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La Babka al fondente

Sulla Babka al cioccolato ho ticchettato tanto. Non è pane ma neanche brioche. Non è una torta e non è una ciambella. Non è morbida nel senso spugnoso ma neanche troppo compatta. Non è dolce e neanche salata (questa versione al cioccolato però è sicuramente più dolce, sì). E’ buona. Qualsiasi cosa sia è una meraviglia buona. Sinteticamente: Babka. E Babka in polacco significa: Nonna.Trovo che il nome sia poetico, dolce e profondo e che riesca a riassumere perfettamente l’essenza di questa preparazione. Ho provato tutte le babka, ma soprattutto a quella ai semi di papavero che piaceva moltissimo al mio papà sono molto legata. Oggi però per questo nostro viaggio in giro per il mondo ti propongo la versione golosa. Sicuramente con tutto il cioccolato che nel periodo pasquale girerà senza sosta per casa questa rimane un ottimo modo per adoperarlo al meglio.

Viene decorata con glassa alla vaniglia ma anche con mandorle e frutta candita. Molte volte odora di rum; io non l’ho messo ma se vuoi metterlo nell’impasto, perché ti piace, sicuramente aggiungerai un quid. Viene preparata la Domenica di Pasqua in Polonia principalmente ma non manca mai neanche in Bulgaria e Albania. Ci sono diverse tradizioni e molte sono associate proprio alla Pasqua, mentre per quanto riguarda quella natalizia viene legata alla Romania. Un intreccio che può essere insaporito con cannella, vaniglia e tutte le meravigliose spezie. Alcuni mettono anche i chiodi di garofano che rappresentano proprio la croce, simbolo pasquale per eccellenza.

 

La Ricetta

  • 200 grammi di farina 00
  • 230 grammi di farina Manitoba
  • 8 grammi di lievito disidratato (ma se vuoi puoi usare anche quello fresco. Nel caso 18 grammi sono perfetti)
  • 90 grammi di zucchero bianco semolato
  • 230 grammi di latte intero
  • 4 uova di media grandezza
  • 100 grammi di burro
  • pizzico di sale
  • vaniglia

 

Ripieno:

  • 280 grammi di fondente
  • 2 cucchiai di cannella in polvere
  • 70 grammi di burro
  • un uovo

Per spennellare occorre latte e uovo sbattuto.

Vai di gancio e planetaria. Separa i tuorli dagli albumi e metti i primi nel latte mescolando un po’. Nella planetaria metti la farina, lo zucchero, il sale, il lievito e la vaniglia e a filo il latte con i tuorli. Solo alla fine il burro che deve essere a pezzetti ma non troppo freddo. Lavora l’impasto a bassa velocità per almeno mezz’ora e aggiungi il burro pian pianino. Una volta che l’impasto è omogeneo e ben compatto lavora su un piano infarinato per qualche minuto e forma una grande palla. Lascia lievitare in un recipiente imburrato e coperto per almeno tre ore e comincia a preparare il ripieno che richiede davvero pochissimo tempo. Devi tritare grossolanamente fondente in un mixer e aggiungere la cannella e il burro molto freddo da frigo in modo da ottenere un composto sbricioloso.

Una volta che è trascorso il tempo di lievitazione devi lavorare l’impasto sul piano infarinato. Con un matterello ottieni un rettangolo e metti la farcitura su tutta la superficie lasciando il bordo di almeno 4 centimetri. Sbatti l’uovo e spennella per bene i bordi prima di arrotolare saldamente. Devi ottenere adesso due filoncini tagliando il rotolo a metà nel senso della lunghezza e poi intrecciare per bene sigillando le estremità con le mani facendo forza. Una volta ottenuta la treccia devi trasferirla su una teglia foderata con carta da forno e spennellare tutta la superficie con latte e uovo sbattuto. Cuoci per 45 minuti a 180 finché tutto è dorato ma prima di infilarla nel forno lasciala riposare 20 minuti. E ammirala, perché è davvero bellissima.

 

Cozonac e Babka

Cozonac e Babka, due lievitati incredibilmente buoni, semplici e bellissimi da vedere sulle tavole in festa.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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1 COMMENT
  • wwayne 22/03/2019

    Il tuo post mi ha ricordato un aneddoto che raccontava spesso mia nonna.
    Lei diceva che da bambina aspettava tutto l’anno che arrivasse il Natale, perché sapeva che per quella festa le sarebbe stato regalato un cioccolatino. Allora quel minuscolo pezzo di cioccolata era un lusso inimmaginabile, che ci si poteva permettere appunto soltanto una volta l’anno. Adesso invece, diceva mia nonna, se ho voglia di un po’ di cioccolata vado al supermercato e me ne compro una stecca larga così e spessa così per un euro e spiccioli.
    Mia nonna ci faceva questo paragone per farci capire che adesso ogni giorno é festa, ogni giorno é Natale, perché ora possiamo permetterci di fare tutti i giorni delle cose che soltanto pochi anni fa erano delle comodità inaccessibili. E quindi finiamo per darle per scontate, non le apprezziamo nella giusta misura e non siamo mai contenti. Sei d’accordo?

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