Sparizioni, ritorni al vegetarianesimo, biscotti speciali e Auguri Amore Mio. Papà.

Must Try

La Panna Cotta al tè matcha

Un dolce gustoso, facile e fresco caratterizzato dall'inconfondibile sapore del tè matcha. Perfetto per un dopo pasto ma anche per accompagnare un tè nero fumante caldo e avvolgente.

Semi di papavero e glassa di limone

Una delle preparazioni più buone mai preparate. Mi è sempre piaciuto moltissimo questo accostamento, quello dei limoni con i semi di papavero. Diversi dolci pasquali polacchi e dell’Est Europa hanno proprio i semi di papavero; anche il cozonac, per esempio, ha diverse volte il ripieno di semi di papavero. Il risultato -ma con una ricetta di Ottolenghi è facile- è sorprendente. Molto profumata, leggera e gustosa.

Tiramisù fragole e basilico e un dolce speciale

Un tiramisù molto profumato e fresco. Stupisce per leggerezza e freschezza questo dolce al cucchiaio di cui tutti sono ghiotti.

A brioscia co zuccuru – La brioche catanese più famosa!

La differenza tra la brioscia co zuccuru e quella col tuppo. È importante e non da sottovalutare.
Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Oggi 30 Gennaio sarebbe stato il compleanno del mio amatissimo e unico infinito amore papà. Riprendo a scrivere non a caso quindi. Per la prima volta in quattordici (quasi) anni di blog, di cui otto (quasi) esclusivamente di food, non ho scritto il post del primo Gennaio con i pancake, quello degli auguri, la calza della befana, le tombolate di fine e inizio anno e di questo mi scuso profondamente: fosse solo per la preoccupazione che ho destato, di cui mi dispiace immensamente e che al contempo mi rende onorata e grata perché riflesso di un affetto incondizionato -e vorrei sottolineare ricambiato e moltiplicato- che ho sempre sperato di meritare, lo stesso che diventa una solidissima base per cercare di fare sempre meglio nel mio piccolo. È stato un Natale iniziato troppo presto, avendo fatto l’albero a inizio novembre, e finito ancora prima. A pochi giorni dal Natale, come avevo accennato nel mio ultimo post, Koi non è stata bene e tra ecografie, supposizioni e preoccupazioni anche l’apparecchiatura natalizia e la festa della Vigilia nel salone vittoriano, a cui io, Guido e Peppe in particolar modo abbiamo lavorato duramente per un anno, è stata frettolosa, triste e poco curata. Non ci siamo lasciati troppo abbattere e il Natale lo abbiamo festeggiato ugualmente; anche e soprattutto perché la mia Koi non si è arresa neanche un attimo. Ho ballato con Nonna musica disco anni 70 e 80 e solo questo è valso la serata e la fatica emotiva. Koi, come dicevo, fortunatamente si è ripresa piano piano e la diagnosi è stata migliore di quello che si era previsto ma nel contempo è arrivata una bella tiroidite e l’influenza che mi ha immobilizzato a letto per due settimane tra febbre, tachicardia, ansia e non ti nascondo anche molta preoccupazione per dettagli che è inutile trascrivere in questo contesto. Inoltre un brutto incidente a una mia carissima amica che mi ha destabilizzato a dir poco.

In questi frangenti, e solo in questi sottolineerei purtroppo, ti ricordi quanto la frenesia, l’organizzazione e i programmi siano oggettivamente delle chimere. Un assioma? Sì. Ricordarsene, per certi versi come è giusto che sia, nella quotidianità pur essendo un assioma è un’altra cosa. Come se non bastasse mentre i miei ormoni ballavano “Funky Town” un po’ come me e la nonna -durante la vigilia di Natale-  portandomi crisi di pianto immotivate, tristezza infinita e sbalzi preoccupanti che mi facevano apparire al mondo esterno come una novella Jack Nicholson, alla nonna si è fermato il cuore per qualche istante. Una vena ostruita. Una corsa in ospedale. E tante brutte notizie che ci hanno fatto credere di dover cominciare il 2018 con l’assenza definitiva di quella che è in assoluto il pilastro portante di tutta la mia famiglia. Sono ottantotto anni tra esattamente tre giorni, calabrese, forte e presente mentalmente più di quanto lo possano essere persone molto più giovani. Vederla passare dal saltellare con i Gazebo e disco anni 80 al respirare attaccata alla bombola d’ossigeno con gli occhi spenti è stato raggelante. Mi ha catapultato nuovamente in un incubo. Intendo incubo semplicemente visivo perché quello emotivo lo vivo ogni giorno; il trauma di papà non mi ha mai abbandonato e a fatica ho capito che sarà così per sempre. Ognuno, come in tutto, riesce a trovare un equilibrio (anche semplicemente apparente) sempre diverso. Può toccare sì delle corde, e pure delle note, simili a qualcuno di diverso da noi ma diciamolo: la composizione musicale del dolore e dei sentimenti non è mai uguale in nessun caso.

Chi mi legge da un po’ sa che non amo condividere il dolore. Neanche una febbre. Ho fatto giusto una storia su Instagram a inizio dell’anno perché la forza -e solo di questo si trattava- di rispondere a tutti proprio non ce l’avevo; una volta che mi è stata diagnosticata la tiroidite ho tenuto a tranquillizzare perché spesso la non comunicazione porta a immaginare cose ben peggiori da quelle realmente accadute.

Adesso che nonna sta meglio (i dottori dicono che è davvero una roccia e che un’altra non ce l’avrebbe fatta), adesso che Koi sta meglio (mi sa che ha preso dalla bisnonna, fortunatamente) e adesso che mi sono imposta e convinta di stare meglio (mi sa che non ho preso da loro sai?) ho trovato l’unico input di forza per ricominciare e ripartire. Del resto come potevo non riceverlo in questo giorno così importante, seppur doloroso?

