I taddi da cucuzza. A pasta che taddi (i tenerumi, sì)

Della pasta che taddi, ovvero i tenerumi della cucuzza (zucchina), ho parlato diverse volte; qui puoi trovare un post di diversi anni fa e sotto ti lascio la videoricetta. Mi ricorda l’orto della nonna che non c’é più, mio papà che veniva a prendermi con la sua moto rossa e le sue scarpe da running. Mi ricorda quello che ero, ma soprattutto quello che sono e sarò sempre.

Da un po’ di tempo scrivo qualche riga e ricordo, corredata “da foto dark”, qui sul mio secondo canale Instagram (iaiaguardo); perché pubblicare ancora una volta una ricetta già messa in ogni formato? Perché non sarebbe Estate senza la pasta che taddi da cucuzza. Non odorerebbe alla stessa maniera e mi dispiacerebbe; come mi dispiace sapere che essendo i taddi di difficile reperibilità non è così comune poterla preparare. Vorrei invitarti e invitarvi tutti alla mia tavola, prepararvela in questi piatti che noi chiamiamo “i piatti ro astrattu” (estratto di pomodoro, perché in questi piatti veniva fatto proprio l’estratto di pomodoro facendoli anche seccare al sole), tipici della tradizione siciliana. Questi colori, piatti e preparazioni mi stanno ultimamente avvicinando sempre più alla mia terra. Non mi sono mai sentita così vicina e sicuramente l’assenza lancinante di papà è l’ingrediente principale di tutto questo. Mi manca l’appartenenza per certi versi. Non sono più quella che diceva di non appartenere a nessun luogo perché adesso la sento forte e prepotente.

E sì, credo che questo farebbe felice papà. Lui, così libero e così siculo. Adesso sì, che ci somiglio ancora di più.

La Videoricetta

 

Il Video su Instagram

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2 COMMENTS

  1. Buonissima Iaia!!! L’ho appena mangiata ? Non sono siciliana ma l’ho conosciuta e apprezzata in una vacanza in Sicilia. Mi è piaciuta talmente tanto che ormai da tre anni le piante dei “tinnirumi” fanno parte dell’orto di mio papà ? Abito in provincia di Varese ed ho provato a vederle anche al mercato. Un abbraccio

    • Laura ma sono contentissima! Davvero!
      Tenerumi a Varese. Questa cosa mi riempie il cuore tanto quanto la bellezza delle parole “l’orto di papà”. Grazie per avermelo raccontato.
      Un bacione grande e un abbraccio forte.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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