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Cozonac e il viaggio verso l’isola di Pasqua

Maghetta stava sulla mensola del caminetto mentre osservava giù. Si era addormentata e non sapeva come fosse finita lassù. Di fronte a lei dentro lo specchio del mobile sembrava ci fossero le onde del mare. Vicino a questo c’era una valigia aperta e vuota.

Improvvisamente cominciarono a volare dei libri e dall’armadio volarono sciarpe, cappelli, costumi e cappelli. Pure l’ombrellino, il coniglietto Tuppete e i biscottini fatti dalla nonna avvolti dentro un fazzoletto pieno di merletti. La valigia si chiuse stringendo le cinghie fortissimo e cominciò a volare. Volò su sin allo specchio e poi di colpo si fermò.

Prima di essere risucchiata. Maghetta non credeva ai suoi occhi. Si sistemò il vestito tutto arrotolato e strizzò gli occhi per capire se stesse ancora dormendo. Scese giù dal caminetto e si avvicinò allo specchio. Più si avvicinava e più sentiva odore di cioccolato. Lo specchio non rifletteva la sua sua figura ma onde di mare. E in fondo in fondo una piccola mongolfiera che sembrava avere il telo ricamato dalla sua nonna tanto era bello. All’improvviso un vortice. Velocissimo. Era cominciato il Viaggio. Quello che l’avrebbe portata sull’isola di Pasqua.

Da domani, 18 Marzo, fino al 21 Aprile che sarà Pasqua viaggeremo insieme tra meraviglie. Una ricetta al giorno sul blog intorno ai mondi, idee extra qui su Instagram e non solo, sorprese nascoste, illustrazioni e racconti. Un viaggio che spero ti porti sorrisi e luce. Non serve la valigia, che come vedi si prepara da sola, ma fantasia e voglia smisurata di bellezza. Sei pronto/a?

Comincia il viaggio!

Come ti ho preannunciato su Instagram Iaiaguardo, da oggi fino al 21 Aprile ovvero quando sarà Pasqua, ci sarà un contenuto al giorno -qui, su instagram e sul canale youtube– e un viaggio attraverso le tradizionali Pasquali di tutto il mondo e non solo. Anni fa abbiamo fatto un Tour Pasquale prettamente italiano e tra casatielli, pupi cull’ova, cuddure, stiacciate, torte pasqualine, pastiere e torte al formaggio abbiamo percorso insieme, io e te, tutta la penisola. Quest’anno vorrei farne uno -come quello Natalizio del 2014- intorno al globo. Dalla Russia alla Finlandia passando per il Messico e la Grecia senza dimenticare i meravigliosi paesi mediorientali; alcune ricette saranno tipicamente pasquali, mentre altre scelte per essere inserite e contestualizzate.

Spero che la mia selezione ti piaccia e che questo viaggio, ti confesso faticoso dal punto di vista organizzativo, sia entusiasmante e capace di farti sognare. A proposito di questo vorrei ricopiare la caption scritta, come ti dicevo, su instagram perché rappresenta il biglietto di partenza.

“Da ormai cinque anni esatti non mi concedo una vacanza. Ho dovuto imparare tutto da capo. A vivere in un altro modo. A diventare anche un’altra persona. Ad assumermi -questo l’ho voluto- le mie responsabilità. Non ci sono state più mattine spensierate poggiandomi sulle spalle di papà ma erano le mie che dovevano essere e diventare belle forti e anche molto capienti. Passare da figlia unica viziatella che poteva permettersi di dedicare il tempo alle proprie arti e ai propri sogni a responsabile di vite altrui e lavori strettamente -perché è così- legati a un mondo maschile, è stato a dir poco scioccante. Mi avessero detto cinque anni fa che sarei arrivata qui nonostante tutto senza perdere completamente la ragione non ci avrei creduto. Mi avessero detto che ci sarei riuscita e che con grandi complimenti da parte di tutti avrei portato avanti il nome di papà, mi sarei fatta una grande risata isterica. E invece. 
Adesso ho quasi trovato un equilibrio. Quasi, sì. 
Ho prenotato la mia prima vacanza in questa seconda vita e lo farò ancora e ancora senza smettere. Mi sono messa in testa di partire da dove tutto sembrava finito. E con la consapevolezza di me stessa che ho adesso so che lo farò. 
Ti racconto questo per dirti quanto sono brava? No. Non lo sono più di nessun altro. 
Ti racconto questo perché negli anni grazie a te ho potuto viaggiare ugualmente. Attraverso disegni, cibo e parole. Sul Blog diverse volte, se mi leggi da un po’, sai che ho organizzato veri e propri tour: natalizi, pasquali e molto altro. È stato un modo per non fermarmi con il cuore visto che fisicamente rimanevo paralizzata, più che immobile. È stato un modo per viaggiare ugualmente non smettere di fotografare, disegnare e scrivere. Perché le ragioni che mi portano a fare tutto questo sono strettamente personali; quella che più volte ho definito la terapia più efficace.
Non ho mai voluto essere qualcosa di specifico. Non mi sono mai voluta dare un’etichetta. Ho solo voluto essere vera. Lo scorso anno non sono riuscita a fare il Tour Pasquale e neanche l’anno precedente e quello ancora. Ho lasciato libri da pubblicare da parte. Ho lasciato quello che era giusto fare non solo per me. Ho imparato a essere meno egoista e a non pensare solo ai miei sogni. Quest’anno mi sono impuntata e costretta a esserlo un po’, però. Per questo motivo partiremo insieme, come i vecchi tempi, con un tour tra disegni, cibo e ricordi. Un viaggio intorno al mondo con più di 40 ricette. Dal 18 Marzo fino al 21 Aprile, infatti, ci sarà una ricetta al giorno e un contenuto qui e sul Blog. Tornerò, come ho promesso a molte di voi, su Youtube cercando di filmare giusto qualche preparativo e alla fine di questo viaggio “virtuale” prometto che ti porterò con me anche in quelli reali. Perché ti porto sempre con me. Soprattutto nel cuore.
E se a qualcuno tutto questo potrà sembrare patetico e melenso sono felice. E sono felice perché significa che sono diversa e lontana dai motivi altrui che spingono la sovraesposizione qui. 
Il mio motivo è sognare, farti sognare. Farti mangiare, senza paura. E viaggiare. Con una mongolfiera, sommergibile e tappeto volante, ancora meglio”.