Mi sento un po’ spaesata, posso confessartelo? Non scrivo da quasi un mese e nonostante sia un po’ come la bicicletta forse una piccola rotellina oggi mi occorrerebbe. Che poi non ho mai avuto le rotelline laterali di sostegno, sai? A parte il triciclo quando ero piccina intendo, perché papà non ha voluto assolutamente che io le avessi nella bici “da grande”. Come quando a mamma ha assolutamente vietato di darmi i braccioli e già a tre anni sapevo nuotare sola. Anche a due diceva papà, ma a lui piaceva un po’ esagerare (anche a me, dai). Cielo, quanto mi manca. Anche adesso non riesco a smettere di avere quel nodo alla gola e quelle lacrime. Quelle lacrime che cerchi di ributtare indietro quasi a voler significare di avere un contegno. Macché.

Sarà sempre così e non voglio rimproverarmene perché questo dolore della sua assenza che mai mi abbandona diventa, è vero, una solida base per tutto il mio masochismo e tristezza ma al tempo stesso la forza di reagire. Oggi sostanzialmente sto applicando il secondo utilizzo di questa solida base, insomma.

Vorrei raccontarti di quello che è accaduto in questo mese. Delle scelte che ho preso e delle sensazioni che mi hanno portato a diventare, come accade a tutti del resto, ancora diversa. Che “più grande” credo sia sbagliato; non voglio diventare mai grande. Magari semplicemente esserlo qualche volta ma ho fatto la promessa a papà che sarei rimasta anche quella bimba di tre anni senza braccioli. Quella bimba che credeva di diventare una stilista famosa a sei. Quella bimba che continuava a dire “da grande voglio fare la scrittrice e la disegnatrice”. Non ho mai cambiato idea. Mai. Che fossero vestiti o case. Che fossero racconti di me o di altri. Inventati e non. Io da grande volevo fare la scrittrice e la disegnatrice. Non ci sono riuscita, sai? Ma ogni giorno ci credo. Ci credo che un giorno se lo vorrò davvero accadrà.

Credo che, al contrario di quello che si possa pensare in questo ridicolo periodo storico, io non abbia competenza alcuna. Perché non ho studiato per averle. Non sono due corsucci e tre aggiornamenti o come nel mio caso un libro pubblicato per la più grande casa editrice italiana e numeri/contatti/impression ma uno studio che mai finisce. Io non sono oggettivamente quello che volevo essere ma a modo mio, pur facendo altro, ci credo. Ci credo sì che un giorno, volendolo, ce la farò.

Spesso mi chiedo: ma cosa sono allora?

Rifacendo la carta d’identità il tipo del comune conoscendomi ha scritto “imprenditrice”. Mi si  è gelato il sangue. Non me lo ha chiesto. Mi sono sentita impotente e attonita. Volevo avvicinarmi al vetro e dire “scusi può scrivere che volevo fare la scrittrice e la disegnatrice e che ci sto lavorando e che?” ma inesorabile la sentenza era arrivata.

Anche ieri dal notaio alla voce “professione” mi sono trovata per certi verti costretta a scrivere: imprendi…

Se lo era papà però perché lo sono anche io? Si fa per eredità? Anche qui c’è una lobby? Papà lo è diventato davvero ma con tantissima fatica, lavoro, sudore. Ma io? Io che volevo fare la scrittrice e la disegnatrice con studio e competenze mi ritrovo a esserlo per alcuni mentre per altri sono ancora un’altra cosa. E quasi sono io a dover convincere che non è così. Una vita a sapere cosa sono ma a cadere costantemente in una sorta di commedia degli equivoci.
Ogni anno nel primo post che scrivo dico sempre che ci saranno tante novità. Non voglio farlo quest’anno, sai?

Non voglio e tecnicamente non posso. Mi sono resa conto che il web e i social diventano sempre qualcosa di più distante dal mio modo di essere, pensare e concepire e sono quasi certa di voler fare dei piccoli passi indietro. Se mi segui su Instagram ti sarai reso conto che ho preferito perdere molti follower e interesse da parte del “””pubblico””” e dedicarmi a un account con neanche cinquemila followers, rispetto a centocinquantamila non comprati sottolineato, giusto per sentirmi meno in ansia e sovraesposta. A un certo punto è cominciata a girare la testa con tutti questi numeri e la cosa, pur lusingandomi, mi ha terrorizzato invece che fomentato. Non giudico chi prova sensazioni diverse e su queste costruisce certezze, ci mancherebbe. So però che a me è accaduto il contrario. Il range maggiore mi ha spaventato e mi ha fatto perdere le certezze e non il contrario, come pare di norma accada. Questi passi indietro consistono credo nel voler tornare qui. Dedicarmi con maggior forza e vigore a tutto questo. Alla mia prima forma di comunicazione, quella che mi è rimasta nel cuore, ovvero sul Blog. Una forma più lenta, riservata, per una nicchia, un’élite. Queste storie veloci come flash e con un contenuto interrotto che ti fa sentire inadeguata per certi versi proietta qualcosa che non mi rispecchia. Una ricetta nelle storie di Instagram fa perdere tutta quella poesia che potrebbe esserci in un lungo filmato ininterrotto di chiacchiere e deliri come accade invece in una delirante videoricetta o senza neanche metterlo a paragone con un flusso di parole, immagini e illustrazioni -per quanto mi riguarda- come accade infine sul Blog.

Ho sempre voluto essere una cucina dove ti siedi e. E deliri con me. In un flusso di idee, emozioni e racconti. Non ho mai voluto “essere una ricetta”, una preparazione, una maestrina che ti dice cosa fare, come fare, quando farlo e perché farlo. Ho sempre voluto essere un’amica, pur conoscendone il valore profondo e il significato, che trovi cliccando quando ne hai bisogno. Forse ho sempre voluto essere quello che nei fatti e nella realtà faccio fatica.

Se i blog siano destinati a morire questo non lo so, ma la cosa più importante sinceramente è che non me ne importa. Come non me ne importa che non piacciano, che le persone non li leggano, che i post siano troppo lunghi e che la comunicazione/i social media strategist dicano altro. La strategia comune non deve mai surclassare quella personale. La mia strategia personale è: essere serena, felice e sentirmi ancora quella bimba piena di sogni. Non voglio ringraziare per ennemila impressions credendo che sia quello un successo ma rispondere a un commento in modo vergognosamente prolisso, scusarmi perché ho perso la mail, rispondere dopo un mese o due ma sempre dando importanza e valore al singolo.
Forse è un retaggio del lavoro “imposto”. La mia azienda (quanto costa dirlo) fa il dettaglio e l’ingrosso. E so che una lampadina molte volte ha più valore di una fornitura a un ente.

