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Max ripete sempre che “nulla è per caso” . Lo stesso dice anche la Sirena dai capelli rossi. E ho cominciato a crederci anche io. Nulla è per caso. Oggi parlando dei gingerbread senza glutine avevo giusto nominato Biancaneve. Che già da un po’ mi onora con la sua presenza giornaliera tra i miei deliri, ricordi e mondi. E proprio oggi scambiando due battute tramite i-message con Max sostenevo che per alcune persone occorre del tempo. Che ci sono individui e universi importanti. Che avverti complicati, sconfinati e meravigliosi. Ed è per questo che vorresti avvicinarti con accortezza. Con un tempo giusto e non frettoloso.

Ho fatto pochi nomi e uno di questi era Biancaneve.

No. Non parlerò di quello che è accaduto ieri qui. E del vostro regalo. Perché per quello ho bisogno solo di un’oretta tutta mia. Voglio e pretendo di poterlo fare in un modo diverso da questo mentre corro, dribblo, scanso, butto telefoni in aria e organizzo. Lo voglio fare con calma. Piangendo ancora altre secchiate di acqua.

Ma una cosa sì. Il riassunto assolutamente doveroso anche se ieri in ogni modo ho cercato di.

Vi amo. Grazie. Non basteranno mai i grazie. Nessuna sorpresa mai. Niente mai nientedinientedinientediniente sinora è stato più bello.

Amici veri che hanno capito il regalo PERFETTO per me. Lo stamperò, duplicherò, incornicerò e imparerò a memoria. Mi occorre un po’ di tempo per organizzare anche una sorpresa a riguardo ma.

Ma come è che è? celapossiamofarcela. Come sempre.

Ieri vedere per tutto il giorno sulla testata Facebook di Pan di Stelle (e su Instagram) l’immagine qua sopra mi ha francamente, senza tanti giri di parole, sconvolta. Mi sono sentita parte di qualcosa di grande. Tralasciando il fatto di star parlando di Pan di Stelle che non ha certamente bisogno di specifiche riguardo grandezza e potere comunicativo e commerciale. Mi sono sentita di appartenere a una squadra. Ed è una sensazione nuova e particolare per una che solitaria nel profondo è sempre stata ed è.

Maghetta tra le pastigliette più famose del Mondo e della tradizione Piemontese e tutta Italiana di cui dovremmo essere poi molto orgogliosi, con l’immagine maghettosa sorridente tra coriandoli di sogni e felicità colorati mi ha gettato nella commozione assoluta. Per un discorso diverso sicuramente. Per un’amicizia nata per caso che ogni giorno si cementa con zucchero, fave di cacao, ricordi, accadimenti e voli pindarici. E non a caso mio papà ha festeggiato il mio compleanno riuscendo a mangiucchiare un pezzettino di Cioccolato Leone al settanta per cento ed io ho fatto lo stesso. Concedendomene non un pezzettino misero ma mezza tavoletta! (e nnnnammmmoooo!)

(ahem Charlie ha esagerato e, oltre a un Nano che fischia che presto vi presenterò, ha pensato bene di mandarmi mezza Fabbrica di Cioccolato. C’erano pure 12 Umpa Lumpa giusto per dirne una) 

Ed è davvero difficile in generale esternare cosa ho provato ieri. La reazione riguardo l’uscita del mio libro (santapizzetta ho detto MIOLIBROPERLAPRIMAVOLTA *sviene). Le parole. Le email. Le. Le.

Ho sempre ricevuto tanto e troppo ma ieri al grido di checefregadelpapasutwitternoidobbiamofesteggiareilcompleannodiamaghetta ho pianto così tanto, tra risate e commozioni, che ho pensato davvero fosse giunta la mia ora (ma impavida attendo i Maya che dovrebbero giusto arrivare. Io nel frattempo faccio ricette Maya per non farmi trovare impreparata).

Insomma per dire che. Che siccome devo smetterla con questo 12.12.12, in quanto vi ho francamente ******* (censura) e capisco che ******** (doppia censura): Grazie. A capo chino cercherò di rispondere a tutti. Ringraziare ovunque (avrò problemi su Instagram con i messaggi in arabo e cirillico. C’è un traduttore in sala?). Email. Twitter. Soloilcielosacosa. E.

E GRAZIE . Qualcuno mi dia un Grazie gigante lampeggiante subito!

Ho sempre festeggiato il mio compleanno qui con i Gingerbread e quest’anno, speciale manco a dirlo, saranno diversi (che San Montersino mi perdoni).

A proposito di Santi (Luca perdonami!)

Santa Lucia! Mi sarei dovuta chiamare così. Nonna Grazia lo voleva proprio ma poi. Grazia fu. L’onore siculo emerse *disse indossando la coppola e suonando il maranzanu sopra un carretto trainato da Nani da Giardino.

Vabbè ma che c’entra? (oggi è la giornata del Vabbè)

Vabbè i Gingerbread si fanno con la farina. Vabbè si deve mettere lo zucchero. Vabbè la ricetta di Montersino è la migliore. Vabbè all’albero ho attaccato proprio quelli. Vabbè c’è più gusto con.

Vabbè.

