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L’idea risale allo scorso anno ma poi vabbè. Non c’è bisogno neanche di ribadire che Natale io abbia trascorso nel 2012. Il tempo. Il libro. Il dolore ingestibile. Non che adesso si possa gestirlo, sia chiaro, ma quando si conosce un mostro da più tempo sembra quasi che si faccia meno fatica anche se in realtà viene centuplicata. Quest’anno però a tutti i costi riuscirò nel mio intento che è quello semplicissimo di fare un Calendario dell’Avvento con voi, ovvero:

una sorpresa/premio ogni mattina da scartare insieme qui.

Volevo farvi aprire un cassetto del Calendario dell’Avvento. E farvici trovare qualcosa. Oltre a un abbraccio e un bacio che sa di grazie per avermi regalato tanto amore quest’anno.

Cosa sto dicendo? Sto dicendo che ogni giorno a partire dal primo Dicembre sino ad arrivare al Giorno di Natale ci sarà una super Tombola Natalizia con un piccolo pensierino in palio. Si troveranno pupazzetti, sciocchezze che fanno ridere, qualche mia illustrazione, disegni (solo perché c’è una richiesta pazzesca e io ne sono sconvolta e lusingata), libri e tanto-tanto-tanto altro ancora.

Vista la moltitudine di regali (e di conseguenza spedizioni che VOGLIO fare il giorno stesso in modo che ognuno riceva in “tempo reale” il mio pensiero) l’organizzazione dovrà essere serrata ed estemporanea. Non si ha il tempo ovviamente di fare file excel, adoperare il Sito Random.org e quant’altro, quindi ho pensato a questo piccolo “regolamento” al fine di agevolare le manovre.

E’ proprio arrivato il momento dove il Melograno regala il suo scrigno di perle rosse. Questa pianta originaria dell’Iran è presente in moltissime ricette che risalgono a una vera e propria reale antichità.  Con la melagrana (il frutto, che si fa sempre una discreta confusione. Io per prima, ahimè) nel periodo Natalizio ci si può fare davvero di tutto. Identificativo, questo frutto, proprio di questi mesi diventa protagonista di ricette dolci e salate. A partire dalle insalate (qui ce ne sono diverse) sino ad arrivare a corredo di carni. Piccoli rubini preziosi che sono poi le parti traslucide preziose che circondano il seme (si può inghiottire tranquillamente. Anche se detto da una che dieci anni fa inghiottiva il nocciolo dell’oliva sembra un consiglio pericoloso) danno un succo strepitosamente buono. Io spremo melagrane come arance e chi è avvezzo all’alcool, al contrario di me, potrà certamente apprezzare la scorza nella composizione di aperitivi. Pare che sia perfetta con il Vermouth.

Dal succo di melagrana si ottiene uno sciroppo più conosciuto come granatina (colpo di scena!). Anche se quelli attuali e industriali sono principalmente composti da succo di altri frutti e aromi.

Il succo della melagrana è a dir poco salutare e contiene benefici inenarrabili. E’ quindi buona norma iniettarselo in vena se possibile. Quando si ha tempo.

Nel 1989 l’ONU approva la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia con cui stabilisce che i bambini non sono più semplici oggetti di tutela e protezione ma singoli soggetti di diritti. Sul mio Libro “Le Ricette di Maghetta Streghetta”, edito da Mondadori (il mio ricavato andrà interamente devoluto all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) ci sono diverse proposte per dei cibi (spero) allegri che possano incentivare la fantasia, il gioco e la conoscenza. Un bimbo non deve avvicinarsi agli alimenti sono in relazione a quello che gli piace di più (patatine, cioccolato e hamburger) ma essere guidato, istruito e non in ultimo compreso e rispettato. Svilupperà naturalmente un proprio gusto che va assecondato tanto quanto il talento e la propensione a una determinata arte piuttosto che un’altra, ma è assolutamente necessario trasformare il cibo. Proporlo giocando nel modo più divertente e affine all’età del puffetto.

Sto scrivendo un romanzetto grafico su Torino e ne sono così entusiasta che. Che. Che non voglio dormire più. Ma disegnarla. La mia città magica. (Maghetta non ci sarà. Era per caso seduta lì a Piazza San Carlo, in quel momento)

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Quest’estate ho finito di scattare un centinaio di foto. E cento foto di cento ricette sono tante. Perché occorrono coreografie, tovaglioli stirati, fiori freschi, cibo buono (altrimenti poi che ne scrivi a fare?) e collocazioni “strategiche” per le illustrazioni e i disegni che lo renderanno vivo e magico. Ho finito queste foto mentre già ne stavo scattando altre e avevo voglia di altre ancora (ah e ora ancora altre. Voglio assolutamente scrivere della mia schizofrenia borderline). In cantiere ci sono così tanti progetti e idee che nell’iperuranio si assiste un po’ a un rave party tra neuroni. Essendo in pochi quindi, si fa maggiormente confusione perché ognuno tenta di dare il massimo. E allora urla e poga più forte. Beve più alcolici di dubbia provenienza e butta giù pillole (in questo caso Pastiglie Leone dopantissime) annaffiando il tutto con vino in cartone della Coop a basso prezzo. Cosa c’entra un rave party di pochi neuroni con questi bignè? Nulla, come è ovvio che sia.

No dai, in realtà è che non volevo fare troppo la misteriosa ma neanche scriverne approfonditamente (non per mio volere, si intende). Collocavo, come sempre, temporalmente gli scatti e quello che c’è tra i petali del tempo. Anche perché questo blog è la mia memoria. Visiva e temporale. Quando non ricordo qualcosa “spettacheguardosulblog” ed è fatta. La mia esistenza è servita su un piatto bello fumante di vita.