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Quando sono stata invitata da Martino Pietropoli, The Ministry of  Photography, che non ha certo bisogno di presentazioni a scrivere per Run Lovers ho avuto conferma che davvero la fine del mondo fosse vicina.

Martino possiede,  oltre ad un immane talento nel fermare il tempo,  semplicemente i due bambini più belli del mondo; gli stessi che sono  capaci di inebetirmi davanti allo schermo mentre mugugno frasi idiote del tipo ” cuccibellissimo.umammachemeraviglia.santocielochebelllabello” come una gattara ottantenne in preda alle paturnie della menopausa alla vista di un cestino con tanti gattini.

Sfido chiunque a non emularmi vedendo questa e questa. Ho capito di avere una dipendenza dai due puffi quando mi sono ritrovata a sbuffare dopo un po’ di foto che non li ritraevano.

Poi arriva Big Ideas conosciuto su Santo Instagram ( perché è lì che becco geni, diciamolo) che  definendosi spilungone, creativocompulsivo, sarcastico, stronzo e lunatico rientra in assoluto alla voce ” da idolatrare”, possedendo le caratteristiche che apprezzo di più ( e diciamolo è pure senza capelli e chi ben mi conosce sa che è un valore aggiunto) 

Fatto questo outing di instabilità psicologica e credo voglia di maternità repressa ( oh ma se non mi vengono uguali mi arrabbio eh!) cercherei con non poche difficoltà di introdurre questa lusinghiera collaborazione.

Scriverò all’interno di Run Lovers delle ricette leggere ma al tempo stesso sfiziose (sottotitolo: lo spero perlomeno) legate all’attività sportiva. Perché siccome stava andando troppo bene il portale Martino e Sandro hanno pensato bene di farlo fallire miseramente con il mio intervento (come tutti i geni talvolta sbagliano nelle azioni più semplici. In questo caso credere che il mio apporto sia utile).

Grazie quindi a Martino, Big Ideas

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Una Domenica di maschere perché dove mi piace mangiare il gelato  di riso oggi c’era una manifestazione di cosplayer e allora ho pranzato con Capitan America, Super Mario Bros e la principessa Peach.

Il caffè invece con  Luigi, fratello dell’idraulico Mario ( avrei dovuto chiedere a lui per quel problemino al rubinetto in cucina mi sa) e Jack Sparrow. Ad attendermi poi la visione che rimandavo da Venerdì: Dark Shadows. Generalmente non faccio mai l’errore di non andare alle prime di Burton ma ahimè così è stato. Ho (abbiamo) resistito ben 48 ore e nonostante fossi(mo) preparati al peggio. Ancora adesso non ci siamo ripresi.

Barnabas ed io siamo separati alla nascita e benché  leggermente più pallida  ho le  sue stesse  unghie,  abbigliamento e   voglia smisurata di luce e ilarità.

E’ certamente il Burton a cui non ci si può abituare. Se Alice mi aveva giusto deluso un po’ più del previsto questo è riuscito nell’epica impresa di riuscirci di più. Sì, è il mio Tim. La fotografia e. I costumi. E . I Colori e. Le musiche. E.

Ma è come quando in un atelier di alta moda muore il genio e i successori ne riprendono le orme e lo stile ma quella visione e particolarità è irrimediabilmente scomparsa.

E’ sempre una 2.55 a pattella classica in pelle martellata matelassè con fermaglio CC, sì. E’ originalissima pure, eh. Ma non è il vecchio modello originale, insomma.

E sì. Generalmente solo per le cose importanti paragono e rapporto tutto ad una borsa. Di cibo c’è qualcosina in Dark Shadows e non vedo l’ora di inserirlo nella Rubrica Cibo e Cinema.

Adesso devo fare solo finta che domani non sia Lunedì e chiudermi nel mio adorato sarcofago.