 

Quindi non so se ci saranno tante novità perché sto prendendo le misure, facendo dei passi indietro e decidendo cosa sia meglio per me. E sempre per questo motivo, cambiando argomento per non ammorbarti e perché credo di aver detto tutto, ne approfitto per accennarti -poi farò dei post appositi e dedicati sicuramente- che per motivi di salute ho deciso di forzarmi a ritornare a un regime semi vegetariano. Semi vegetariano perché certamente la mia dieta rimarrà quella abituale, ovvero totalmente veg. Non so se riuscirò a inserire le uova (anzi lo so e la risposta è NO categorico ma voglio fare quella che ha la mente aperta. Mi reggi il gioco per favore?) ma una tantum del latte sì. Per latte intendo giusto per andare nello specifico: yogurt. Magari bianco e greco qualche volta per una piccola assimilazione di proteine animali che stando ai fatti mi aiutano. Dicevo appunto che non voglio ammorbarti più di quanto abbia fatto ma tra accertamenti, analisi e compagnia bella il mio endocrinologo (che amo, di cui mi fido ciecamente e che mi ha sempre seguito) mi ha indirizzato verso questa strada. Quest’anno saranno praticamente vent’anni che faccio un regime vegetariano -con questa parentesi dal 2010- vegana. A conti fatti (mamma mia non ci avevo mai pensato!) altro che parentesi! Venti anni quasi ben ripartiti in un bel cinquanta e cinquanta, mancava poco ma.

Ma, appunto. Ho fatto questa scelta perché potrebbe aiutarmi a stare meglio. Perché potrebbe aiutarmi con dei valori che sono importanti. E perché, te lo dico, potrebbe darmi alcune chance in diverse situazioni personali su cui non mi soffermo (ma ci siamo capiti mi sa) che al momento non ho. Non che uno yogurt possa cambiare un mondo ma senza andare troppo nello specifico: se un dottore mi dice che sto andando male e che non va bene e soprattutto che potrei fare meglio io semplicemente lo ascolto. Con quella dose di infinita umiltà. A volte ne occorrerebbe un minimo per salvare situazioni disastrose, del resto. Comunque di questa novità ti parlerò. Come ti parlerò anche di come questo possa essere una risoluzione e al tempo stesso un grosso problema per la mia intolleranza ai latticini. Piano piano il corpo si abituerà mi dicono -specifico nelle mie condizioni- e tanto mi basta per provare.

Ti ho annoiato abbastanza? Spero di no ma nel caso me ne scuso. Un piccolo aggiornamento dopo un mese era dovuto e soprattutto voluto.

Già da oggi mi metterò a completa disposizione per rispondere alle centinaia, perché di questo si tratta se non addirittura più ma non vorrei fare quella che vuole a tutti i costi esagerare, di mail/instagram/messaggi che mi sono arrivati. Non amo particolarmente concentrare l’attenzione su di me in questo modo, anzi tutt’altro. Solo che davvero è stato molto difficile e per certi versi lo è. Non per questo però bisogna mollare, mi direbbe papà e avrebbe ragione. Come sempre, sottotitolo.

Ogni anno per il 30 Gennaio faccio sempre qualche ricetta che amava particolarmente papà. Di questi biscotti con l’avena ne ho parlato e riparlato milioni di volte e basta mettere nel campo cerca “biscotti avena” che ne vengon fuori davvero di tutti i tipi: veg e non. Oggi te li propongo in una versione con i cranberry, il cioccolato fondente e i fichi secchi che onestamente sono piaciuti tantissimo.

E che in cuor mio sono piaciuti anche a papà.

Auguri Vita mia. Auguri Amore mio. 

 

 

Per 20 Cookies medi

  • 240 grammi di zucchero di canna grezzo
  • 280 grammi di burro morbido a temperatura ambiente
  • 3 uova di media grandezza
  • 360 grammi di farina bianca 00
  • 200 grammi di avena (vengono buonissimi anche con il muesli)
  • 300 grammi di cioccolato fondente tagliato finemente
  • 150 grammi di mirtilli rossi (cranberry o frutta disidratata)
  • 150 grammi di fichi secchi tagliati piccolissimi
  • 10 grammi di bicarbonato
  • un pizzico di sale

Tutto insieme. Forma. In forno a 180. Più facile di così?!

 

Grazie.

Di tutto. Ti voglio bene, ma questo già lo sai.

Forse potrebbe interessarti leggere...

70 COMMENTS

  1. Mi sei mancata tantissimo. Oggi sei stata un regalo….il mio anniversario purtroppo oggi è il tuo di luglio. Ti abbraccio forte, per quanto ci costi spesso è meglio fare ed affidarci a quello che dicono gli altri….quanto ti capisco. Ti abbraccio forte tesoro, ti aspetto sempre ❤️

    • Vale mi sei mancata tanto anche tu. Che non è una frase giusto per ricambiare. Quando sono stata male a letto ho avuto il piacere di rivedere tuoi vecchi video e anche le videoricette. Pensa che mi è capitato in home anche tra i consigliati il tuo boyfriend tag di cui non ne conoscevo l’esistenza e mi sono ritrovata a ridere. Come solo con le mie amiche si fa. Mi dispiace immensamente che tu abbia dovuto passare il trenta Gennaio con quel dolore atroce nel cuore. Ormai, e so che puoi capirmi, ci si è rassegnati al fatto che non passa ma aumenta lentamente come una morsa e cambia sfumature e colori che sembrano sempre più agghiaccianti. Vorrei solo poterti stringere forte, bere un tè alla vaniglia insieme e ridere. Ovviamente tra un pianto e l’altro.
      Grazie per esserci. Mi dai più forza di quanto si possa descrivere a parole. Ho sempre pensato che le nostre anime si sfiorino inconsapevolmente. Nonostante non ci tocchiamo mai, comunichiamo proprio in realtà loro continuano a chiacchierare, capirsi, sostenersi e comprendersi.
      Ti abbraccio fortissimo e spero che quest’anno almeno una chiacchierata riusciremo a farla.
      Grazie sempre di tutto.
      :*
      Sei speciale.

