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Pastiera Napoletana-Sicula-Tedesca con il Riso

Ingredienti:

Pasta: 300 grammi di farina, 100 grammi di zucchero, 200 grammi di burro, 1 tuorlo d’uovo

Ripieno: 2 tazze di riso, 1 litro di latte intero, 2 cucchiai di burro sciolto, 1 tazza di zucchero, 4 uova, 1 tazza di quark leggermente montato, 1/2 tazza di cedro candito, 1/4 di cucchiaino di cannella in polvere, 1 cucchiaino di buccia di limone grattugiata, 2 cucchiaini di buccia di arancia

Per chiudere lo zucchero a velo

 

Sì lo so. Sono mesi che dico: Il sito nuovo sarà online a breve e sono passati mesi e mesi. Ho evitato di scrivere molto sul Blog perché ci stanno lavorando -Santo Team!- e a quanto pare non è che in questi anni io abbia scritto pochino. Mancava poco che saltassero i database di WordPress. Solo che a Pasqua non potevo esimermi dal tediare l’umanità e allora impavida a dir poco ho deciso di farmi odiare ancora un altro pochino dal Team e da tutta WordPress e pubblicare ugualmente durante gli spostamenti (bello, no? Come se in mezzo a un trasloco arrivasse la tipa che comincia a tirare roba dagli scatoloni e monta un comodino per ripiegarci dentro nuovamente i calzini. In formato sushi, naturalmente). Nella settimana che va dal 10 al 16 però ci potrebbero essere dei cambiamenti. Il Blog potrebbe apparire di altre forme e colori. Potrebbero esserci numeri al posto delle lettere e alieni al posto delle torte. Poi risorgerà più forte che mai in tutta la sua incredibile beltà. Visto il periodo sembra quasi un segno. Bene, la smetto di dire sciocchezze -anche se per quanto possa essere bizzarro crederlo è la verità- e mi accingo a mostrarti quello che ho voluto organizzare per la Pasqua. Non sto neanche a dire che avrei voluto fare di più, perché quello è di default. Un giorno quando mi trasferirò in un luogo straniero a caso con Koi e avrò abbandonato tutti e tutto potrò dedicarmi completamente alle mie scritture, foto e video. Sino ad allora (e suppongo per sempre *risata amara e isterica*) dovrò proseguire la mia vita mentalmente frenetica fatta di impegni, durissimo lavoro (uno su tutti: masticare cioccolato fondente in modo che le sostanze ivi contenute aiutino la mia poca attività cerebrale) e tanta ma proprio TANTA pazienza e self control. In pratica se la sera non ho tre persone imbavagliate nel portabagagli mi complimento da sola per aver avuto un minimo di raziocinio.

Comunque tranquillo, poi le libero. Detto questo: cominciamo?

La Pastiera Napoletana, variazione riso, eseguita magistralmente da una TedescSicula

Ti porterò in cucina con me. E ti mostrerò i miei grandi amori cucinare. La mia famiglia, le mie amiche e amici. Se segui da un po’ i miei canali, social, blog, qualsivoglia piattaforma sai quanto io ami le donne. Questo rapporto complesso da cui non smetti mai di imparare. Ho sempre avuto dei rapporti incredibili e profondi con le donne che ho incontrato lungo il cammino. Non ho mai avuto nessuna sorta di competizione e se c’è stata, ahimé, è sempre stata dall’altra parte con mio sommo dolore e dispiacere. Ecco, quello che mi fa allontanare da una donna può essere riassumibile in questo unico concetto: competizione. Non la amo, non fa parte di me e soprattutto non ho mai concorso con nessuno se non con me stessa. Caratterialmente sono una donna che ama complimentarsi con le altre donne. Non temo il giudizio in generale. Non temo il confronto. Non temo niente perché nulla è da temere. La personalità e l’unicità -quando ci sono e sono reali e palpabili- sono punti di forza inattaccabili.

Ho avuto la grande fortuna di avere in famiglia donne di rara bellezza. Con una fortissima personalità, carattere e stile. Ho qualche volta parlato anche di lei, Agata. Ma non ne ho parlato abbastanza o quanto avrei voluto. Per questo oggi rimedio e te la presento ufficialmente.