Cozonac

Il Cozonac è il dolce delle feste bulgare, rumene e anche albanesi. Molti lo attribuiscono alla cucina rumena ma in realtà appartiene alla cultura e tradizione di molti paesi dell’Est. Si tratta di un pane dolce arrotolato con ripieno di noci, cacao e frutta secca con la presenza di semi di papavero; molti dolci dell’Est, e lo abbiamo visto insieme più volte, hanno la presenza di questi deliziosi granelli. Una preparazione che piacerà moltissimo alle persone che non amano i dolci troppo stucchevoli e leziosi; il sapore prevalentemente sa di pane ma poi il ricco contenuto esplode in bocca. Molto scenografico, è perfetto per le tavole in festa.

 

La Ricetta

Per l’impasto:

  • 250 grammi di farina manitoba
  • 250 grammi di farina 00
  • 10 grammi di lievito di birra fresco
  • 80 grammi di zucchero
  • 180 grammi di latte intero
  • 110 grammi di burro
  • 2 uova
  • vaniglia in polvere, un cucchiaino
  • un pizzico di sale

Per il ripieno:

  • 140 grammi di noci sgusciate e tagliate a pezzetti
  • 20 grammi di cacao amaro in polvere
  • 20 grammi di cioccolato fondente
  • 80 grammi di zucchero
  • 60 grammi di latte intero

In un pentolino sciogli nel latte il cacao amaro in polvere e lo zucchero e poi aggiungi il fondente. Aggiungi infine le noci tagliate a pezzettini e quando è tutto ben amalgamato metti da parte.

Adesso miscela le farine insieme e setacciale. Sciogli il lievito con un po’ di zucchero in 50 grammi di latte intero tiepido. Nell’impastatrice metti la farina, il lievito con il latte, le uova e lo zucchero e il latte che è rimasto, sempre leggermente intiepidito. E ancora la vaniglia cominciando a lavorare. Solo durante la lavorazione a bassa velocità aggiungi il burro a temperatura ambiente ma non troppo sciolto. Se serve un altro po’ di farina aggiungila senza problemi. Quando l’impasto si stacca dalle pareti infarina il piano e lavoralo un altro po’. Forma una palla e metti dentro un recipiente infarinato. Riponi in frigo una notte e lascia riposare.

Prendi l’impasto e mettilo fuori dal frigo fin quando è a temperatura ambiente. Dividilo in due parti e poi fai due rettangoli. Farcisci con il ripieno di noci e cioccolato ma lascia libere naturalmente le estremità. Avvolgi i due rotoli girandoli uno sull’altro come fosse una corda e poi poggia in uno stampo tipico da plumcake di forma rettangolare. Lascia lievitare per altre due ore. Trascorso il tempo: cuoci per quaranta minuti a 155 gradi o finché è dorato, perché dipende dalla lievitazione e dal forno. Alla fine lucida tutto con un pennello da pasticciere con acqua e zucchero e taglialo solo quando è freddo.

 

 

 

 

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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2 COMMENTS
  • lucia giannini 04/04/2019

    Felice come una bimbetta, eccomi qui con la mia valigina pronta per partire! <3

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