Ciambellone al tè matcha con i semi di papavero

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Quello che il cuore conosce oggi verrà compreso dalla testa domani, sosteneva Seneca. E Grossman che ci sono momenti misurabili solo con i battiti del cuore e non con l’orologio. Eppure ascoltandolo, sentendolo e dandovi priorità sembra di finire in quel pozzo che descrive Murakami. Un pozzo profondissimo e oscuro dove seguire le intuizioni -che non suggeriscono ma urlano- richiede un coraggio duro da trovare. Simbolo della purezza, immortalità e gentilezza, il cuore è la sfinge -l’ho sempre immaginata così come in Neverending Story– a cui porre le domande. Inutile però: le risposte le ricevi in alfabeto morse di battiti. E certi giorni interpretare il messaggio non è così semplice.
Non trovi?

Il mio cuore però continua a portarmi qui tra ricette, disegni, sogni e parole. Diventate ormai certezza, come la tachicardia improvvisa dopo il tè nero che mi fa sussultare. E sorridere, ormai. Urla il mio cuore di questo; che non è e non sarà mai il mio lavoro. E non lo sarà per scelta. Che è stato, è e rimane un modo per esprimersi. Un bisogno. Una necessità. Per mostrare quello che ho dentro; prima di tutto a me stessa. Sempre e comunque. Prima a me stessa.

Sono così felice di aver ripreso un minimo di ritmo; non ho alcuna aspettativa perché so già che ci saranno momenti impossibili da gestire ma non voglio pensare al domani. Voglio focalizzarmi su oggi. Fare bene adesso o perlomeno provarci. E, come mi sono ripromessa l’uno Gennaio su questa foto Instagram, mettere avanti a tutto e tutti: me stessa.

(e tunon lo chiedo mai ma- se mi leggi ti prego lasciami un segno perché è l’abbraccio e l’incoraggiamento più grande. Moltissimi mi scrivono “non so mai cosa dirti e rischierei di essere ripetitiva” ma. Gli abbracci e anche solo un bacio, che posso ricambiare, devono essere ripetitivi)

 

La Ricetta

  • 160 grammi di farina 00
  • 180 grammi di zucchero
  • 25 grammi di tè matcha in polvere
  • 80 grammi di olio di semi di girasole
  • 120 grammi di latte tiepido
  • una bustina di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • 25 grammi di semi di papavero
  • 4 uova

Separa i tuorli dagli albumi. Monta a neve fermissima gli albumi e nel frattempo setaccia la farina. In un recipiente metti la farina, lo zucchero, il tè matcha, il sale e il lievito. Aggiungi l’olio a filo e poi il latte tiepido. Una volta che hai mescolato per bene tutto e ottenuto un composto omogeneo aggiungi con movimenti dall’alto verso il basso gli albumi montati a neve fermissima. Non lavorare però troppo. Solo fin quando tutto è ben amalgamato. Inforna a 170 già caldo per un’oretta. Dipende sempre dal forno (te lo dico perché da quando l’ho cambiato sto davvero impazzendo!) e quindi per favore controlla sempre con lo stecchino di legno. Quando è asciutto sforna e lascia raffreddare prima di servire.

 

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6 COMMENTS

  1. Ciao
    se non ti aspetti che scriva cose profonde e speciali allora eccomi a lasciarti solo un saluto: piacere, sono Laura, faccio parte della maggioranza silenziosa che ti segue da un bel po’ ma non lascia commenti e che però aspetta sempre con piacere gli aggiornamenti, non per le ricette (non solo, almeno) ma soprattutto per te, quello che scrivi, il modo in cui racconti e ti racconti come de davvero parlassi occhi negli occhi a chi ti legge e non attraverso un video ma di persona, narrando di emozioni, persone e luoghi che grazie a te mi sembra di conoscere davvero; insomma perché mi fai sentire parte davvero della tua vita e a me fa piacere farti essere parte della mia
    Per questo, quindi, grazie
    E se tra un po’ non riuscirai a postare tutti i giorni ti prego comunque di non abbandonare questo luogo virtuale, ma di tornare comunque a visitarlo, anche dopo mesi, e scrivere e raccontare
    Io per parte mia aspetterò sempre con piacere di leggere quel che hai da dire
    A presto

    • Laura avevi premesso che non avresti scritto cose profonde e speciali e che sarebbe stato solo un saluto. “Mi fai sentire parte davvero della tua vita e a me fa piacere farti essere parte della mia” è commovente, poetico e profondo. E io ne sono onorata. Il grazie è solo a te.
      Perdonami se rispondo solo adesso con questo ritardo ma sai che ho il fuso orario più fuso di tutti e arrivo sempre tardi. Un po’ come il bianconiglio che urla prestocheètardiprestocheèètardi. Solo che io arrivo tardi davvero sempre e comunque.
      Prometto di non abbandonarlo questo spazio. Anche perché quando lo faccio abbandono sempre un po’ me.E’ questa la verità.
      Ti abbraccio e ringrazio. Mi hai reso felice.
      un bacio.
      grande.

  2. Io ti cerco ogni settimana quando preparo il menù della settimana successiva, sei un rituslr ormai, una fonte continua di idee in sintonia con il mio modo di cucinare e mangiare (e abbasso le sottilette! )

    • Giada.
      Giada, mamma mia, grazie.
      Ti abbraccio fortissimo e abbasso le sottilette. sì !
      Fondiamo un club e facciamoci sentire!
      (finirò nel girone dei sottilettinatori e fonderò tra le fiamme dell’inferno con loro)

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