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Non mi piace affatto questo effetto della glassa al cioccolato su questo semplicissimo cupcake. L’ho capito nell’esatto momento in cui con quel beccuccio piccolissimo ho cominciato a farlo roteare e roteare e roteare. Ed era duro e difficile da maneggiare, manovrare ma. Ma avevo usato i miei portacupcake nuovi tutti incredibilmente traforati. Avevo pure le bandierine in pendant da mettere su e gli zuccherini colorati ma.

Ma non semplicemente colorati come quelli che ho avuto sempre. Dorati e anche un po’ grigio metallizzato. Anzi no. Canna di fucile come il bagno a casa di mamma. Cielo quanto mi manca la casa di mamma che non chiamo più casa mia ma che casa mia è.

Mi lavavo sempre in quei rubinetti color canna di fucile che spruzzavano da tutte le parti il calcare. Non c’è stata una mattina in cui non mi facessi la doccia ghiacciata, anche se era novembre. Quando ci sono 140 chili di morbidezza e grasso a tenerti compagnia si può sfidare il freddo. Voglio ricordarmi così; come una dolcissima lontra rotolante tra i ghiacciai.

Ricordo che non tutti si facevano la doccia al mattino e la cosa mi stupiva (sul fatto che non usassero l’acqua ghiacciata no. Non mi stupivo. Erano tutte acciughe che sognavano i mari tropicali). Pure parecchio. Certo in termini di tempo, guadagno di riposo e tutta una serie di motivazioni, in effetti erano molto più furbi e scaltri di me ma. Ma non riuscivo a concepire di poter andare a scuola senza aver prima fatto la doccia. Conoscevo una che addirittura si infilava i jeans sopra il pigiama. E credo che mi abbia turbato l’esistenza. Ma non è questo il punto.

Ottobre è ricco di appuntamenti importantissimi ed imperdibili. E’ il mese Rosa della prevenzione della LILT, Lega Italiana Lotta ai Tumori (qui il sito da leggere attentamente passodopopasso. Linkdopolink). Le iniziative Unicef rivolte ai bimbi con le orchidee (qui il link) che si potevano trovare Sabato e Domenica 6-7 in tutte le piazze italiane e il prossimo appuntamento con l’AISM il 13-14 ottobre. Come ogni anno con le mele (sms solidale 45504). La ricerca scientifica sta accelerando rapidamente per sconfiggere e debellare questo male che raggiunge numeri impressionanti ogni anno; fra questi una mia carissima amica che proprio l’estate trascorsa ha saputo di doverci convivere. 

E’ importantissimo quindi non arrendersi ed aiutare. Lo scorso anno qui tutti insieme abbiamo mangiato un’indimenticabile torta di mele. Ve la ricordate?

Quest’anno ne faremo una ancora più grande, bella e fumante. Se fossimo nello stesso luogo e tempo potremmo ritrovarci in piazza e scegliere le mele insieme. Ma sarà come farlo davvero se il 13 e il 14 ottobre saremo lì felici per fermare la Sclerosi Multipla. 

Io sarò quella scema vestita di nero, pallida con i colori dentro la borsa che colorerà e disegnerà mele ovunque. Pure sulle nuvole.  Magari questa settimana e la prossima rispolveriamo l’archivio culinario e ci diamo delle dritte su come far fuori queste delizie. I metodi sono infiniti altroché torta di mela. I chutney? Le marmellate? Le salsette per la carne di maiale? Le insalate? Le frittelle di mela, zucchero e cannella?

Diecimilachili non basteranno velodicoio! Ordunque esageriamo e imbottiamoci di mele.

(il lunedì mattina si ricapitola sempre, santocielo)

Sabato a Milano si sono svolti i Twitter Awards seguitissimi dai media, quotidiani e tv comprese (sono felicissima per il successo meritatissimo di amici del trio Lovvotica:  Davide Licordari, Rudy Bandiera e Claudio Gagliardini), a cui avevo promesso di partecipare ma mi piace confermare di essere una stupida asociale dedita al contrattempo più sfrenato, ergo ero super impegnata-super esaurita in giro a seguire il tutto dal tablet. Candidata in due categorie, Food Lover e Twitter più creativo non ho vinto in nessuna delle due a dimostrazione del fatto che in giro ancora un po’ di senno c’è. In compenso la vittoria mi è stata strappata da amici che meritavano molto di più di me. E’ rimasto l’affetto di tutti, le parole gentilissime nei miei confronti e quelle frasi di rito del tipo “doveva vincere Maghetta” che seppur goliardiche rimangono innegabilmente carezze e abbracci. E’ stata già un’impresa epica quella di riuscire a non essere presa a badilate sulle gengive mediaticamente.

E’ già davvero tantissimo per me.

E quindi come sempre grazie infinite a chi ha investito del tempo a sostenermi.

Ieri ho delirato circa la possibilità di cominciare un percorso fatto con step definiti, organizzazioni, logiche e strategie per.

Poi dopo aver scritto esattamente mille battute ho fissato lo schermo e mi sono seriamente chiesta come mi fosse potuta venire in mente l’idea di dire tante idiozie.

