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[vimeo http://vimeo.com/30727983] Un pomeriggio di Ibis Paint mi attende. Nel frattempo lascio queste immagini per un motivo soltanto. Per ricordare  a tutti che davvero sì. Ce la si può fare. E non morire.

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Se aggiungessi qualche scritta glitterata potrei ambire forse a peggior gif dell’anno. Devo rifletterci un po’ su. Il tempo mi manca e suppongo sempre più accadrà perchè ho scoperto che Ibis Paint per Ipad può essere davvero una valida alternativa alla megaemormetavolettagrafica che per ovvie ragioni non posso trasportare se non con un camion a rimorchio.La schifezza video qui sotto mostra il mio primo approccio. Lastylus Bamboo per Ipad è splendida e pur possedendola da mesi,  per svariate ragioni non ho mai potuto usufruirne come avrei voluto.

Bene, ho messo. Ieri, giornata mondiale dell’aggiornamento (pure il tostapane è ormai IOS5) è stata fruttuosa a dir poco. Durante le interminabili attese tra un lion e un altro e un leopard vecchio nell’Air 13.3 e un 11 con chiavetta e soloilcielosacosa, ho pasticciato questa inezia giocando con gli strumenti. Il risultato è stato sorprendente.

 

 

E poi dicono che non mi fermo mai. Ieri ad esempio per dodici minuti sono stata così. Da troppo tempo il mio facciotto pallido non compariva e così giusto per rovinare il week end allego diapositiva. Sorridente e ilare come sempre, abbigliata con colori vivaci e allegri sprigiono letizia da ogni poro e tassello di mosaico. Perchè non è il bianco e nero della foto. E’ proprio bianco e nero. E’ divertente notare come tutti credano che io, viste le mie passioni, mi abbigli in maniera stravagante e coloratissima e infonda giovalità. Più volte sono rimasta atterrita dall’immagine che si ha di me. Saltellante, colorata, divertente e anche un po’ kawaii tipo le bambolotte gotiche in quel di Tokyo. Lo shock visivo di vedermi pallida e di nero abbigliata deve essere un duro colpo, mi sa.

Qui Max, Giuli e Vale, possono pure testimoniare che sono un tantinello antipatica e sorrido poco.

Ho sempre sognato di essere un’americana magrissima bionda con le gambe aggrovigliate sul divano tra plaid a scacchi e calzette patchwork dai colori accesi. Davanti alla televisione con un mega cucchiaione pronto ad affondare nell’immensità di quel barattolo formato famiglia. Gelato con granella di cioccolato-nocciole-mandorle e qualsiasi tipo di frutta secca.

Certo ci mettevo del mio. I capelli non erano esattamente di quel biondo. Il plaid non doveva essere scozzese ma monocolore e le calze in tinta con il divano. Il cucchiaione doveva riprendere la nuance di cuscini e il barattolo del gelato magari trasformato in un mega coppone di vetro minimalistico senza scritte. E la granella di cioccolato-nocciole-mandorle l’avrei evitata eccome perchè se c’è una cosa che mi fa innervosire è proprio trovare roba croccante nel gelato. Un po’ può essere pure entusiasmante ma se devo passare il tempo a masticare mi infilo un chewing-gum e via.

L’ambientazione americana spariva per lasciare spazio a un ordinato scenario da casa perfettamente moderna, lineare, ordinata e comedicoiosantapizzetta!

Rainews ci ha visto lungo e la Cuoca Matta mi piace sempre più. E’ un identificativo che sta prendendo piede  e che rimane per me davvero un bel gran complimento. Su twitter stamane mi hanno informato che ieri al Tg2 in un servizio sugli IOS5 mi hanno nuovamente nominato con tanto di avatar e pagina twitter con foto. In queste occasioni se lo riveli fa cheap. Se non lo fai fa snob.

A me fa innegabilmente piacere e quindi lo dico senza cheap. chiop. e snob. E insomma Grazie infinite.

A tal proposito il titolo potrebbe indurre giusto a esclamare “eh. è matta davvero! Adesso pure cucinare con la lavastoviglie!“. In realtà quando il Nippotorinese mi ha donato “Cucinare con la Lavastoviglie” di Lisa Casali edito dalla Gribaudo, ho ridacchiato distratta pensando a un simpatico volumetto per prendermi in giro; del resto sono abituata a ricevere determinati tipi di cadeau. Come il volumetto “Io non mi lamento” e “Pazza per le borse”. Il primo aveva addirittura un braccialetto che bisognava indossare nel caso in cui si superasse la soglia di “un giorno senza lamento”, o qualcosa del genere. Sta di fatto che oltre a non averlo mai indossato e aver trovato la protagonista di “Pazza per le borse” una principiante a mio confronto, credevo che anche questo volumetto sarebbe stato una simpatica boutade per diventare poi oggetto da arredo. Un’acchiappa polvere per dirla tutta. Un ciapapuer come dice il Nippotorinese nel suo idioma.

Come tutti sanno ieri erano in vendita le mele dell'Aism. Spero con non troppo ritardo, sono venuta a conoscenza della bellissima iniziativa Dillo a modo tuo, e nonostante debba ancora approfondire le modalità di partecipazione inviterei chiunque passi di qui a fare un clic e aderire.

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"Non è possibile unire i puntini guardando avanti. Potete unirli solo guardandovi indietro. Così dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire" Non ho mai avuto miti, nè mai ne avrò. Semplicemente perchè credo molto più nell'ammirazione controllata capace di

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