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Non è che io stia promuovendo moltissimo il mio libro e va detto; sicuramente con un mea culpa ma neanche troppo culpa va. Ho fatto solo una presentazione a Catania (il 12 Ottobre ed è vergognoso che io non abbia ancora pubblicato le foto ma ci sono stati dei problemi con le fotografie ufficiali realizzate da una bravissima fotografa) e poi il nulla. Per il resto è stata una mia scelta. Mi sono state proposte diverse “situazioni” ma ho sempre rifiutato perché ho voluto restare qui. A casa. A seguire i miei amori e come tutti sanno la situazione delicatissima del mio papà.

Si fanno delle scelte nella vita e io ho scelto la famiglia, l’amore e l’amicizia. Quella vera. Diciamo poi che non sono bravissima ad autopromuovermi. Mi sembra sempre di essere invadente e faccio fatica. Mi impongo di scrivere qualcosa a riguardo e di buttare qualche link qui e lì ma poi mi rendo conto che nella battaglia editoriale dove ci sono MILIARDI di pesci nell’oceano certo facile non è.

Solo che io ho sempre creduto fermamente una cosa. Se davvero una cosa vale (anche un sorriso, intendo) non c’è marketing che tenga. Magari non ottiene i risultati sperati ma magari chi li sperava non era tenuto a farlo. Per me è già tanto e troppo così.

Sono al 5° posto tra i Bestseller di Amazon nella Categoria delle “Cucina per le Feste” e al sesto c’è Cracco con il Panettone; il che mi fa intuire che il mondo gira al contrario perché dovrei essere anni luce lontano da quel nome. Ma proprio.

Anni Luce. Il mio del resto per quanto se ne possa dire rimane comunque tutto tranne che un libro di cucina.

Doverosa Premessa: Riguardo le Tombolate Natalizie. Ho quasi spedito tutto. Manca il Galaxy Mini e qualche libro con scatoletta (perdono ma con le feste e la febbre e .E.e.E.e.e.e.e.e.e. E ho perso pure diversi pacchi. E’ stato ed è difficilotto). Visto che però durante le feste natalizie si hanno sempre problemi con i pacchi e scatoloni vorrei giusto tediarvi un attimo e fare piccolo aggiornamento (sì d’accordo mi avete sicuramente mandato una mail ma il problema è che ne ho 2349023948293482934823482384 e in mezzo agli auguri, lavoro, frizzi e lazzi FORSE qualcosa me la sono persa). Se qualcuno di animo caritatevole volesse dirmi qui molto velocemente “è arrivato brutta cretina”, oppure “non è arrivato scemunita pazza”, gliene sarei immensamente grata. Fine comunicazione di disservizio. 

Non conoscevo Omar Busi. Questo fa di me una pessima persona. Poi il Nippotorinese arriva con quattro libri monografici di rara bellezza e non reperibili facilmente in commercio, tra i quali uno interamente dedicato ai biscotti proprio di Busi (la Rubrica La Libreria di Iaia riprenderà presto. Adesso è tutto in fermento per l’organizzazione di questo nuovo anno già pieno di novità, impegni e sorprese. NONCELAPOSSOFARE. E io che l’ho cominciato con trentotto di febbre ho un leggerissimo rallentamento).

Un cioccolatiere di tutto rispetto Omar Busi e con una biografia da inchino. Del libro parlerò approfonditamente appunto nella mia Rubrichetta “La Libreria di Iaia” ma va detto senza troppi giri di parole che va preso immediatamente senza neanche pensarci due volte. In realtà ho smesso di biscottare già da un bel po’. Mi rimangono alcune ricettine biscottose però dell’anno precedente (un po’ di angoscia viene sempre pronunciando queste parole solo a me?) che mi affretto a pubblicare perché davvero la tabella di marcia è talmente serrata che dieci aggiornamenti giornalieri per quello che ho intenzione di fare: non basteranno.

Di necessità si fa virtù.

A me un po’ viene da dare un mal rovescio fortissimo sulla guancia per poi afferrare il cranio e sbatterlo ripetutamente su uno spigolo leggermente appuntito a chi mi chiede “ma come fai a mangiare il tofu? (troppo violenta? No. Quando ho la febbre sono diplomatica. Si vede? E ce l’ho alta anche oggi, Ho omesso di dire che strapperei i denti con le mie mani e ne farei collanine e che dopo aver rotto a caso gli arti ci giocherei a shangai. Ho voluto mantenermi sobria e stoica soprattutto). Mica te lo chiedo come fai a mangiarti cadaveri nel pentolino e carcasse di animali ammazzati nel peggior dei modi mentre dici “che profumino!!” offendendo (e molto) la mia sensibilità. Taccio. Addirittura cucino. Sto zitta. E siedo alla tua tavola di cadaveri. Fingo. Perché RISPETTO.

Io RISPETTO. Abbi almeno la bontà di non farmi domande idiote.

Il tofu lo mangio prima di tutto perché chi sceglie di vivere come me senza nutrirsi di derivati animali (e non lo fa per moda; che alla prima festa “ehhhh però il cotechino a capodanno me lo sono mangiato eh. Una volta l’anno si può”. Per me è cadavere a Gennaio. Alla Vigilia. Per le feste. Stessa cosa per latte-yogurt e compagnia cantante. Così per precisare) comunque qualcosa la deve mangiare se non fosse molto chiaro e poi perché alla lunga, visto che è sempre tutto questione di abitudine (per questo motivo non mangi il coccodrillo o il gatto. Se fossi nato in Australia o in Cina lo avresti fatto additando chi mangia il Coniglio e il Cavallo come accade qui), ci si abitua e sa di buono. Di alleato. Come il seitan. Che non sia buono come una bella bistecca fumante, lasciatelo dire, è un giudizio chiaramente soggettivo. Perché il sapore sarà pure buono ma se lo fosse anche quello di un bambino di tre anni marinato nella curcuma dubito fortemente che me ne nutrirei (mi sono alzata bene, vero? E’ che a domanda “macomefai. maperché? machesensoha? MA NON NE HAI DA FARE? Mi verrebbe di urlargli contro alitando addosso una ventata di aglio). Fatto sta che non accetto più nessun tipo di contestazione reale nei confronti del gusto del tofu (l’unico che può farlo è il mio amico Daniele; sia chiaro). Si può assaggiare e non provare più. Si può non assaggiare e farlo poi. Si può tacere e rispettare. Proprio come faccio io condividendo la mia vita con persone carnivore. Sempre con il sorriso. La gentilezza. E la cordialità. Sii gentile con me e non dirmi niente sul tofu e le mie meravigliose “schifezze” e io lo sarò con te e non ti parlerò di cadaveri, alto tasso tumorale e pelle rinsecchitabruttavizzaorrida come la Strega di Biancaneve (riè).

(ci voleva proprio tiè, vero Ombrellina?)