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Pepparkakor con mamma che gira intorno all’albero

Natale è biscotti. E pur esistendo un’infinita varietà sono in pochi a essere difficili da surclassare. D’accordo il cioccolato, va bene i macaron con la loro eleganza, sì agli occhi di bue e ai cantuccini ma.
Ma parlavamo anche che Natale in fondo è semplicità. Natale è Hygge.

Mettendo Gingerbread nel campo cerca del sito ne escono di tutti i tipi, decorazioni e colori. Mi sono resa conto che non avevo mai pubblicato la ricetta dei miei Pepparkakor preferiti, che onestamente risale a più di un decennio fa e non ricordo neanche lontanamente da dove l’avessi presa perché trascritta sul quaderno magico, e oggi sono qui nella giornata dell’Immacolata Concezione a rimediare. I Pepparkakor sono molto simili come sapore, per certi versi, ai Gingerbread ma il procedimento è diverso. Sono perfetti come quest’ultimi per decorare casa, l’albero e da regalare. Il luogo d’origine è la Svezia e occorre tanto ma tanto zenzero in polvere. Scegline uno di ottima qualità e farà la differenza. Zenzero, spezie, cannella e noce moscata (e anche chiodi di garofano e cardamomo per me. Senza questi due cambia moltissimo tutto).

Perfetti per la colazione ma anche per essere inzuppati nel tè, i Pepparkakor sono i biscotti in assoluto più natalizi insieme ai cuginetti succitati. Amo l’idea di un vero e proprio centrotavola composto con i Pepparkakor. Di metterli dentro un barattolo riciclato e chiuso magari con dei ritagli di stoffa che rievocano il patchwork e dei nastri, corde grezze e foglie. Agrifoglio e perché no gli stessi chiodi di garofano a mo’ di decorazione.

A proposito di Natale è Hygge ho trovato su Amazon -e in seguito ho ricevuto un preziosissimo regalo al riguardo- un libro davvero interessantissimo che ha riscosso particolarmente successo anche nelle mie storie di Instagram. Ha destato curiosità e la cosa è assai comprensibile in quanto offre svariati e interessanti spunti per un Natale che punta alla magia della semplicità. Al calore delle piccole cose che per quanto scontate e ovvie possano sembrare non lo sono affatto.

Il libro in questione è Natale Hygge di Christiane Bellstedt Myers con le fotografie di Caroline Arber. Regali speciali e idee per decorare, dalla Scandinavia con Amore. Il prezzo è di 16 euro ed è della Logo edizioni. L’autrice è cresciuta nelle campagne del Canada dove realizzare oggetti fatti a mano era parte della vita di tutti i giorni. Sono passati venti anni e una nazione, perché adesso vive nel Regno Unito, e da nove -di anni gestisce il Cozi Club invitando i membri a casa propria per realizzare insieme oggetti e progetti che variano a seconda delle stagioni. I suoi lavori sono comparsi su riviste molto famose, tra cui Country Living, Homes and Antiques. Mi dispicae non avere il tempo per parlartene più nello specifico ma magari in uno dei video che girerò in questi giorni sarà mia premura mostrartelo.

Regalare barattoli di biscotti

Ho notato che all’interno di questo libro ci sono tantissime idee anche per decorare la cosa più semplice quanto bella come un barattolo di biscotti. Cucire a mano un guanto come decorazione richiede pochi minuti e pochissima manualità ma l’impatto visivo è a curato, elegante ed estremamente raffinato. Anni fa avevo fatto la collana di Gingerbread e anche di agrumi, che erano molto piaciute, e allo stesso modo regalare una collana di Pepparkakor dovrebbe rimanere in cima alla lista. Che tornando indietro come fai a non pensare al braccialetto pieno di caramelle con l’elastico? Ricordi?

Immacolata Concezione

Ho capito da poco, lo confesso cospargendomi il capo di cenere e anche un po’ di zenzero, cosa fosse esattamente perché ti confesso che ero un po’ confusa al riguardo. Adesso mi è tutto chiaro. L’otto dicembre Anna, mamma di Maria, ha concepito senza peccato quella che sarebbe diventata custode del Messia. Non ho mai parlato strettamente di religione. Di me si sa che sono cresciuta prima in un asilo di suore, poi elementari e medie in un collegio cattolico. Non starò qui ad annoiarti ma nel tempo mi sono fatta delle domande, data delle risposte, rifatta delle domande, ridata delle risposte e ancora quel tempo non è finito ma senza ombra di dubbio alcuno se dovessi definirmi sono attualmente un’atea convinta. Dall’età di quattordici anni circa. Questo però non fa di me una persona disinteressata alla religione, anzi mi ha sempre molto affascinato il potere che ha sulla vita e sulle menti delle persone. A me è rimasto un ricordo molto bello delle figure religiose. Voglio bene a Gesù come se ne vuole al più grande dei supereroi. A me rimane, insomma, l’idea che sia la più bella favola mai raccontata nell’eternità.

In questi giorni mi sono messa in testa di capire perfettamente -o quasi- quale fosse stato il momento in cui la data dell’Immacolata Concezione sia stata abbinata alla tradizione: facciamo l’albero tutti insieme. Ho letto diverse leggende riguardo la tradizione e mi piacerebbe capire se tu ne sai qualcosina in più e ti va di raccontarmelo.

