TONYMOLY Tako – Il polpettino dolce che sta facendo impazzire tutti

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Ciao sono Iaia e ho un problema con Tony Moly da un paio di anni.

“Ciaooooo Iaiaaaaaa” si udì in sottofondo nella sala dove si svolgeva la seduta terapeutica del martedì sera nel gruppo “Pazze dell’aggiungi al carrello sul sito di Sephora”.

Lo scorso anno avevo dato di matto con la Panda’s Dream White Hand Cream e pure con tutte le maschere, una su tutte quella all’alga e al pomodoro (e pure l’avocado, vabbè). La serie I Am real Mas Sheet Maschera, sì. Avevo comprato l’egg pore giusto perché era a forma di uovo e non potevo sopravvivere senza il lucidalabbra a forma di mela, ciliegia e bocca. Non mi sono mica fermata però, sia chiaro. Ho regalato a tutte le mie amiche il panda stick per le occhiaie e anche se non funzionava insistevo dicendo “bisogna averlo!” con una convinzione tale che ho davvero assoggettato tutti. Pure con la crema di banana a forma di banana che profuma di banana. E a me, inciso, non piace la banana e l’odore di banana, ma questa è un’altra storia.

Immagina la mia faccia quando ho visto il polpo più kawaii del pianeta nipponico sul sito di Sephora. È partita la sindrome di aggiungi al carrello ed eccomi qui con tutta la linea. È un po’ come quando nei gruppi americani di auto aiuto, che vediamo nei film, vedi quei tizi che hanno raggiunto un obiettivo e gli sponsor regalano la spiletta. Io ne portavo una al petto, tutta tronfia, con su scritto “non compra prodotti tony moly da almeno 4 mesi” e. E ho comprato tutta la linea del polpo aggiungendo al carrello senza sapere cosa fosse. Posso tenermi la spilletta o no?
(lo senti anche tu questo fragoroso “nooooo Iaiaaaaa” dalla sala?)

Sta di fatto che ne avevo bisogno. Il mio dito malato di questa patologia aggiungi al carrello lo sa meglio di me, no? Saprà lui di cosa necessito, suvvia! Vado avanti e la smetto, ok.

Il polpo nero è il Tako Bubble Pore Pack: una sorta di bubble mask, sì. Che pulisce e idrata le pelle. Ne applichi un po’ sul viso dopo averlo lavato ed entro cinque minuti compaiono le bolle. Non sono tante però. Non aspettarti un effetto scenografico pazzesco ma molto misurato. Mi piace l’effetto che lascia. Senza infamia e senza lode: carino e bon.

 

Il polpo bianco è il Tako Pearl Capsule Cream, una crema viso in capsule dall’odore molto gradevole che contiene estratti di perla e acqua marina minerale. Promette di lasciare la pelle luminosa dopo aver schiacciato tra le dita una o due perle intrise di crema. Piacevole, per carità. Non mi ha dato particolari problemi ma ho così tante creme che onestamente non credo riuscirò a essere costante.

Il polpo arancione è il glowing stick, un illuminante in stick. Ora io non ho mai usato un illuminante e non ho intenzione di usarlo. Perché l’ho preso? No davvero mi stai chiedendo perché l’ho preso? E pensi che potevo sfasciare così una famiglia? Insensibile! Vergognati!

Il polpo verde è il Color Corrector (c’è verde, pesca e viola) ovvero un correttore viso in stick con finitura luminosa che essendo verde copre gli arrossamenti e le zone con problemi cutanei. Mai usato il correttore verde. Fosse la volta buona che comincio anche solo per mettere a tacere quella vocina che continua a sussurrare “e perché lo hai preso? Vuoi crescere?”.


E perché mai dovrei crescere e smettere di essere felice nell’avere quattro polipetti sulla mia vanity table? A Tony Moly dovrebbero dare un premio per il buonumore che riesce a infondere. Certo gioca con forza anche evidente sulle malate del packaging (mi vedi con la mano alzata insistentemente un po’ come Hermione Granger a lezione di pozioni? Ecco. Io) ma chi siamo noi per abbandonare una famiglia di polpi adorabili in un magazzino Sephora sperduto? Chi siamo noi per non accoglierli in casa come è giusto chi sia?

Meditiamo insieme e agiamo: aggiungialcarrellosubito.

 

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