime Rachide ( il mio amico Luca mi ha informato che andrà all’Isola dei famosi. Piango per la commozione in pratica). Insomma, per dire che la situazione è disperata ed è inutile negarla. Ognuno di noi in diversi momenti della giornata si  è visto sconfortato, avvilito, frustrato e tutti i sinonimi dello Zingarelli. Chi in un angolino della casa. Chi chiuso nel bagno dell’ufficio. Chi nel sottoscala mentre carica otto milioni di confezioni di acqua che tra cibo, frutta secca e spezie diventiamo tutti dei cammelli.

Allora si accende quel barlume. Quella Speranza. Che ancora forse c’è una remota possibilità di farsi le sopracciglia ad ali di gabbiano, togliersi i baffi a mandolino e potersi permettere un paio di collant senza sembrare l’incredibile uomo delle nevi. E questa chimera ce la può dare solo lei. La nostra amica pasta sfoglia pronta. Niente più biscottini salati fatti in casa. Niente più frolla salata. Ma proprio niente più di niente: infilare nel carrello otto chili di rotoli di sfoglia ( e pure brisèe crepi l’avarizia! ) e darci sotto con i carboidrati. E allora caramelle di wurstel, di olive, treccine con il formaggio ma pure con il prosciutto. Arrotolare, incaramellare, infagottare e infornare. A ciclo continuo. Bree Van De Kamp sarà orgogliosa di me. E pure tutti amici e parenti che non capendo assolutamente nulla e avendo un palato già visibilmente compromesso vogliono solo una cosa: inurgitare senza una ragione e perire su un divano abbandonandosi a se stessi e alle chiacchiere degli altri. Innaffiando tutto con del buon vino o birra o anche alcool denaturato basta che la nonna e la zia la smettano di parlare (la sto prendendo bene o sbaglio?).

Amiche. Amici. Correte al supermercato e agguantate quanti più rotoli possibili. Infilateci dentro roba a caso. Andrà tutto bene. Ripete con me inspirando ed espirando:

andrà tutto bene (non è vero, dai).

 

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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