La mia casetta in Canadà

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Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

La mia casetta in Canadà è di Frédérique Chartrand ed edito da Guido Tommasi Editori per la deliziosa collana Piccoli Spuntini. Credo di aver parlato in diversi post di questa collana ma nello specifico (ho un’età lo sai e quindi è difficile ricordare tutto) senza ombra di dubbio qui: in una Merenda a Londra. Dei volumi che appartengono a questa collana non me ne sono persa uno e dato che molto spesso blatero e vaneggio riguardo libroni anche parecchio costosi -che la sana autocritica non guasta mai- non vorrei passare alla storia come una snob (nessuno rida o mi arrabbio!). Come già detto in tantissime altre occasioni del resto non mi perdo un’uscita neanche in lingua inglese (adesso mi è venuta la fissa per quelle giapponesi ma il Nippotorinese si rifiuta di tradurre, uff. Guardo le figure che male non fa).

 

Ho deciso quindi di cominciare a ticchettare quindi anche riguardo a questi libriccini piccini picciuò, che bisogna però ammettere -per quanto deliziosi e pucci e pucci- se messi a paragone con volumi da 25 euro e più sembrerebbero anche parecchio costosi. Impari infatti il numero di ricette, ma diciamolo per euro 12.50 con una qualità di foto altissima e di grafica e per un riassunto del riassunto ne vale la pena eccome. Impilati poi in libreria anche orizzontalmente e alternando verticalmente vengon fuori delle coreografie librose (accademia della crusca petalosa mi senti?) niente male.

Formato 19×19 (uhm ma sono stata io a prendere le misure con un righello di Hello Kitty quindi farei poco affidamento. Potrebbe essere 20).

Oggi è la volta della mia casetta in Canadà perché è uno degli ultimi miei acquisti. La grafica è davvero accattivante e presenta mini illustrazioni che raffigurano la fauna canadese. Mi piacciono in questa collana le foto di ambiente e anche le note che molte volte sono dei veri e propri appunti contenenti informazioni importanti per la realizzazione della ricetta. La cosa che sinceramente mi spiace sempre un po’ è quella di non sapere qualcosina in più dell’autore ma per quello c’è il web. Ci sono i ringraziamenti generalmente però e da quelli si intuisce sempre l’animo dell’autore. O almeno per me è così.

Divise in tre categorie:

  • La casetta dello Zucchero
  • La Merenda
  • Le Ricette salate

La casetta dello zucchero contiene 8 ricette mentre la Merenda 16, infine le Ricette salate 9. Stiamo sotto la cinquantina e per il formato piccino, la qualità delle foto come dicevo poco su e soprattutto per la scelta delle esecuzioni a soli 12.50 l’affare si fa eccome. Una piccola introduzione è data dagli ingredienti del Québec: sciroppo d’acero, la birra artigianale, il maiale, i mirtilli canadesi, i cranberries e i piselli gialli speziati. L’ingrediente principe della cucina è indiscutibilmente lo sciroppo d’acero, diventato ormai un ingrediente presente in moltissime cucine rispetto a una decina di anni fa. Grazie ai Pancake e a tutte queste bakery che continuano a proliferare -di concezione americana- si è permesso al prodotto di espandersi a macchia d’olio. Lo si trova in versione chiara o scura ma anche spalmabile: il burro d’acero. Gli abitanti del Quebéc lo usano anche nei piatti salati e questo libro ci mostra delle preparazioni volte soprattutto a non declassarlo solo a condimento per pancake o ingrediente all’interno di biscotti e torte.

Ma che ricette ci sono?

Si parte infatti con la prima ricetta e cosa se non Lecca Lecca ghiacciati allo sciroppo d’acero? Mea culpa non li ho fatti ma francamente non vedo l’ora anche perché gli ingredienti sono. Sciroppo d’acero e basta. Uovo nello sciroppo, ovvero uova in camicia nello sciroppo d’acero. Roba che potrebbe far storcere il naso ma ho già delle cavie ben disposte ad assaggiarlo. Le faremo sapere, adorabile lettore giunto in queste lande. Cretons: rilettes speziate di maiale e vitello; ricetta tipica della colazione domenicale durante i brunch in famiglia. Una delle tradizioni consiste nel mangiarli spalmati sul pane con un po’ di senape dolce e qualche fetta sottile di cipolla. Alcuni indovina cosa mettono su? Ma lo sciroppo d’acero, of course! Diciamo un po’ come la salsa di soia in Giappone e l’olio extra vergine di oliva in Italia? Che faccio? Lo dico? Sì. Oreille de Crisse (fette di lardo saltate) che generalmente si servono con un’omelette rustica cotta nel grasso del lardo e figurano nel menù tradizionale. Zuppa di piselli gialli, Bines (fagioli con pancetta e sciroppo d’acero), Donuts espressi glassati allo sciroppo d’acero, Donuts della nonna, Pancakes, Code di castoro alla cannella (CALMA! sono dei dolcetti. Ho fatto la stessa faccia anche io), Frittelle di patate e gli immancabili Muffin ai cranberries.

Una intrigantissima torta al cioccolato chiamata “di mio padre” che dalla foto provoca ettolitri di bavetta goduriosa, la crostata ai mirtilli canadesi, torta allo zucchero, Pudding chomeur allo sciroppo d’acero, zucchero alla panna e grands-pères alle fragole. Non manca l’hot dog al granchio e maionese al limone (Guèdilles) e l’hamburger al ketchup fruttato.

Libro adorabile da comprare senza indugio. Ricette semplici ma non troppo. Foto piacevoli e appunti (trucchi soprattutto) che hanno un senso di esistere e che non sono buttati lì a casaccio giusto per occupare spazio. A mio avviso (è antipaticissimo dirlo, lo so) rivolto maggiormente a chi apprezza la cucina americana sì, ma con un quid particolare. Una punta di sciroppo d’acero che sì, fa la differenza.

Che dici? Versione Video confermata?

 

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7 COMMENTS

  1. Un trailer che lascia con la suspaaaaaaaaaaaaaaans del libro.
    Io amo il Canada. Ne amo soprattutto i paesaggi, il contatto con la natura e il clima. Del cibo ne so poco e niente, so solo che van pazzi per lo sciroppo d’acero e bon. Sì io e Ignoranza Nera tra poco ci maritiamo in qualche maniera.

    Aspetto buono buono l’episodio pilota! \(*_* )/

  2. vabbèèèè con la libreria in video io sò finita. è bellissimo che tu parli e racconti mentre posso guardare le figure *_*

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