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Il sedano pare essere la panacea per tutti i mali e per tutte le disparate situazioni. Basta fare un giro per il web o tra le pagine salutistiche di libri/riviste/enciclopedie che sprizzano verdure da tutti i font, per comprendere sin da subito che si tratta di un amico fidato. Di quelli che devi incontrare lungo il corso della vita più e più volte. E’ un inno al sedano quest’oggi. Adoperato non solo in cucina ma anche e soprattutto in erboristeria (e in cosmesi), è un ortaggio che stupisce visto il suo stakanovismo; difatti svolge il suo lavoro in maniera maniacale ed eccelsa. Cura addirittura le ferite pur riuscendo a essere un eccitante dei sensi e quindi afrodisiaco (ora io sulla storia dell’afrodisiaco vorrei dissentire su tutti i fronti e capire esattamente cosa significhi questo termine abusato e ridicolo. Ma la prossima volta, va).


Io che parlo di Bloody Mary e Alcool è credibile quanto io nelle vestiti di “Giudice alla Sagra della Bistecca e del Lardo”; solo che in definitiva torna tutto magicamente nella sfera incoerente del mio essere perché è anche vero che sono definita ormai Food Blogger a tutti gli effetti. E anche una tra le più influenti *COFF-COFF* (che sta per: ha avuto più lei l’influenza che tutte le altre, suppongo. Cosa che stando alle ultime vicissitudini pare pure abbastanza attendibile. Avevo giusto scritto sul mio Libro che i vegetariani si ammalano meno *risate registrate in sottofondo). Quindi insomma sono una Food Blogger Influenzata Astemia che parla di Bloody Mary. E’ tutto coerente e normale, no?

Bene. Solo che io parlo di Virgin Bloody Mary. Ormai il termine Virgin per un’astemia incallita come me diventa automaticamente salvezza. Per noi alieni venuti da lontani che siamo conviviali come Dart Fener in un Party Total White ritrovarsi la lista “Virgin” nei locali insieme a quella di centrifugati e roba analcolica è una Fiestaaaaaaaaaaaa (devo calmarmi). A Torino c’è sempre una copiosissima lista di centrifugati, cocktail analcolici e roba fruttosa/verdurosa. Exki manco a dirlo è uno dei locali che frequento con più voglia e da cui mi lascio coccolare tanto (anche se ultimamente ci hanno dato sotto con i condimenti nelle insalate già pronte e la cosa mi ha infastidito. Ma si sa. Sono la solita rompiscatole). Non che mi facessi problemi a ordinare nelle grandi occasioni acqua frizzante con scorza di limone. Sono un ex cocacolista anonima e non mi vergogno ad ammettere che quando pesavo 140 chili (ieri su Twitter ho messo una foto di me a 120, giusto per la cronaca) annaffiavo TUTTO con la coca cola arrivando a berne anche quattro litri al giorno. Ne ho già parlato e anche di quanto e come i miei genitori fossero disperati per questo. Ho buttato giù talmente tanta coca cola che è incredibile il fatto che io possa avere ancora un fegato o degli organi interni (l’avete fatta poi la prova di mettere un pezzo di carne dentro la coca cola e lasciarlo lì per 48 ore? Se no. Fatelo vi prego).

"madamòchecestoallatooscuro". Così sintetizzò iaia guardo dal pianeta Trinacria1212. Poi arriva lo stampo per torte Dart Fener/Darth Vader (per par condicio che ogni volta altrimenti mi dispiace un sacco, uff) acquistato su Amazon (clicca qui per vederlo ed eventualmente-saggiamente aggiungerlo al carrello) e resisto solo il tempo di sfogare

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In una Galassia lontana lontana ( posso avere la scritta Star Wars in obbliquo che si perde all'orizzonte? Grazie Regia!) una giovane e sprovveduta Sicula, appartenente alla Famiglia dei PallidiRecidivi della Stirpe VestitiTUTTIdiNERO,  alle prime armi preparò i Rainbow Cupcake (a seguire diapositiva su Flickr).

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Tutte le ciambelle riescono con il buco. TUTTE. Basta avere una teglia con il buco in centro. Lo voglio cominciare così questo difficile Lunedì mattina. Con un po’ di sano genio. Ogni volta che sforno una ciambella mi siedo quindici secondi sullo sgabello dello snack. Poggio la mano sotto il mento. Fisso un elemento della mia cucina disastrata a caso (dove ci sono buttati i libri che prima erano nel salottochenoncèpiù. Dei Nani random. E pure i doposci. Ma che poi perché ho dei doposci se dove vivo ci sono quindici gradi a Gennaio?) e mi pongo una domanda. Solo una. Semplice, diretta e lineare.

“Ma è davvero così semplice fare una ciambella?”