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La torta di Arancia del Re Ottolenghi

Ingredienti:

  • 200 grammi di burro non salato
  • 380 grammi di zucchero extra fine
  • scorza grattugiata e succo di arance
  • scorza grattugiata e succo di un limone grande
  • 280 grammi di mandorle macinate
  • 5 uova medie leggermente sbattute
  • 100 grammi di farina 00 setacciata per bene
  • un pizzico di sale
  • strisce di scorza d’arancia per guarnire

La teglia è da 24 cm, meglio se apribile a cerniera. In un mixer sbatti a velocità moderata il burro, 300 grammi di zucchero e la scorza di tutti e due gli agrumi. Non lavorare troppo ed evita che entri troppa aria. Aggiungi metà delle mandorle macinate e continua a miscelare per incorporarle. Mentre la macchina lavora metti una ad una le uova. Metti le mandorle residue e poi la farina e il sale. Prosegui la lavorazione fino a ottenere un impasto completamente liscio. Spargi l’impasto nella teglia imburrata e infarinata e a forno già caldo cuoci a 160-180 gradi (ventilato) per 50-60 minuti. Controlla con uno stecchino la cottura, trascorso il tempo, in modo da capire a che punto sta la cottura. Se vien fuori asciutto tira fuori e lascia raffreddare.

Una volta sfornata la torta (ancora calda quindi. Ma puoi farlo anche 5 minuti prima della fine della cottura) cospargi la superficie rimasta con uno sciroppo fatto dallo zucchero che è rimasto e dal succo degli agrumi che avrai messo in un pentolino e portato a ebollizione (il succo dovrà essere intorno ai 100-120 ml non di più). Cospargi quindi la superficie con questo delizioso sciroppo e lascia proseguire la cottura fino al termine. Lo sciroppo puoi cospargerlo aiutandoti con un pennellino. Non servire la torta se prima non si è completamente raffreddata. Adornarla con le bucce di arance e se vuoi (come consiglia Ottolenghi) con una semplicissima glassa al cioccolato (lui la prepara così: 90 grammi di burro non salato e 150 grammi di cioccolato fondente di buonissima qualità).

Io l’ho servita semplicissima senza glassa.


Di Ottolenghi ho parlato -nella Libreria di Iaia- sia riguardo al volume Jerusalem che Plenty. Ultimamente poi anche su RunLovers, per la prima volta, lasciando una ricetta strepitosa ovvero quella dei Biscotti con la tahina (pasta di sesamo). Se ti fa piacere leggerla, guardare le foto e leggere l’articolo trovi tutto qui. Queste piccole delizie “sforchettate” hanno avuto un gran successo. Croccanti fuori e morbidissimi dentro, si sono conservati benissimo per settimane e odoravano così tanto di cannella che tutte le mie Yankee Candle si sono vergognate andando a nascondersi. Sta per arrivare il caldo e la voglia -per alcuni- di non avere a che fare più nulla con il forno. Eppure la felicità di sfornare una torta o dei biscotti per me vale pure con 40 gradi all’ombra. Che poi faccio sempre queste operazioni con il condizionatore sparato a sedici e chissà per quale assurdo motivo poi collasso-svengo-sto male-mi raffreddo e sono cadaverica su un letto che mi lamento ahiahiahiasonotuttaacciaccatalasciatica. Proprio non capisco come sia possibile. Tu per caso hai un’idea?

Fatto sta che queste dosi soddisfano anche più di 10 persone tranquillamente. È una torta saziante -mi è stato riferito da diversi palati, ergo questo riporto- che però soddisfa anche in piccole porzioni. Profumatissima e ideale per colazione e merenda, si conserva bene. È rimasta due giorni interi e anche qualcosina in più nella classica alzatina trasparente Ikea -che vedi in foto- e solo avendo cura di non esporla eccessivamente al caldo o a sbalzi di temperatura si è mantenuta benissimo.

Se ti fa piacere e la provi non dimenticarti di raccontarmi tutto perché mi fai felice. Se vuoi adoperare degli hashtag in modo che io possa trovarti nell’oceano infinito del web, usa #maghettastreghetta #gikitchen e io correrò in men che non si dica da te per ringraziarti e mangiarne -se vorrai- un pezzettino con te. Insomma ti aspetto!

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Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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