(nonostante io sia ancora detentrice del titolo Miss Idiozia 2012)

Bevo bicchieri d’acqua solo grazie all’ausilio della sveglia sull’iphone che me lo ricorda, posso davvero anche solo pensare di organizzare decorosamente qualcosa all’interno del blog (che per una serie di motivazioni – non sembra ma così è- sto trascurando)?

Sì. Acostodidiventarepazza (ah no. Lo sono già).

E insomma. Allora ricominciamo come si fa il Lunedì (ma senza minimamente sentire la voce di Pappalardo che urla perché santozombie ho un mal di testa epocale). E cominciamo esattamente da quello che si è spadellato qui al Gikitchen, soprattutto lo scorso anno dove sono stata maggiormente produttiva.

Quelli che seguono sono quindi (pseudo)Consigli per il pranzo e la cena di Halloween. Idee veloci soprattutto ma ugualmente sfiziose. 

Basta cliccare sull’immagine per essere indirizzati alla ricetta desiderata.

Otto anni fa quando questo blog si chiamava solo Maghetta Streghetta (adesso diventato redirect del Gikithen) e nella testata c'era disegnata proprio lei che ticchettava come fosse Jack Torrance all'Overlook Hotel, ad Halloween avevo organizzato con i miei amici più cari e sinceri del Forum

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Uff sì il mio sogno è fare cotolette di cocomero e allora? Sono quella che mette i mirtilli sulle polpette, la mela nell’insalata e il cocomero con la cipolla di Tropea. Quella che insiste che il mango con il caprino ma allo stesso modo con i mirtilli è davvero un ottimo abbinamento e il feta si può davvero servire con tutto, soprattutto con i fichi dopo averli arrotolati nella bresaola e aromatizzati pure con una deliziosa maionese. E allora perché non dovevo prendere un po’ di pere,  tagliarle e farci un’insalata? Del resto lo dice sempre il Nippotorinese “non fare sapere al contadino quanto è buono il formaggio con le pere”.

Forte del fatto che la torta salata con mele e cipolle riscuote sempre un gran successo per non parlare dell’insalata di fragole e fagiolini che non ha lasciato più nessuno sbigottito, insomma.

Tagli le pere, tagli il formaggio (io ho adoperato un pecorino niente affatto stagionato siculo. Dal sapore dolce), sbricioli due noci che se fresche come quelle che avevo io sembrano davvero mandorle appena sgusciate (ma è una considerazione assurda che non importa a nessuno) e un lettino di spinacino fresco giusto per dare colore ma anche la rucola va bene. Il tutto condito con il mio solito dressing di yogurt che ho raccolto in una ciotolina (era Vipiteno magro 01. naturale bianco non zuccherato) con un po’ di olio extra vergine di oliva e sale. Volendo si potrebbe pure mettere un pochetto di pepe nero a patto che sia macinato sul momento. 

No. Il Nippotorinese non mangia solo questa ciotolina. No il Nippotorinese ne mangia quindici. Sì lo faccio solo per le foto. No perchè.

Ah no. Niente giustificazioni, vero *si sbatte la mano sulla faccia.

E allora? Confesso che qui doveva solo servirsi cibo mummioso, occhi putrefatti, ciambelle ammuffite e roba halloweenereccia ma visto che siccome (il che siccome è un marchio di fabbrica registrato) devo sfoltire anche un bel po’ di ricettine che stazionano (nonostante le possa ugualmente programmare per novembre) eccomi qui a destreggiarmi calendario alla mano e planner blogger (perché sì. Senza Planner Blogger non si va avanti).Ed è la volta di una vellutata di fagioli che ho servito con una polpettina croccante di riso e carota. E poi alcune carotine che ho saltato semplicemente nell’olio di sesamo mischiato in una sorta di emulsione con la salsa di soia. Ma procediamo con calma che già mi sono confusa (e vi vedo urlare “ettipareche tiseiconfusasolotu?!”. E lo so. Calma calma).

Allora è una zuppettina cremosa vellutatosa e insomma “una poltiglia” fatta con i fagioli. Quellibianchibianchi. In pratica sono fagioli e panna liquida e un po’ di olio al tartufo (che con i fagioli ci sta bene) e vai di mix. E poi delle semplicissime polpettine che se non si ha voglia di riso ma di carne perché no? Solo che così (in porzioni naturalmente maggiori) si può pensare pure di fare un piatto unico. C’è il riso, il legume, l’ortaggio, pochi grassi, carboidrati, vitamine, proteine. No dico: e che vogliamo di più? (chi ha detto “un piatto di pastasciutta” ha tutta la mia stima ma è pregato di spostarsi nell’angolino buio).E quindi dividiamo un attimo le due cose ed organizziamoci.

Cliccando qui c’è la ricettina facilissima della vellutata di fagioli con olio di tartufo (checistabene).

Cliccando qui invece c’è la ricettina delle polpettine di riso e carote (che ci stanno bene).

Entrambe sono tratte, come mi piace sempre sottolineare quando non sono farina del mio sacco, da quelle due meraviglie di libruncoli che adoro. Uno l’ho pure inserito nella Rubrica “La Libreria di Iaia” e parla di polpette (se ti fa piacere leggere la pseudo recensione devi solo cliccare qui) mentre l’altro è sulle vellutate (e a breve comparirà nella suddetta rubrichetta).