Perché l’albero si fa l’otto dicembre?

A Milano il sette per Sant’Ambrogio, a Bari il sei perché è San Nicola e in alcune luoghi si decora addirittura a poche ore dalla Vigilia. Non in tutta Italia per altro si fa l’otto e pare che -giustamente- ogni famiglia abbia la propria tradizione. Il vero “motivo” -durante le mie ricerche seppur brevi, purtroppo- non ho capito quale sia ma molto probabilmente credo che si debba ricondurre al fatto che l’Immacolata sia l’inizio del percorso che porta poi all’Epifania, dopo quattro settimane esatte.

Sperando di saperne di più rimane il fatto che nella mia famiglia si è sempre fatto l’albero l’otto dicembre. Ho avuto già modo di raccontartelo e anche se non rispetto la tradizione perché al momento lo faccio seguendo un planner di impegni strettissimi (leggi: quando ho tempo e sono meno disperata e frenetica) questo giorno rimane speciale e nel cuore. L’immagine è proprio di lei. Di mamma che gira intorno all’albero attorcigliando le luci.

 

 

 

 

La Ricetta

 

  • 550 grammi di farina
  • 190 grammi di burro
  • 150 grammi di miele
  • 140 grammi di zucchero di canna integrale
  • 30 grammi di zucchero bianco
  • 2 cucchiai rasi di cannella
  • 1 cucchiaio e mezzo di zenzero
  • chiodi di garofano e cardamomo in polvere
  • 1 cucchiaio di lievito per dolci
  • 200 grammi di acqua

Dentro un pentolino metti l’acqua con il miele e poi aggiungi lo zucchero e le spezie e porta a ebollizione. Adesso spegni il fuoco e aggiungi il burro a pezzi finché sarà fuso. In un recipiente o in una planetaria lavora la farina, il lievito e poi aggiungi il composto di zucchero e miele piano piano ancora a temperatura alta. Mescola fino a quando l’impasto diventa omogeneo e forma una palla. Avvolgi in pellicola e conserva tutta la notte. Una volta trascorso il tempo l’impasto ha acquistato davvero tantissimo sapore. Infarina il piano e procedi alla realizzazione dei biscotti. Poggia su carta da forno e fai cuocere a 180 già caldo per 10 minuti ma dipende da spessore e grandezza. Appena dorati -minuto più minuto meno- tira fuori e fai raffreddare.

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Biscuit. Per me il biscotto ha solo un nome: Pandistelle. È stato un tetto, una casa, una protezione e una liberazione. Undici stelle nel cuore che mi fanno fatto sognare e iniziare a viaggiare. Era il 2012 quando ho cominciato a giocare con i Pandistelle, gli occhietti, i disegni, gli oggetti reali mischiati ai tratti e le luci colorate. C’era l’Earlybird, non c’erano algoritmi e neanche Ads e collaborazioni a pagamento. Non c’era niente di tutto quello che gli altri potessero pensare, supporre e immaginare. Era solo sognare e giocare. E sono felice che quel tetto non mi sia mai crollato addosso e io non sia diventata altro. Non sono mai orgogliosa di me, ma di questo sì. È sempre lì quel tetto. Solido, forte e uguale. E da questa sicurezza voglio ricominciare. Da dove i miei sogni si sono infranti per dolore ma non hanno mai smesso di pulsare. Il Natale è magico quanto il Pandistelle. Il Natale è Pandistelle. ⭐️🌟⭐️🌟⭐️🌟⭐️🌟⭐️🌟⭐️ ____ Biscuit. Biscuit has only one name for me: Pandistelle. It was a roof, a home, a protection and a relief. Eleven stars in the heart that made me dream and start traveling. It was 2012 when I started playing with Pandistelle, little eyes, drawings, real objects mixed with strokes and colored lights. There was Earlybird, there were no algorithms or even Ads and paid collaborations. There was nothing of what others could think, suppose and imagine. It was just dreaming and playing. And I'm glad that roof never collapsed on me and I did not become anything else. I'm not usually proud of myself, but I am. That roof is always there. Solid, strong and same. And from this safety I want to start again. From where my dreams broke for pain but have never stopped pulsing. Christmas is as magic as Pandistelle. Christmas is Pandistelle. ⭐️🌟⭐️🌟⭐️🌟⭐️🌟⭐️🌟⭐️ #biscotti #pandistelle #food #instafood #recipe #ricette #homemadefood #ilovecooking #foodie #eat #foodlove #instagood #cucina #cook #love #gnam #yummy #tasty #ilovefood #christmas #noel #natale #foodpic #homemade #foodlover #ilovecooking #instafood #eat

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Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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3 COMMENTS
  • Caterina 08/12/2017

    Anche la mia mamma sta facendo l’albero canticchiando allegra come da tradizione ❤️

  • Tea 08/12/2017

    Ecco un altra fantastica ricetta salvata da provare prima che arrivi Natale magari!Maledetta sessione d’esame di dicembre!!!!

  • Pia 09/12/2017

    Dimmi che posso farla anche senza burro…!!!

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