Omelette con gli champignon

Funghi, polenta, zucca e tè caldissimo bollente da bere anche tutti sudati perché qui fanno 40 gradi con tasso di umidità del 989 per cento. Ma che importa? È il primo di Settembre e sono già in modalità Autunno. Canto a squarciagola Septemberrrrrmorrnnnnnn e BA DUUUU DAAAA DANCINGGG IN SEPTEMBERRRRR. Vengo mal sopportata da tutti. Un improvviso entusiasmo si è impossessato di me e una semplice e ridicola omelette si è trasformata in qualcosa da immortalare (capisci come Sto messa?). Per fare l’omelette perfetta occorrerebbe del formaggio, dell’erba cipollina, burro e pure del prosciutto in genere. Non ho messo il formaggio. Non avevo l’erba cipollina e non ho usato neanche il burro. Il prosciutto neanche lo nominiamo. È già tanto he ho fatto delle uova, diciamolo. Anche perché continuo fortemente a sostenere che con la farina di ceci è pure più buona. Ma non vivo da sola*disse ripetendolo come un mantra* E non tutti qui in casa sono dello stesso avviso.

Vorrei cominciare la settimana dei funghi e per un po’ di giorni darti un po’ di respiro da patatepatatepatate. Ma no. Non ho mica finito e ho ancora tante ricette da pubblicare (le patate con il pesto di pistacchio, santapatata, me le sogno ancora la notte. Devo mostrartele!). I funghi sono solo un’esca per farti credere che smetterò di assillarti ancora.
Ma chiaramente mento.
E ci tenevo a dirtelo.

Come fare l’omelette con gli champignon neanche te lo dico perché mi vergogno pure. La saprai fare meglio di te. Quello che posso dirti è che qui con basilico e pepe l’hanno apprezzata parecchio e mi sembra un dettaglio degno di nota (o forse no. Non ne sono sicura).
Sono così felice che sia cominciato Settembre che non rispondo di me.
In effetti non rispondo mai.

Mi dileguo canticchiando September Morn e BA DUUUU DAAAA DANCINGGG IN SEPTEMBERRRRRR. Grazie al cielo non puoi sentirmi.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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