    • Amore mio io neanche ti ho scritto -nonostante sappia perfettamente che vorresti tirarmi una sberla e aggiungerei: giustamente- perché ero (e sono) completamente fuori controllo <3
      Manchi anche tu. Ma iaia promette che si riprende.
      <3

  2. Mia Alivo. Il commento prolisso te lo risparmio per oggi ma solo perché ho altri canali per perseguitarti. Ad esempio, non ti ho dato tregua nei sogni, dove eravamo vicine sul divano rosso. Ama e basta. Invariabilmente e sempre in mutamento, a ritmo con questi giorni impazziti. Posso solo adeguarmi e continuare a stupirmi di quanto ne valga la pena e quanto sia stata fortunata ad averti incontrato, tra queste pagine immateriali. Ti voglio bene. E ti stringo fortissimo. Ama.

    • Ti amo mia anima gemella.
      Adesso dobbiamo solo capire quando ucciderci di anacardi insieme e pure di yogurt greco.
      Che se lo dico mi pare di vivere un incubo.
      SALVAMI.

  3. Bentooooooooooornata Iaiaaaaaaaaaaaaaaa!! ❤️❤️❤️
    Ma le novità sono sopravvalutate, io ho comprato come Paperino divise alla marinara tutte uguali, guardo a ripetizione “La Tata” e comprato un’agenda apposita ché non ho voluto nemmeno cambiare anno. Oggi è 61 dicembre 2017. **urlato come l’avvoltoio idiota di Robin Hood **

    • Ho un programma. Dobbiamo stare litigati fino a San Valentino perché ancora non ti ho neanche ringraziato per le meraviglie di Alice (che mi hanno commosso a dir poco e che ho aperto molto dopo Natale per via di febbrenonnatragedieetc) e poi io.
      Io verrò con un bellissimo regalo sperando di farmi perdonare e tu valuterai l’ipotesi se perdonarmi o no.
      E andremo così a oltranza fin quando non avrò espiato le mie colpe.
      O COSI’ O NIENTE.

      Perché io ti amo.
      Ma tu devi odiarmi.

      • Molto bene. Allora procedo ad odiarti.
        Stampo foto tua, metto appesa e mi metto a lanciare gli spiedini di pollo tipo bersaglio.
        E poi faccia arrabbiata. (Che sembra molto simile alla faccia di chi ha bisogno disperato di una confezione di fave di fuca.)
        Ma facciamo pace prima di San Valentino perché mi ha chiamato Baglioni e ha detto che vuole essere commentato.

        <3 <3 <3, ah no scusa </3.

        (Noppppppppessssareastescimità. Rimettiti presto, altrimenti ti odio. :*)

  4. Dolce Iaia mi sei mancata tanto. Ho rispettato la tua assenza, ma sono felicissima che hai ripreso a scrivere. La tua delicatezza e sensibilità mi commuovono profondamente. Che fortuna averti incontrata! Ti auguro che tutto si sistemi per il meglio ?

    • Dolcissima e incantevole Luna.
      Come si fa a risponderti adesso? Che parole mai potrei usare? Lusingata e onorata per tutte le meraviglie che mi hai riservato vorrei solo poterti abbracciare e spaccare questo monitor. Trovarti lì. Come al di là dello specchio.
      La mia fortuna sei tu e tutto questo affetto di cui spero di essere degna.
      Grazie infinite davvero.
      Ti abbraccio forte e ti mando un bacione gigantesco :*

  5. Che gioia rileggerti ! Tra tante preoccupazioni e dolori, ma tu sei forte tesorina bella, hai preso dalla nonna, le donne della tua famiglia sono tutte forti, Koi compresa !
    Il ritorno al Vegetarianesimo lo accolgo con piacere e rispetto perché so che se sei arrivata a questa decisione è per stare bene e per farci stare bene.
    Il miglior regalo che potevi farci, scrivere e dire a tutti noi ” hey sono qui, con tanti pensieri e tanti pezzi da rimettere insieme ma ci sono” .
    Cambia assolutamente la professione sui documenti ufficiali! Facci mettere SOGNATRICE, perché si può fare tante cose ed arrivare ovunque, ma ai sogni non si può mai smettere di credere ♥♥♥

    • Liz bellissima,
      che piacere leggerti. Mi sei mancata tanto e spero di poter fare presto scorpacciata di tuoi video o foto. Dimmi che hai fatto tanti video, ti prego. Sono indietro di tre lustri come sempre, scusa.
      Sei sempre così dolce e profonda con una sensibilità che tocca le corde più inaccessibili. Non so come ringraziarti.
      Ti abbraccio forte fortissimo <3
      E koi abbraccia te e i tuoi meravigliosi pelosetti sperando di poter giocare qualche volta insieme :*

  6. Ciao Cara Iaia!BENTORNATA, ti ho pensato tanto e soprattutto negli ultimi giorni. Ho pensato di scriverti ma poi mi sono detta che forse se eri assente era anche perché stancarti un pochino da tutto questo poteva aiutarti a stare meglio e quindi ho deciso di “non disturbarti” ma appena ho ricevuto la notifica del tuo nuovo post sono corsa a leggere! Che bello risentirti! Sono contenta che koi e nonna stiano meglio e spero che anche tu ritornerai pienamente in salute ❤!
    Forza che noi siamo sempre qui a fare il tifo per te nostra dolce scrittrice! ??

  7. Bentornata ❤ … ho adorato ri-leggerti perche pur sapendo di nn essere l’unica a leggere il fatto che dai del tu parlando al singolare fa si che il resto non conta. Parlavi con me. Nonna roccia… nipote di più. È un periodaccio anche qui…la gioia per la nascita che dovrà esserci tra un mesetto è annebbiata dal dolore per questi che saranno purtroppo gli ultimi giorni di mio suocero. Penso…egoisticamente forse…che una nuova vita lenirà un grande dolore. Lo spero..almeno per mio marito. Io mi sento annegare.. mi passi quei braccioli che tu non hai indossato? Anche le rotelle non sarebbero una cattiva idea.. essendo on un equilibrio precario. Io le tue novità le aspetto..senza programmarle prima. Giorno per giorno. Del resto le cose non programmate riescono meglio mi sa 🙂
    Un abbraccio..grande grande grande.