Agata

Agata, come il suo nome è preziosa. Porta con sé anche quello che la pietra, da cui prende il nome, riesce a dare e fare. Riequilibra le energie sottili con calma, costanza e determinazione. L’agata pare che sia una pietra capace di incrementare la creatività degli artisti ma soprattutto in grado di mitigarne gli eccessi. Ecco, se dovessi riassumere quello che Agata è stata ed è per me è proprio questo.

Fuoco e Acqua. Perché ti accende e ti spegne. Ti regala prima una fortissima emozione e poi un’altra, ma lasciandoti quel senso di serenità addosso. Il suono della sua risata e come muove la bocca -che trovo bellissima- ti regalano un senso di incredibile serenità.

Agata si è fidata di me quando ero bambina. Nessuno lo aveva mai fatto così. Con quella naturalezza. Anche se ero molto piccola mi lasciava tenere Guido, suo figlio, in braccio. Non si agitava se lo tenevo male. Se non gli tenevo la testa. Se non ero in una posizione corretta. Agata mi faceva essere quello che ero rendendomi libera e serena. E questo negli anni non l’ho mai dimenticato. Mi portava a casa sua. Ero troppo piccola ma ricordo un terrazzo che affacciava su una via famosa di Catania. Con delle piante e credo delle scale. Non ricordo l’ambiente o un giorno specifico ma ricordo sempre quella sensazione di serenità. Come affacciarsi da un terrazzo e sentirti libero. Senza nessuno che ti ricordi “guarda che cadi”. Il profumo che ha mentre l’abbracci e la sua bocca, che quando ride forma un arco perfetto e un suono incantevole. Perché è proprio in quel sorriso la chiave di tutto.

Ha sempre risposto con un sorriso e non me lo ha mai negato. E le amiche fanno questo. Si capiscono tra i sorrisi e gli abbracci per ricominciare più forti di prima. Proprio perché si fidano. E Agata non ha smesso, come io non smetterò mai con lei.

 

Considerazioni sulla Pastiera

Per i puristi della Pastiera che capitassero qui per caso c’è da dire che negli anni ne ho fatte di tutti i colori. Con la quinoa, gluten free e nel bicchiere. Quest’anno vorrei proporne una senza latticini e se mi gira pure vegana. Ti amo Napoli e non vorrei che questo compromettesse il rapporto tra noi. Devo dire che questa versione con il riso ha riscosso molto successo. Forse l’unico errore -perché se mi leggi sai quanto mi piaccia fare delle considerazioni oneste e non far passare tutto per stupendo/incredibile/buonissimo/perfetto- è che rispetto alla nostra tortiera dovresti adoperarne una più larga e meno alta in modo da distribuire per la larghezza il riso. La scelta della teglia è stata mia ergo la colpa. Esteticamente mi piacciono le cose piccole e tonde. In questo caso però -estetica a parte- adoperando una teglia di diversa dimensione il risultato sarebbe stato ancor migliore. In soldoni: non ti ritroverai un bel malloppone troppo grande di riso a fetta. Provala e se necessario profumala ancor di più. Abbonda di cannella e se vuoi ancor più di agrumi canditi. Se vuoi una versione ancora più corposa potresti adoperare meno riso e più quark o ricotta. Sostituisci, inventa e reinventa. Preparala anche tu con tua zia, la tua amica, la mamma o una donna importante della tua vita. In cucina ci si racconta e confida tra un ingrediente e un rumore. Tra un odore e un errore. Non finirò mai di stupirmi per questa incredibile magia.

Di donne. E di cucina.

 

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
6 COMMENTS
  • bestiabionda 04/04/2017

    <3
    la torta di riso è una delle mie preferite, quindi credo sia la versione giusta per me °_°

    (faccio un commento per dar fastidio a chi sta lavorando sul blog ovviamente XD )

    (ama. tanto.)

  • Viva la zia Agataaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
    E viva la pastiera.

    <3

  • Bibi 04/04/2017

    <3 <3 <3

  • gluci77 04/04/2017

    Che zia!!!! <3 Intorno a te gravitano persone così belle… e non solo esteticamente. Non è un caso, no. :*

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