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Nano di cioccolato


Questa formina me l’ha regalato il Nippo, insieme ad altri sorprendenti regali, la notte della Vigilia di Natale del 2013 (che pare essere passata un’era geologica). Non l’avevo mai adoperata nonostante volessi farlo la notte stessa senza attendere un minuto in più. In quell’occasione avevo ricevuto anche dei Nanetti di cioccolato dalla mia bellissima cognatina, libri nanosi e molto altro sempre sul genere. Un bottino nanoso di tutto rispetto, insomma. Questo però mi aveva proprio colpito (più del piccolo Nano luminoso con le fibre ottiche che onestamente rimane tra i pezzi più incredibili della mia, ormai copiosa, collezione). Il tempo poi è volato e solo nelle “vacanze” (molto virgolettato) di Natale ho potuto provare questo incredibile stampo. Ho dovuto attendere un anno (non è vero dai. Me ne ero ovviamente dimenticata).

Il Nippotorinese, cacciatore di nani in tutto il mondo, l’ha scovato su Amazon UK (o America? Non se lo ricorda nemmeno lui). Non può andare in forno ma grazie a potenti amicizie forse sarò in grado, grazie a questo medesimo stampo, di ricavarne una versione in silicone (il sogno di una vita, insomma). E’ semplicissimo. Un po’ la classica tecnica dell’uovo di pasqua. Due parti, tenute ferme da un’asticella. Non ho provato a spennellarle e poi farne una versione componibile vuota all’interno ma sono partita proprio con un bel malloppotto di cioccolato enorme. Per intenderci qui ce ne sono 750 grammi circa. Stupidamente non ho messo una mano o un metro di paragone ma vi assicuro che piccolo questo Nano non è, anzi tutt’altro. Essendo questa la prima volta e prova non ho strafatto. Solo sciolto la cioccolata, imbottito ben bene lo stampo, lasciato raffreddare e via.

Adesso che il sogno è diventato realtà ho in mente solo quelle 2934829348239482439 versioni. Mamma ha rotto il naso durante lo shooting e con la scusa se l’è mangiato senza neanche accertarsi che fossero prima fatte le foto, ergo se lo vedete un po’ poco dotato di setto nasale sappiate che come spesso accade la mia assistente non resiste.

Questi stampi diventano ottimi per un’idea regalo. Se ci si organizza per tempo potrebbero pure esserlo sia per la Pasqua che per il Natale. Per quanto mi riguarda, pensierini e periodi festivi a parte, ho deciso che qui la Statua di cioccolato del Nano da Giardino diventerà un’istituzione.

 

 



Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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15 COMMENTS
  • gluci77 23/01/2015

    Ieri stavo rivedendo alcuni tuoi vecchi post e mi chiedevo se i nanetti fossero ancora una delle tue passioni…e oggi tu posti questo! La nostra sintonia è stupefacente! ^_^

    • Giulia P 23/01/2015

      Luciiiii 🙂 arrivata la cartolina?

  • kuroko 23/01/2015

    è emozionante a dir poco *___*

    • gluci77 23/01/2015

      è passato il malefico postino?!

      • kuroko 23/01/2015

        <3 <3 <3 siiiiiii l'ho picchiato tantissimo (tiscrivopresto vado a picchiare anche la mia restante memoria)

        • gluci77 23/01/2015

          Hai fatto bene!!! L’importante è che sia arrivato, per il resto c’è tempo, non preoccuparti! :*

  • Chemical 23/01/2015

    Sbaglio o quei ramettini (di non so che! ?!? ) ultimamente appaiono spesso??? 🙂 molto primaverile e molto cioccolatoso <3

  • biankoniglia 23/01/2015

    Sto sbavando!!! Sei avvisata!!! :* è bellissimoooo!!!!

  • Bibi 23/01/2015

    altro che naso me sarei magnata!

  • apity 23/01/2015

    Me lo mangerei a morsi cominciando dalle manine. Sono una divoratrice di cioccolato.

  • Jamin-a 23/01/2015

    Ah, il cioccolato… Il temperaggio è una delle imprese in cui, presto o tardi, vincerò io e diventerò maestra. Un giorno lo farò senza termometro, come Vianne Rocher. Per adesso mi vengono fuori schifezze notevoli 😛 ma non desisto!

  • Giulia P 23/01/2015

    <3 che amore!

  • Jelena 23/01/2015

    C’era un naaaano di cioccolato, “c’era” perché me lo sono mangiaaaato

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