  8. Ben tornata iaia. Grazie per quello che hai condiviso, mi dispiace molto per il periodo difficile che stai attraversando, io due settimane fa ho perso la mia nonna.. Non so perché te lo sto dicendo, so però che mi ha tanto commosso leggere della tua… ti abbraccio virtualmente, se posso, come si può abbracciare un’amica che non vedi da tempo e che hai voglia di consolare e rassicurare un po’ ed alla quale vuoi augurare che i sogni della sua vita si possano materializzare sotto la luce migliore.

  9. Iaia mi sei mancata tanto…sei ovunque nella mia vita e anche se i social sono cattivoni per alcuni versi,per altri sono un modo per sentirsi vicini e rimanere in contatto con persone lontane! Mi sono mancate le tue storie su Instagram e i tuoi post su Facebook e sapevo saresti tornata!!! Ti voglio davvero bene…forza ragazza che la vita è bella nonostante tutti i guai che ci presenta ❤

  10. Mi sei mancata tesoro. Grazie di essere tornata. E grazie di scrivere così. E grazie per il blog, lo leggo con tanta passione, perchè so che tu ce ne metti tanta.
    E auguri Papà, e auguri pure a te e Nanda, per questo giorno che va celebrato ogni anno. Un abbraccio.

  11. E’ un sollievo per me rileggerti. In questi giorni di “lontananza” ho lasciato qualche messaggio qua e là, con un po’ di timore di essere troppo invadente, di disturbare. Aprivo il blog e non trovavo nuovi post, sbirciavo Instagram e niente foto… Poi ripensavo a quello che mi ripeteva sempre il nonno: “Nessuna nuova, buona nuova” e cercavo di convincermi che stavi solo riposando. Che ti prendevi, giustamente, il tuo tempo e i tuoi spazi. Mi spiace che sia stato per te un periodo difficile, ancor di più mi spiace non aver potuto fare granché da qui. Quando si tiene a qualcuno si soffre sapendo che non sta bene e, soprattutto, non avendo la possibilità anche soltanto di stringerlo per un po’, di abbracciarlo e dirgli “ok, sono qui.”. Cosa ci aspetta in questo nuovo anno proprio non lo so, ma so che, in un modo o nell’altro, potrai contare su di me. Sarò la tua rotellina di sostegno. E papà non avrà nulla da ridire, ne sono sicura. Tu non preoccuparti di quello che c’è scritto sulla carta d’identità. Preoccupati solo di pedalare accompagnata dai tuoi sogni, dalle tue ispirazioni, dalla tua meraviglia. Ti voglio tanto bene. <3 PS: un abbraccio alla nonna… i nonni sono creature speciali, in tutto e per tutto.

    • Difficile scriverti quanto io ti sia grata per tutta questa delicatezza. Se non addirittura impossibile.
      Davvero non merito tutto questo amore perché non riesco a ricambiarlo e.
      SOTTOLINEATO: vorrei INFINITAMENTE ricambiarlo.
      Mi sento davvero una schifezza. Non è che mi tiri un pugno per favore? me lo merito davvero.
      Grazie sempre Luci. Grazie sempre per essere così splendida, profonda, bella in tutti i sensi e presente.
      Ti voglio bene anche io e ti ringrazio ancora ancora e ancora.
      So che è un messaggio sconnesso, ripetitivo e.
      Ma io sono così emozionata adesso che faccio fatica anche solo a coniugare il tempo presente.

    • Iaia ha visto che tu scritto. Con estremo ritardo.
      Lo sai che sono vergognosa. Volevo scriverti ma poi mi faccio sempre così tante paranoie che non concludo niente. Il riassunto della mia vita relazionale in tre parole.
      Mancavi tanto anche tu. Mi farò una scorpacciata del tuo blog per vedere le meraviglie che scatti e che scrivi (a video come stiamo messi? voglio vederti di più! Egoista sono, sì!)
      Un bacio granfe e ti abbraccio forte mia adorata Nicol :*

  12. Ciao
    confesso che sono stata tentata più volte di scriverti per sapere come mai fossi sparita ma avevo paura di sembrare invadente e poi ho pensato che, per non scrivere nulla (seguo solo il blog, gli altri canali mi sembrano troppo “dispersivi” e odio cordialmente instagram, proprio per la sua velocità) doveva essere una situazione difficile

    Sono contenta che tu sia tornata, mi dispiace di tutto quello che ti è capitato, tutto insieme, manco a farlo apposta, sommando dolore a dolore. Scrivi che la situazione sta migliorando e ne sono contenta; capisco bene cosa si prova a stare in un ospedale a guardare una persona che ami stare male (e anche una cucciolotta, alla fine fa parte della famiglia come gli altri, ma non diciamolo ad alta voce, chi non ci passa non può capire) e tu non puoi fare altro che aspettare; fortuna che certe donne hanno una tempra di acciaio

    Non sono molto brava a consolare, ti mando un abbraccio stritolante sperando che ti faccia sentire meglio e spero che il desiderio che hai si avveri; lo yogurt non dovrebbe darti problemi di intolleranza e ti aiuterà a fare “scorta” di calcio che ti servirà

    A presto

    • Laura,
      ti ringrazio per la tua delicatezza e per il tuo pensiero che mi onora e lusinga. Come giustamente hai detto è difficile guardare chi ami soffrire e poco importa che abbia due gambe o quattro zampe. Gestisco ormai malissimo la preoccupazione perché terrorizzata dall’ipotesi di perdere. Solo l’ipotesi, che razionalmente dovrebbe purtroppo essere presa in considerazione a prescindere, mi provoca dell’ansia mai provata. Confesso a volte eccessiva e immotivata.

      Poi arriva -da non so dove- un minimo di forza e ti ci aggrappi. Poi arrivi tu e tutti voi e tieni duro ancora più saldamente fosse solo per tentare di ringraziare questa immensa fortuna che ho.
      Farò scorta di calcio, sì. E il tuo abbraccio stritolante mi ha già fatto venire un sorriso a 89 denti.
      Hai ragione con lo yogurt greco non ho avuto particolari problemi. In quantità minima minima minima. Staremo a vedere. Vuoi vedere che finisco in ospedale anche io 😀 ?!
      Ricoverata per idiozia e yogurtite.
      Già mi vedo.

