La magia dell’acqua di San Giovanni

“Tutti gli elementi della natura vengono investiti da poteri miracolosi”

Sono tante le credenze legate a questa notte conosciuta anche come notte delle streghe; legato al raduno delle streghe per il loro sabba. Si fanno dei falò dove bruciare Roba vecchia in segno propiziatorio e molto altro; dipende in particolar modo dalla zona. E sono tanti gli antichi proverbi che riguardano questa notte magica.

“Chi nasce la notte di San Giovanni non vede streghe e non sogna fantasmi.”
Il proverbio evidenzia che i fortunati che nascono in questa notte sono investiti di poteri straordinari.

“San Giovanni con il suo fuoco, brucia le streghe, il moro ed il lupo.”
Il proverbio rileva l’usanza antica di accendere i fuochi, utili per allontanare la sfortuna e i contagi.

La notte magica

Il 23 Giugno, la notte che precede la nascita di San Giovanni Battista, è da sempre considerata una notte magica durante la quale si celebrano riti propiziatori capaci di purificare. È tutto legato alla magia del solstizio d’Estate che segna l’inizio della bella stagione; e quella soprattutto che deciderà le sorti dell’ autunno e dell’inverno con dei raccolti a dir poco fondamentali. Un abbracciarsi di cristianesimo e paganesimo in quanto la ritualità celtica, in origine, celebrava la natura. E questo è il periodo di massimo splendore con l’esplosione di luci, colori, frutta e verdura. Tutto quello che Madre Natura, in sintesi, ci regala (seppur lo faccia giornalmente).

Cosa serve e quando si prepara?

Questa notte magica che inizia durante il tramonto del 23 Giugno vuole che si raccolgano erbe aromatiche come rosmarino, salvia, basilico, menta ma anche fior come lavanda, malva, margherite, papaveri, camomille, rose e quello che chiaramente la natura intorno a noi è in grado di offrire.

Come si prepara?

In una grande bacinella d’acqua si mettono le erbe aromatiche e i fiori. L’acqua si lascia fuori tutta la notte in modo che possa assorbire la rugiada del mattino, che secondo la tradizione e superstizione, riuscirebbe a dare all’acqua poteri purificatori.

L’indomani mattina ci si dovrà lavare le mani e il volto con l’acqua.

A cosa serve?

Beh. Leggenda vuole che porti fortuna, amore e salute;  che sia capace di allontanare sfortune, calamità, invidia, proteggere raccolti e tutto quello che generalmente rientra nella sfera delle superstiziosi.

E chi non è superstizioso?

Non lo sono superstiziosa, ma credo sia un gesto/rituale molto bello. Intenso. Un sodalizio con la natura.

Un contatto con la natura e un ringraziamento. Gesti antichi, spesso criticati e derisi, che in realtà se presi con il giusto “significato” senza cadere in vane speranze o affidare a questo la propria vita e sentimenti, possono in qualche modo aiutarci. A rilassarci, a farci sentire parte della natura. Oggi più che mai. Che il contatto è praticamente inesistente.

Una tradizione che negli anni è diventata anche un po’ mia; merito sicuramente delle tante ragazze -in particolar modo del Nord Italia ho notato- che su instagram la preparano, mostrano, fotografano e spiegano. In particolar modo la mia preziosissima amica Antonia. 

 

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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