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Avevo un letto blu come il mare, una poltrona arancione come la zucca e queste bacchette, dei peluche di Mordillo appesi a lenze che calavano dal soffitto. Avevo quadri con ritagli di Vogue e un acquario gigante disegnato con l’acrilico e le mie dita. Uno stereo con casse e un Petrof dove ticchettavo. Avevo una mano stanca di fare solfeggi con sette chiavi e tanta voglia solo di disegnare. Avevo. Avevo. Avevo.

Avevo, ho avuto e ho sempre troppo. E in questo troppo c’è la presenza di una mamma importante. Tutte lo sono, certo, ma è la personalità, l’essenza e l’anima ad esserlo. E’ stata una bimba cocciuta; di quelle che spaccano le chitarre in testa e spiaccicano spaghetti nei capelli ai fratelli. Perché? Il primo reo di cantare dopo l’ennesimo litigio con il suo fidanzato Turi. Il secondo reo di aver chiesto per capriccio la pasta in bianco rifiutando quella con la salsa, per poi rifiutare anche quella davanti alla comune madre esasperata. Ha tagliato l’orecchio a sua sorella per sbaglio quando aveva la mania di diventare parrucchiera a otto anni e ha punito il fratellino facendogli orologi sui polsi con i denti quando questo genialmente aveva pensato di bucare i muri per fare piccolimicrogarage per le macchinine.

Ha stirato sognando che un tipo alla Travolta in completo bianco passasse e la facesse sognare e ha trovato un elettricista con tanto di cinquecento che dipingeva i cerchioni di colori diversi quando litigavano. Aveva il completo bianco e glielo ha pure bruciato in preda all’emozione nella lavanderia dove è cresciuta con la sua migliore amica. Ha preteso di essere sposata in chiesa dopo aver pianto dieci anni davanti al disco dei Camaleonti e sognava una gonna di pelle che non è mai arrivata.

Il 4 Novembre è l’ora del tè e delle meraviglie lo sapevi?

Quando ho scoperto che il giorno in cui Alice entra nel paese del Meraviglie era il 4 Novembre, dopo pericolosa iperventilazione, ho temuto di svenire. Per poi non riprendermi più. Il 4 Novembre Alice cade nel tunnel ed entra nel paese delle Meraviglie. Il 4 Maggio attraversa lo specchio per tornarci.

Io un 4 Maggio di tanti anni fa dopo averlo rotto stavo quasi per non tornarci più. Non sarei sopravvissuta all’assenza. Poche volte, rispetto a quello che sento e riservo per altri luoghi, ho dedicato parole a lui. Ma per chi saprà cercarle non sarà difficile intuire che ne ho dedicate in maniera così avida perché tutte in realtà nascondono solo ed unico suono:

Pier.

Otto anni fa è iniziato tutto. Il Blog. La mia Rinascita. La mia morte. Non appena è arrivato con i suoi occhi verdi e mi ha preso per mano non è solo migliorata la mia qualità di vita ma è proprio cominciata.

La vita.