      Un bacio grande e grazie infinite :*

  13. Basta novità, io le detesto.
    E bentornata, anche se non te ne sei mai andata.
    Niente pipponi, sono del nord e sono sintetica.
    Sai che lo yogurt bianco è da sempre uno di quei cibi che metto in cima alla lista delle cose a cui non posso rinunciare? Quindi sono sicura che sia il giusto amico per te.
    E sei mancata, e sono contenta che tu sia qui.
    E ama.
    Sempre.

    • Ti amo e devo spedirti ancora il regalo di Natale.
      Dici che puoi perdonarmi?
      Vabbè che dopo averti lasciato a MArzamemi da sola. Puoi perdonarmi sempre.
      GIUSTO?

      • A Marzamemi e non dimenticare in mezzo agli ultrà juventini a torino.
        <3
        sciocca donna, me lo vengo a prendere il regalo di Natale u.u (anche io ho una cosetta per te, tsk)

    • Amoreeellosso.
      Hai vinto la tombola e devo mandarti la crock pot ma non so se l’indirizzo è sempre quello.
      Ok questa la dovevo dire da un mese e scusami se lo faccio solo adesso.
      Fortuna che siamo amiche e sai che sono LO SCHIFODELLEAMICHEDELLATERRA e quindi non ti stupisci più di niente.
      Ti amo.
      (mi fai sapere su twitteruozapptelegram insieme a qualche insulto?)

      • Sempre lo stesso. Non devi scusarti e lo sai, non serve. Spero di vederti presto piuttosto.
        ( Ti è arrivato pacchetto crunchEd piuttosto???? )

        • Amore in ufficio mi hanno detto che.
          Ci sono 98529048203482934 pacchetti.
          Che io in fase depressiva non ho voluto vedere urlando: STOMORENDONONLOCAPITE?
          Mi conosci. Sai che non sono scenografica per niente.
          Lunedì mi rimetto in pari. Cerco. E ti dico (ma io emozionata adesso!)
          Spero di vederti presto anche io e quando vuoi questa: CASA TUA.
          (indirizzo uguale, ok. PRoCEDO!)

          ama.

  14. Bentornata (sì, anch’io sono assente da molto. sì, è un periodo un po’ così per tutti, forse, ma che ci possiamo fare? mi sei mancata tanto, sai? <3 )

    • Spero che tu sia assente perché stai facendo cose belle bellissime però.
      E se così non dovesse essere: CELAFAREMO.
      Solo questo possiamo gridare a gran voce. Solo questo.
      Anche se a parte questo vorrei poterti abbracciare forte.
      Grazie per avermi pensato Paoletta bellissima (ho un nuovo account Facebook perché quello non lo userò più. Devo purtroppo averlo per via delle pagine che gestisco. Posso aggiungerti?)

      Sei mancata anche tu.
      Davvero.
      ti bacio tanto.

      • Intanto baciamoci e stringiamoci tanto ❤️
        La cosa bellissima è che (finalmente) stiamo ristrutturando casa. Abbiamo iniziato a maggio. Sono 50 mq scarsi di casa, e abbiamo iniziato a maggio. Per tenermi buona hanno detto che sarà pronta a fine febbraio. Secondo me, mentono. Loro sono bravissimi (e non è cosa da poco) ma io comincio ad essere veramente stanca. E comincio a dare un po’ sull’isterico. Ma CELAPOSSIAMOFARE!
        (Tesoro, sarei veramente felice di essere di nuovo in contatto con te, quindi sì, e grazie ❤️)

  15. Sei mancata e tanto. Della tua assenza se ne sente la mancanza. Mi avvicino molto alle sensazioni che provi. Continue domande, continue pianificazioni.Ma dove sto andando? Bentornata :*

    • Silvia e tu sei mancata a me.
      Sono lusingata e onorata di far parte del tuo tempo e spero di essere un sorriso. Solo questo.
      Hai proprio ragione: dove stiamo andando?
      Papà mi diceva sempre che i programmi non servono a niente. Forse era tra le pochissime cose su cui non eravamo d’accordo.
      Quanta ragione aveva. L’ho capito quando è andato via.
      I programmi non esistono davvero. La vita è davvero oggi e bisogna accogliere il cambiamento, anche radicale seppur paralizzante, con più razionalità possibile.
      Ti abbraccio forte e grazie infinite per avermi scritto. Mi hai fatto un bellissimo regalo <3

  16. Bentornata Iaia! mi sei mancata, è bello leggere i tuoi post nel blog. E’ bello leggere il blog, o meglio io lo preferisco ai tanti social. Quindi sono contenta che tu sia tornata su “questi schermi”.
    Immagino anche il dolore per questa giornata; il 3 febbraio sarebbe stato il compleanno del mio papà mancato ormai quasi 8 anni fa. Mi fa strano scrivere 8 anni, perchè sembra ieri e soprattutto la tristezza e il dolore non sono diminuiti, anzi sembra che, soprattutto in alcuni momenti, siano ancora più forti. Quindi coraggio, un abbraccio, e aspetto con gioia di leggerti più spesso qui.
    Ciao, Chiara

    • Ciao Chiara,
      mi sei mancata anche tu e ti ringrazio per le tue parole. Ne sono lusingata e onorata. E come ripeto -ma è la verità assoluta- più volte ho sempre molta difficoltà a trascrivere con le parole quello che provo. Perché quando ti e vi leggo sento il cuore scoppiarmi di gioia e non posso che sentirmi fortunatissima e grata.
      Otto anni.
      Mi dispiace immensamente che anche tu porti questo fardello nel cuore. Quest’anno saranno quattro per me e come dici tu è assurdo anche solo pensare che siano passati davvero. Sì, il dolore aumenta ed è inarrestabile soprattutto quando si pensa a quel maledetto “mai più” che mi perseguita. L’idea di non poterlo mai più vedere, abbracciare, baciare. Parlarci.
      Poi, come dicevo qualche riga fa con un’altra ragazza, arriva da non so dove una forza sconosciuta. Ti aggrappi e si ricomincia. Soprattutto perché, per quanto possa sembrare una frase fatta, i nostri eroi vedendoci tristi di certo lo sarebbero ancor di più sentendosi causa di tutto il dolore.
      O almeno io cerco di farmi forza pensando questo.

