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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Non mi sopporti più con questa slow cooker, lo so. Pure su RunLovers la settimana scorsa ho ammorbato migliaia di Runner da tutte le parti d’Italia (che però hanno accolto stranamente in modo entusiasta la cosa. Che la fine del mondo sia vicina ormai ho pochi dubbi) con la crock pot, la scelta di vita sana e le solite cose. Sembro un po’ la mamma adottiva di Edward (mani di forbice) che faceva la rappresente Avon porta a porta. Quella che credeva così tanto nei prodotti che non poteva fare a meno di parlarne, parlarne, parlarne a ogni ora del giorno e della notte. Fuori contesto lavorativo? Anche. Il problema -se così si può chiamare la patologia- è che io non solo non faccio product placement a pagamento, non solo non sono un’impiegata della Crock Pot, ma -non in ultimo- mi appassiono raramente alle cose. O, per meglio specificare, magari mi appassiono anche ma il mio interesse scema nel giro di pochi giorni (se va bene, altrimenti si tratta di ore se non minuti). Non sono una fedele appassionata, insomma. Con la slow cooker/crock pot invece non solo è stato amore a prima vista ma ci siamo pure giurate amore eterno per sempre con tanto di invitati, anelli e banchetti.

Non ho mai cucinato così tanta carne in vita mia (e neanche pubblicato sul Blog, a dirla tutta) e questa non è una bella notizia, certo. Però devo confessare come ho già fatto che per anni ho avuto sempre questo grandissimo problema di non sapere come cuocere una delle cose che ho sempre più detestato in vita mia. Quando hai amici in casa puoi sempre proporre piatti molto fantasiosi, particolari o sfiziosi, ma alla lunga tutto questo può essere forzato ed esagerato perché un semplice spezzatino -senza tanti magheggi e ingredienti ricercati e particolari- fa anche la sua figura. Ecco, la crock pot mi ha dato la possibilità di non strafare e di portare in tavola una cosa semplice, che piace generalmente a tutti senza tanti fronzoli. Da parte mia cucino tantissime verdure e legumi e ho fatto delle zuppe che definire buone mi sembra minimizzare alquanto. Questa è stata una delle prime ricette che ho fatto, che ho filmato e che ho offerto anche più volte proprio per l’incredibile successo che riscuote. Tutti mi dicono con la faccia da lemure ipnotizzato e stupito “ma cosa ci hai messo?!” e io tutta gongolante snocciolo i pochissimi ingredienti. Mia mamma e tante altre persone hanno provato a replicarla in pentola -e anche io stessa- ma il risultato non è assolutamente lo stesso. Non si può ottenere semplicemente perché il fuoco è diverso da una resistenza elettrica e anche perché con tutta la buona volontà di questo mondo non si può mantenere un calore costante usando un fornello e -non in ultimo- anche se a fiamma bassissima di sicuro non può equiparare il basso wattaggio della crock pot. In pratica con un chilo di carne da spezzatino di primissima qualità uso una lattina di latte di cocco che si attesta intorno ai 400 ml, ma faccio un mini risciacquo sotto il rubinetto come ha insegnato la nonna. Come si fa con la salsa, no?

Poi metto una bella manciata di piselli -a occhio- qualche foglia di basilico, del sale e del pepe. Finito. Se voglio esagerare una cucchiaiata di curry di quello buono e abbondo ancora un pochino con la curcuma nonostante sia contenuta già nel curry, ovviamente. Ma un tantino in più non fa mai male. Il risultato è sorprendente e lo è ancora di più il fatto che posso conservarlo in frigo per due giorni e mi è stato detto che è sempre buono (sai che io non surgelo mai, se mi leggi da un po’. Se sei fortunato e mi leggi da poco invece per abbreviartela ti dico che: ho subito violenza psicologica sul surgelamento per via di mia mamma. Una storia triste che ti risparmio).

Ieri ti parlavo delle mie zuppe preferite ,ecco. Anche nella slow cooker ne sto facendo di buonissime. Merito anche della mia fiammante e nuova crock pot -di cui devo assolutamente parlarti- che invece di avere la pentola in coccio ce l’ha di ceramica. Tutta un’altra storia. Cuoce in modo diverso e più veloce ma non sono fatta per lo spoiler e per le informazioni approssimative -eccerto sono un’antipatica logorroica- ergo rimando la chiacchierata alla prossima settimana dove la presento ufficialmente premurandomi di dirti le differenze che ho riscontrato. Il Natale del resto è alle porte e c’è poco da fare: regalarti o regalare una crock pot è diventato un obbligo morale.

Sogno di andare porta a porta a fare dimostrazioni culinarie con la slow cooker sotto l’ascella. Dottore, è grave?

Curiosità:

Quando mostro questi piatti tutti e dico TUTTI mi chiedono dove io li abbia presi. Trattasi di piatti di Caltagirone originale Alessi, che amo particolarmente e che ho in tutti i colori. Forse potresti trovarli anche online perché mi è capitato di vederli negli anni, o meglio ancora puoi fare un salto qui nella mia amata terra perché di queste meraviglie ce ne sono moltitudini.

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Mamma metteva tre cucchiaioni di zucchero dentro una Tazzina. Poi stava lì ad aspettare. Con il coperchio della caffettiera aperto. Fissava attenta l'interno aspettando che le prime gocce facessero capolino. Non si muoveva. Fissava. Ipnotizzata. Al massimo si faceva largo tra lo zucchero con il cucchiaino. Come a prepararlo per la pioggia calda. Appena si sentiva quel piccolo gorgoglio cominciava a prestare ancor più attenzione e afferrava il manico come se le stesse per sfuggire. Appena il caffè bagnava la piccola superficie del magico contenitore sollevava la caffettiera dal fuoco, versava sullo zucchero e la riposava. Fulmineamente cominciava a girare. Prima forte. Poi fortissimo. Sempre fissando. Quando si cominciava a formare la crema, sorrideva. Nel frattempo versava il caffè, che aveva preso vita e poggiava sopra questa nuvola di zucchero. Andava verso papà e. Buongiorno Amore mio. E io penso a tutto questo con una cialda in mano. Non ho proprio capito niente dei veri Buongiorno.

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3 COMMENTS

  1. Pur avendo deciso di bandire la carne dalla mia dieta è vero che spesso gli ospiti a cena sono carnivori e preparare piatti diversi e fantasiosi-magari dopo un’intensa settimana lavorativa- diventa logorante e invece questa ricetta è bellissima da vedere e sicuramente soddisferà anche i palati esigenti…io ho scoperto l’esistenza delle slow cooker in America e me ne sono innamorata ma ancora non me ne sono regalata una…ma adoro leggere quante belle ricette possono essere cucinate:P

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