Il panino di Mortadella per la Befana

Una tradizione di famiglia

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Mamma ha tre fratelli e una sorella. In cinque, sì. E sono gli unici zii che ho e che fanno parte della mia famiglia.

Lei é la maggiore. Mi ha sempre raccontato del suo terrore nei confronti della Befana; in realtà mi ha sempre raccontato di tantissimi aneddoti di famiglia. Mi piace sempre ascoltarli. E mi piace ascoltarne le varie versioni di lei, nonna e i fratelli.

La notte tra il cinque e il sei Gennaio stava sotto le coperte senza riuscire a tirar fuori la testa per la paura. Il lunghissimo corridoio diventava teatro di orrori immaginando una vecchietta imbacuccata con la scopa in mano carica di carbone, doni e dolcetti. Mamma e Maria Pia, sua sorella, trascorrevano così l’attesa. Lo zio Benedetto, più piccolo delle due, preparava un panino con la mortadella e un buon bicchiere di vino per ingraziarsi la Befana. Nonna di notte si rifocillava con gioia e tutti al mattino rimanevo impressionati dall’ assenza del panino. Lo zio Benedetto si era fatto consigliare dalla nonna. “Cosa pensi che possa piacere alla Befana?” chiese. La nonna non ha esitato “Un panino con la mortadella sono sicura che andrà benissimo”. Beh, andava benissimo eccome essendo una delle cose che piace di più a nonna (furbetta no?)

Questa storia mi è sempre piaciuta e mi ha sempre fatto sorridere. Me la faccio raccontare ogni anno sia da mamma che da nonna. E ogni volta ci sono dettagli, sfumature e ricordi che si mescolano.
Immancabile per me ormai l’appuntamento. La notte tra il 5 e il 6 anche io preparo un bel panino con la mortadella e un bicchiere di vino.

Come dice Nonna alla Befana va molto meglio. Altro che latte e biscotti che si preparano per Babbo Natale!

Il panino è rigorosamente la mafaldina

La mafaldina è un tipico panino del catanese -che vedi in foto- che passa alla storia come l’unico degno e capace di accogliere la mortadella. È proprio uno status symbol *segue risatina*

E la Befana quando viene a Catania pretende la mafaldina, sia chiaro.

 

Mamma mi racconta che non ha mai voluto farmi credere a Babbo Natale e la Befana proprio perché aveva paura che mi terrorizzassi anche io. Una scelta piena d’amore che mi commuove sempre.

Anche perché, pur sapendo la verità, non mi ha mai fatto mancare la magia.

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