      Scriverò molto di più sul blog, sì. I social ultimamente sono così veloci e destabilizzanti che mi impauriscono. Ti ringrazio tantissimo per l’incoraggiamento perché non solo è importante ma fondamentale.
      Ti abbraccio forte e ancora più forte in questi giorni difficili per te.
      Un bacione Chiara :*

  17. Bentornata .quello che hai scritto mi ha toccato molto ;forse perché un vero padre non l’ho avuto e un po’ invidio l’amore infinito che ti ha dato il tuo o forse è la consapevolezza che sei cosi come ti ho sempre “letto” e interpretato e la cosa mi conforta. Nessun dolore si assomiglia ma ogni dolore ci avvicina l’un l’altro.e grazie di condividere parti di te

    • Ti sembrerà una cosa detta giusto per. Ma non lo è. Anche perché ho tutti i difetti di questo mondo e pure di tutti gli altri mondi ma ho un unico pregio: non dico bugie (però a mamma che si è fatta i capelli rossi ho detto “stai benissimo ma ti preferivo castana”. Non sta benissimo tecnicamente. Sembra un umpa lumpa a cui è caduto una bottiglia di birra in testa. Magari tra qualche giorno le lascio solo una foto di un umpa lumpa sul comodino come segnale. Che ne dici?). Sono insomma quel tipo di amica che chiami quando vuoi sentirti dire davvero le cose come stanno. Forse la mia bravura è sempre stata quella di usare le parole giuste e molto cerimoniose (perché ahimè lo sono a livelli che danno fastidio anche a me) ma qualche volta mi sarei data un cazzotto in faccia da sola.
      Perché ti sto ammorbando? Perché tu mi piaci. Mi piace il tuo nick e mi fa sempre sorridere; geniale, semplice e contorto al tempo stesso. Quando vedo il tuo avatar è come se vedessi qualcosa di familiare. Le tue parole sono sempre importanti e hanno un peso.
      Sono felice di leggerti e mi mancava farlo.
      I dolori si avvicinano e si riconoscono. Pur vivendo vite distanti e diverse questo mezzo mi ha dato l’opportunità di capire che attraverso parole, suoni e immagini ci può essere una vicinanza, un’empatia, una magia se vogliamo, che nel reale raramente accade. Che due anime -se vogliamo chiamarle così- possono sfiorarsi e capirsi ed essere catapultate in una sorta di frullatore emotivo. Dove tutto si mischia ma confuso non è. Anzi diventa ancora più comprensibile.
      Mi dispiace immensamente che tu non abbia potuto provare quello che meritavi.
      Ti abbraccio forte e ringrazio io te.

      <3 :*
      (giusto per sdrammatizzare e sperando di farti sorridere: hai "letto" che sono una cretina e ora con la storia dell'umpa lumpa hai avuto conferma vero?)
      (comunque è davvero un UMPALUMPA LO GIURO !)

      • Gli Umpalumpa hanno la loro dignità da umpalumpare ..mia mamma si è appena fatta i capelli blu elettrico..forse voleva sembrare la fata Turchina?:)) Un bacio e ancora bentornata.mancavi molto

  18. Che bello rileggerti e leggere che le cose vanno pian piano migliorando. Ti ho pensato molto ma non ho voluto importunarti perchè a volte serve solo tempo. Abbi cura di te. Bentornata ♥

    • Dolcissima Paola,
      commossa ti ringrazio tanto. Non mi avresti assolutamente importunato ma capisco e apprezzo molto perché è una vera delicatezza.
      Ti abbraccio forte e ti ringrazio davvero infinitamente per queste parole che mi hanno riempito il cuore <3
      Un bacio grande.

    • Lunny bellissima <3
      Il mio angioletto biondo più bello.
      Grazie infinite per questo pensiero. Ne sono emozionata, commossa e felice.

  19. Sei mancata Iaia come mancano le amiche, ma so bene che si sono momenti nella vita in cui le priorità sono altre.
    Ho perso da poco mio padre e capisco bene la tua struggente nostalgia, so quanto ci si può preoccupare per il proprio cane e da “tirolesa” (un modo ironico per dire che non ho più la tiroide) conosco bene pure gli scherzi che questo piccolo organo può fare: è il motore dell’organismo se non funziona bene siamo ko.
    Ti abbraccio e se servisse offro tutto il mio aiuto. ? ti aspettiamo

    • Lady.
      Mai nome fu più azzeccato.
      Commossa, lusingata e onorata ti ringrazio tantissimo. Anche tu per me sei un’amica. E anche tu mi sei mancata.
      Non sapevo della tua tragedia e ti chiedo perdono. Nessuna parola può essere adatta in questa circostanza e vorrei solo poterti abbracciare forte in silenzio. Struggente nostalgia, proprio così. Poi ci sono dei momenti in cui i ricordi ti regalano grandi emozioni e frullati emotivi con scariche di adrenalina. Mi sono ritrovata più volte a piangere e ridere ricordando parti e giorni di lui. Una continua lotta emotiva che ti ricorda davvero, con infinito dolore, i significati più importanti della vita.
      Anche io nel mio piccolo sono a tua completa disposizione qualora mai potessi essere d’aiuto.

      Anche la mia mammina è tirolesa (è un nome carinissimo!) e mi sa che qui in famiglia non stiamo molto simpatiche a questo motorino!
      Ti abbraccio forte fortissimo e ti mando un bacio enorme.
      Grazie.
      Infinite.

  20. Cu cu!! Ben riapparsa cara!!! Ci sei mancata ❤️ Prenditi tutto il tempo necessario per pensare e decidere il da farsi. Noi rimaniamo qui ad aspettarti così come sei…. sognatrice, sensibile, giocherellona, geniale e sincera. Un abbraccio Iaia cara!!!!

    • Laura,
      ma.
      ma.
      ma.
      Ma io non so mai come rispondere.
      Io voglio solo spaccare questo monitor e trovarti al di dà dello schermo così da poterti abbracciare e sbaciucchiare.
      Grazie. Grazie infinite per queste splendide parole che spero di meritare.
      Ti abbraccio forte fortissimo <3
      e ti mando un bacio ENORME!