Ma se si è intolleranti al glutine (come la mia amata Biancaneve ammazzavolpini?) si può rimanere senza gingerbread? Magari in formato mini da inzuppare in piscine di latte e neve? No dico SIAMO PAZZI?! Li prenderei a ceffoni quelli che dicono sivabbèmaèmeglioconillatte. Sivabbèmaèmeglioconilburro. Sivabbèmaèmeglio.

Si vabbè era meglio pure se avevi un cervello, sarebbe l’unica risposta sensata da dare a questi geni dell’intuizione. Ma sta di fatto che TUTTI possono avere i loro Gingerbread. E che tutti i Gingerbread sono buoni allo stesso modo seppur diversi *disse salendo sulla sedia e agitando i capelli con sguardo infuocato.

(Ri)scoperta ultimamente la mia passione per la lana, che non posso in alcun modo portare avanti perché tempo non ne ho mavorreitanto, ho deciso di usarla in qualsiasi contesto. Arrotolo tovaglioli con la lana. Mi lego i capelli con la lana. Faccio trecce ai nani con la lana. Metto la lana nell’albero di natale di mamma. Intreccio la lana e faccio cuori da appendere. E ho deciso di adoperarla pure nei biglietti di auguri. Insomma che le pecore mi perdonino (cosa sto dicendo?).

Sta di fatto che pure i Gingerbread gluten free dovevano avere la loro sciarpetta di lana. Mossa fotograficamente intrigante ma non troppo dal punto di vista culinario.

Vedere il Nippo sputazzare lana al grido di “matiparenormale?” (ma che domanda è? Retorica a pioggia!) è sempre un’immagine che scalda il cuore più di un cappuccino macchiato (a proposito. Sapete che il mio Nuovo Nano bianco che usa la Nespresso si chiama proprio Macchiato?). 

(notizia interessante no?)

Il Nippotorinese odia come poche cose al mondo, oltre la Juve e visto il risultato tragico di ieri anche il Milan, il cioccolato bianco. Ed è giusto perché un Siculo odia i pistacchi salati. Cosa c’entrano i pistacchi salati e il cioccolato bianco oltre al fatto che vengon fuori ottimi muffin colesterolosi? C’entra eccome. Perché un Torinese proveniente dalla patria del cioccolato finissimo piemontese non può che provare orrore e raccapriccio dallo stupro inferto al gioiello nero.

Fatto sta che era il bimbo che potenzialmente avrebbe preferito il Ciocorì al Biancorì, se solo avesse mangiato roba commerciale così (sì. mangiava il panino con la marmellata fatta in casa biologica giusto per capirci). Ed io ero quella leggermente in sovrappeso (35 chili a 3 anni) che magnava Biancorì come non ci fosse un domani e inzuppava nel latte pure il compagnetto di scuola (anche se non era ricoperto di nutella). Gli antipodi insomma.

Quando ho detto che avrei preparato i biscotti al cioccolato bianco per dimostrare ancora una volta tutta la mia incompetenza culinaria, ha sentenziato che per nulla al mondo si sarebbe prestato all’assaggio.

Solo che poi al mattino gliene ho propinati due senza dire che erano gli incriminati contenenti polisterolo cioccolatoso e ha detto “uhm… non male ma non dirmi che…”.

E te lo dico sì. Che sono quelli al cioccolato bianco.
Per dire insomma che sì certo potrebbero pure passare per cioccolatosi ma lascerebbero comunque qualche dubbio. Come certo è che dipenderà dalla marca che si adopererà (oh e poi con il cioccolato bianco è giusto ribadirlo il matcha sta davvero più che bene. In fondo a questo delirio riesumo qualche ricettina dall’archivio perché mi pare che ne abbiamo davvero un bel po’). Io ho usato un cioccolato bianco proveniente dalla Svizzera dove il Nippo si dirige qualche volta in gran segreto perché in realtà è una spia Nippotorinesesicularussa e la base si trova a Ginevra in un sotterraneo di una banca svizzera che immagino sempre come quella dei Gringott  di Harry Potter. Con nanetti cattivi contabili iperorganizzati e accessi alla Goonies che manco Willy l’Orbo avrebbe osato tanto. Ma insomma.

CIOCCOLATAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA (chi ha capito la citazione ha tutto il mio amore incommensurabile).
Dov’è che ero arrivata? Mi sono persa nella camera 1212 della Gringott. Ah sì.

Il cioccolato bianco era svizzero ergo colpa sua. Non solo lo compri e pure in Svizzera. Ti lamenti pure se lo uso? Incredibile come io abbia sempre ragione (vedo Cristiana e Alessandra annuire fortemente. Vi amo!).

Sono biscotti semplici che si conservano benissimo in scatole di latta; meglio se regalate da Bestiabionda che confesso è stata una delle poche a regalarmi sempre oggetti meravigliosamente iaiosi. Quella tipa non ha sbagliato un colpo. In effetti mi manca solo per questo.

Biscotti semplici da preparare e conservare e pure un’ottima idea regalo da infilare in una scatola di latta. Bigliettino. Auguri. Ciao. Tanti saluti. Se si ha la possibilità di avere il timbro personalizzato (chicca su cui ho blaterato fino allo sfinimento già due Natali fa) meglio ancora. Il 100% Iaia è il mio preferito e quando posso lo metto sempre (lo metto pure sulla lista della spesa. Così. Senza senso alcuno).