Un Cous Cous speziato e profumato con il tofu e le olive

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10 Primi piatti siciliani che non puoi perderti

La pasta alla norma e quella col macco. Il riso con l'ennese che profuma di zafferano e l'immancabile pasta al pistacchio senza dimenticare "a muddica". Scopri i dieci primi piatti irrinunciabili che non puoi perderti se sei in Sicilia.

La granita siciliana

La granita siciliana è un'istituzione. Acqua, frutta, zucchero. Deriva dalla neve e dai ricordi. Per sopravvivere all'afa c'è solo questo rimedio. E poi, ne racconta la magia dell'isola.

Acquistare la gelatiera è una scelta sciocca?

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La granita al Limone

La granita al limone racchiude tutta la mia infanzia, l'amore per nonna e i giorni felici. Farla in casa si può e sarà sempre un atto amore.
Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

 

Tu lo sai che da qui a settembre pubblicherò solo ricette talmente semplici che il petto di pollo alla Canalis -ovvero piastra il pollo e metti il sale. Finito – sembrerà un piatto di Leemann, vero? Riesco solo a dire “fa caldo”, pensare “fa caldo”, litigare perché “fa caldo”, procrastinare perché “fa caldo”, rimandare perché “fa caldo”, non scrivere perché “fa caldo”, non disegnare perché “fa caldo”. Che fa caldo l’ho detto? Tutti parlano solo di questo. Ovunque io vada e mi giri e. Solo “fa caldo”. E io che dico? Fa caldo.

Adesso che ho apportato ancora una volta il mio utilissimo contributo alla rete tutta, posso proseguire con la ricetta di oggi. Non trascrivo ingredienti e dosaggi e quantità perché dai seriamente: ma come si fa? Non perché “fa caldo”, ma perché chiaramente è di così ridicola preparazione che questo vuole essere semplicemente un promemoria per un tuo futuro cous cous. Una piccola musa, anche se non ha davvero nulla di eccezionale. È uno dei miei cous cous preferiti del periodo e come spesso accade te lo mostro al fine di condividerlo e assaggiarlo insieme.

Sembrerà una fesseria ma il vero segreto di questo cous cous profumatissimo e speziato è quello di tagliare il tofu a quadretti piccolissimi. Perché il taglio del tofu è fondamentale in quanto essendo insapore fondamentalmente se tagliato a pezzi troppo grandi andrebbe a interferire proprio con il piatto tutto, ergo pezzettini microscopici che io qualche volta faccio marinare una notte intera con pochissima salsa di soia oppure delle spezie, decidi tu.

Dopo aver preparato e sgranato il cous cous quando è ancora caldo, ma non troppo, aggiungo le spezie che mi piacciono e la curcuma e il curry con la paprica dolce non mancano mai. Una volta fatto questo aggiungo il pomodorino meglio se datterino, le olive, il sedano e pezzettini di avocado sempre piccoli piccoli. Insomma diciamolo: è il cous cous con tutti i pezzettini piccoli piccoli. Adesso mi dirai: perché cambia il sapore se li faccio grandi? Sì. E non scherzo. So che è difficile darmi credibilità, soprattutto perché quando “fa caldo” sto fuori di melone ancora di più, ma questa è l’unica cosa sensata che ho detto questa settimana. Forse questo mese.

Profuma come sempre con un pochino di scorza grattugiata di limone non trattato, che con le olive nere (sicule) sta benissimo e il gioco è fatto. Ora io lo so che la questione può essere solo una: ma con tutto questo caldo chi ha il coraggio di tagliare tutto piccolo piccolo piccolo? Eh?

Appunto per questo il segreto per un’ottima riuscita della ricetta è: chiamare qualcuno. La mamma, un’amica, la vicina di casa, una persona a caso presa per strada. La fai sedere lì. Le offri una limonata. La fissi lamentandoti del caldo e lei farò lo stesso e mentre si lamenta: taglia tutto piccolo piccolo. Cosa ci guadagna? Può lamentarsi del caldo in compagnia che non è cosa da poco e non in ultimo può avere una porzione di questo meraviglioso cous cous.

E ti pare poco? No.

 

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4 COMMENTS

  1. Eh si nonostante io sia una grandissima fan dell’estate “fa TANTO caldo” -vabbè fortuna che ho una piscina vicino casa-comqunue adoro questa ricettaperchè è semplice ma visto che il tofu da solo non sa di nulla…dai siamo onesti il tofu al naturale fa schifo, però da NAtura Si ho trovato un panetto di Tofu alle olive che è buonissimo e credo perfetto per questa ricetta:D

    • Giulia il tofu al naturale sì. Terribile! Ma confesso che strapazzato con lo spezie, marinato nelle spezie e nella salsa di soia o tagliato così piccolissimo (o anche fatto tipo ragù) è davvero buono. Ho capito con il tempo che occorre davvero prestare molta attenzione alla preparazione del tofu. Anche con il miso e messo in forno è buonissimo. E mi sono accorta che se lo sbollenti un pochino in acqua bollente salata -a prescindere da quale preparazione tu vada a fare- risulta sicuramente diverso. Sia come consistenza che come sapore.

      Il tofu alle olive o alle erbe è buonissimo! Hai ragione!
      Hai provato a strapazzarlo?
      Morta di caldo ti invio una vagonata di baci.

  2. Ah, quanto non sopporto il … tofu. Ma mi mancavi ed eccomi qui a leggere le meraviglie del tofu tagliato piccolo piccolo. Qui dove sono io non “fa caldo”. Qui piove. Almeno una volta al giorno. E quando parlo di una ricetta con il formaggio (e affini) gli indigeni dicono: “Si puo’ fare anche con il Cheddar, no?” E no. Non si puo’ fare con il Cheddar. Niente si puo’ fare “anche con il Cheddar”. Invece li guardo e dico: “se vuoi…” e, come loro, giro senza ombrello. Perche’ tanto fra 5 minuti torna il sole. E poi ripiove. E poi torna il sole. Sara’ tutta questa incertezza atmosferica che gli lede le papille gustative? Gli mancano i punti fermi. In estate, qui, non “fa caldo”. Non ti abbraccio perche’ da te “fa caldo”. Ti mando baci, soffiati dalla manina. Ciao Iaia, ciaooo :* :* :*

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