  21. Bentornata Iaia. Dispiaciuta per gli spiacevoli eventi che hanno reso il tuo nuovo anno un tantino “movimentato”, ma felice di leggere che sia la nonna che Koi stiano meglio. Adesso concentrati su di te, su ciò che ti fa stare meglio (e non solo fisicamente)e lascia perdere tutto il resto.
    Io di social ne capisco ben poco e anche di numeri, sarà un mio neo. So per esperienza altrui, che può aprirti delle porte (sempre che si abbiano le chiavi), io probabilmente, non ho neanche provato seriamente. Ma tu Iaia, hai quelle chiavi e , come hai scritto, quando sarai pronta, realizzerai i tuoi sogni..anche se per chi ti segue lo sei già. Un forte abbraccio. Ale.

  22. Ti voglio bene Iaia <3 Mi sei mancata, ma ricordati sempre di respirare. Un passo alla volta, amati. Noi saremo sempre qui ad aspettarti <3

  23. Iaia, io non sono più su fb, poco su instagram, sono molto asocial, sono contenta della tua decisione di dedicare più tempo al blog io ci torno volentieri qui a casa tua, a divertirmi nel leggere i commenti quanto i tuoi post.. Ti voglio bene e andrà tutto bene, i tuoi progetti, la tua salute, koi,la nonna ❤ irene

  24. Come sempre, da quasi dieci anni che ti leggo, mi hai toccato il cuore e profondamente emozionato. E volevo dirti che, nonostante tu non ti senta ancora arrivata nel punto in cui vorresti, sei una delle mie artiste/illustratrici preferite. Quelle spilline che mi spedisti tanti anni fa le esibisco ancora con orgoglio.
    Sei un’anima speciale, Iaia. Davvero. Grazie di tutto.

    Camilla/opaltales/vattelappescaquantinickname

  25. I tuoi piccoli passi indietro danno una ventata di libertà anche a me…ho aspettato questo post in silenzio ma speranzosa 🙂 E ora e’ bellissimo riaverti qui <3

  26. Che bello, sei tornata! Tanto tanto contenta. Sono poco social per carattere, non sono su facebook, niente instagram e mi chiedevo cosa fosse successo. Anche il mio papà è andato in un altro posto a riposare, e non dimentico la sofferenza di quei lunghi giorni, proprio a fine gennaio di un paio di anni fa, te ne avevo parlato su yt e tu fosti amorevolissima. Io ti ammiro, sai sempre esprimere ciò che sei, attraverso la scrittura e il disegno, e sei capace di suscitare grandi emozioni, di questo ti ringrazio, questo fa sì che anche chi ti segue sia in un certo qual modo “speciale” e di riflesso anche io mi sento “speciale” nella mia totale incapacità di essere qualsiasi cosa. A presto quì, abbi cura di te, ti si vuole bene.

  27. arrivo qui.. scrivendo dal pc di mio fratello che è odioso (il pc e non il fratello, cioè a volte pure lui..) che ha una tastiera che se non pigi da romperla non ti mette nemmeno lo spazio tra una parola e l’altra… dicevo arivo qui e devo scorrere infinitisimamente in basso per poter commentare…
    e ti leggo e rileggo maghetta, cercando di capire tra le righe (ma non riesco ovviamente) cosa ti è successo fisicamente…ok tiroidite,però se ti va quando ti andrà la mia mail te la scrivo sotto qua… perché io VOGLIO SAPERE e non perché sono ficcanaso,ma perché TI VOGLIO BENE perché ti ho aperto il mio cuore ed il mio mondo nero,la mia di malattia e quando lo faccio, così..lasciandomi andare è perché sento che di là ci sta una presa.. un po’ come la spina che entra ..il maschio e femmina.. il polo + e il polo – .. solo per questo…
    detto ciò.. IO non seguo tutti i ventimila social sotto i mari, ma entro qui nelle casette vostre .. si, qui ci entro, perché mi piace,mi sento a casa, accolta, mi siedo con una tazza vicino e sto qui a leggere, parlare…quindi io posso solo che dirti.. RESTA QUI,PERCHE’ IO QUI TORNO,CI VENGO E PASSO SEMPRE.. poi magari non mi faccio sentire,perché non scrivo… ma passo,osservo,ascolto….
    ti ho letto una volta e mi è bastata per attacarmici a te come col bi-adesivo..e ci voglio restare appicicattisima e legata a te dal mignolino, come le gemelle Terry e Megghi di un cartone animato giapponese di quando ero bambina che unendo i mignoli si teletrasportavano ovunque…
    credo di aver parlato a vanvera come sono solitissima fare .. credo che mi sarebbe anche piaciuto tuo padre…(il mio invece un po’ meno)…
    TI VOGLIO BENE MAGHETTA …
    MANU..

  28. Iaia abbiamo tutti un bellissimo pensiero per te, mi sei mancata ma sapevo che sarebbe andato tutto bene e che saresti tornata ❤️ Ti abbraccio e ti ringrazio

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Le mie Storie in Cucina

Articoli recenti

Le polpette di melanzane di mamma

La mamma ha sempre ragione anche quando non ce l'ha. In cucina poi non ne parliamo. Se la mamma dice "a occhio" allora tu devi fare "a occhio", fine del discorso.

Il Cantalupo con la feta

Un piatto facile, veloce e strepitoso. La feta con l'anguria, da anni, è una certezza ma con il cantalupo hai mai provato?

Le Ricette di Mamma – Siciliane a base di pesce

Ti racconto alcune delle ricette siciliane che mia mamma prepara da sempre. Delle preparazioni che non sono solo piatti ma scrigni di ricordi, giorni e vita. Un tour tra cuore e tavola.

Le melanzane più buone! Come le fa mamma

Una delle ricette che amo di più e che mangio sin da piccola. Che sa di tradizione, amore e casa.

Crema salata agli arachidi

Una crema strepitosamente buona che ti lascerà senza parole a base di burro d'arachidi e salsa di soia. Perfetta per condire insalate, involtini primavera e vietnamiti con le cialde di riso.

More recipes like this