I mostri biscottosi

La frolla con la confettura? Meraviglioso Evergreen

Una semplicissima frolla con della confettura di zucca e arancia, profumata allo zenzero che trovo a dir poco idillica. I biscotti famosi chiamati Occhi di bue, sono dei deliziosi dolcetti di pasta frolla. Si chiamano così perché la loro forma ricorda “l’uovo a occhio di bue”. Il “tuorlo” è la confettura che viene fuori dal diverso taglio di biscotti. Si possono preparare con tante forme diverse e imbottire di marmellata, confetture e creme.

Due parole sulla confettura di zucca

La confettura onestamente l’ho fatta a occhio -come spesso accade ormai- ma generalmente per un chilo di polpa di zucca cotta in forno e scolata aggiungo circa 300 grammi di zucchero con diverse spezie che ricordano quelle dei gingerbread. Le arance mi piacciono molto in abbinamento alla zucca (anche solo le scorze) e quel pizzico di limone e zenzero non possono mai mai mancare.

Come si fa la frolla

Per un chilo di farina uso 500 grammi di burro. La proporzione è sempre quella. Otto sono i tuorli e 400 grammi di zucchero a velo. Aggiungo sempre la vaniglia.

Togli il burro dal frigo e tienilo a temperatura ambiente per 10 minuti circa (se c’è un ambiente eccessivamente caldo anche meno, calcola tu). Frulla burro e farina e raggiungi un aspetto sabbioso e farinoso. Aggiungi lo zucchero setacciato bene e la vaniglia. Solo alla fine i tuorli e un pizzico di sale. Ottenuta una palla bella liscia, avvolgi in pellicola e riponi in frigo per 30 minuti. Trascorso il tempo metti la farina nella spianatoia, stendi la frolla e ricava dei cerchi. Una volta ottenuto un cerchio di 9 centimetri circa ricavane altri con un buco al centro, che saranno quelli della parte superiore.

Cuoci a 180 per 15 minuti circa, sforna e lascia freddare. Spargi la confettura sulla superficie del biscotto e poi sopra la parte con il centro forato. Zucchero a velo sopra e sono pronti.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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