Iaia

Le Ricette di Mamma – Siciliane a base di pesce

Ti racconto alcune delle ricette siciliane che mia mamma prepara da sempre. Delle preparazioni che non sono solo piatti ma scrigni di ricordi, giorni e vita. Un tour tra cuore e tavola.

Il Gelo Siciliano (e tutte le ricette)

Il gelo siciliano è un dolce al cucchiaio freschissimo, delicato e leggero molto consumato sull’isola, soprattutto durante la caldissima e afosa Estate. In realtà puoi trovarlo durante tutto l’anno ma è proprio in questa stagione che il gelo non può mancare. Famoso più nella parte occidentale, e soprattutto a Palermo tanto da diventare il dolce tradizionale della Festa di Santa Rosalia patrona della città, il gelo conquista sempre tutti proprio per la semplicità e leggerezza.

A Pasta co Niuru – La pasta con il nero di seppia

La pasta con il nero è per i coraggiosi. Per chi non ha paura di mangiarla liberamente senza tanti complimenti e paturnie. Io, conoscendomi, a prescindere dal fatto che non fa parte della mia alimentazione avrei problemi a mangiarla. Perché sì, mi preoccuperei del sorriso. Amavo -anche- di papà il suo dolce fregarsene e arrotolare e parlare e pure ridere. Del resto: se stai mangiando la pasta con il nero è ovvio che il tuo sorriso sia nero, no? Come avessi affondato il sorriso nella lava e nel buio. E i denti come stelle che si intravedono scintillanti.

Occhi di bue: il frutto di mare sconosciuto

Sono dei frutti di mare con una conchiglia di madreperla che ha un buco naturale -per farci collanine e bracciali- che sembrano forgiati da Polifemo con la stessa lava. Per farti capire velocemente il valore un chilo di occhi di bue sta intorno ai 90-100 euro. Sono rarissimi. C’è il fermo biologico e non sempre si possono prendere. Negli anni 80 chiaramente la situazione era diversa e papà oltre alle murene nella zona di Brucoli arrivava dal mare con cesti di occhi di bue. A me piacevano tantissimo. Posso dire tantissimo? Sia crudi con il limone e olio che bruciacchiati qualche istante sulla brace. Raccoglievo la conchiglia che disegna pure un arcobaleno dentro e ci facevo le collanine, i bracciali e quelle più grandi - e ti assicuro che papà ne ha preso alcune che sembravano posaceneri- le mettevo nella mia stanzetta così d’inverno sognavo il mare e lo avevo lì. Sul comodino.

Torta (vegan) alle ciliegie

Diventano orecchini solo poggiandole e come pop corn perché è vero proprio che una tira l’altra. Ti macchiano alla Pollock i vestiti d’Estate ma le perdoni e sono perfette per i disegni e le illustrazioni ( @maghetta con le ciliegie ha viaggiato tantissimo usandole come ruote delle biciclette, pesi da palestra, palloni da beach volley e infinito altro). Quando arrivano le ciliegie non si può non essere felici. A me piace tantissimo privarle del nocciolo, chiuderle nei sacchetti da freezer e usarle per deliziosi smoothie. Ci impieghi un po’ di tempo a snocciolarle, è vero ma la soddisfazione nel gustarle è tanta. Oggi ti propongo una ricetta vegana facile e veloce che ti piacerà. Ne ho certezza assoluta. Morbidissima, gustosa e leggera. Perfetta proprio per questo non solo per colazione e merenda ma anche come chiudi pasto; magari accompagnando il tutto con qualche pallina di gelato (o panna montata).

Anguria, Feta e Cleopatra

Ricordo che quando dieci anni fai parlai dell’insalata di Cleopatra sul Blog, ovvero anguria e cipolla rossa, in tanti mi hanno chiesto espressamente di riposarmi perché forse stavo lavorando troppo. L’anguria in versione salata non era ancora ben vista. Avevo letto, come scrissi sul post, che Cleopatra fosse ghiotta di anguria e cipolla. Dopo diverse ricerche (inutili) non potendo venire a capo del giallo culinario mi convinsi semplicemente che fosse così e per me l’insalata di anguria con la cipolla diventò semplicemente: L’insalata di Cleopatra. Nel tempo uscì la moda -vista per la prima volta su Alice tv, per quanto mi riguarda- dell’anguria con la feta senza contare l’anguria con il succo di limone, tormentone di otto anni fa circa. 

Bretta? La Foodie-Detective

Conosciamo un po’ di più Bretta? Con la testa a palloncino Bretta Om vive tra Los Angeles e Londra ma è di origine italiana. Il...

È tempo di un dolce con le Albicocche

Uno dei libri di cucina che amo di più -da un decennio circa- è Le Stagioni di Donna Hay. Non è che ne possiedo tanti di libri di cucina. Li possiedo tutti (risate disperate in sottofondo, grazie regia); tristemente ti rendi conto poi di affezionarti, come in tutte le cose, a pochi volumi. La certezza di trovare qualcosa di vincente ne Le Stagioni mi appaga moltissimo. Lo tengo lì sempre pronto e lui fedele non delude. Proprio per la struttura temporale so già che appena arriva il periodo delle albicocche di sicuro Donna ha sfornato qualcosa di buono. Stessa cosa con le ciliegie, con i pomodori e le zucchine. Quella che ti mostro è una torta che contiene una grande quantità di albumi e che riscuote sempre parecchio successo quando la servo. L’ho fatta negli anni anche con le pesche tabacchiere e le ciliegie. Il risultato è perfetto con qualsiasi tipo di frutto estivo.

Stranger Things 3 – Recensione? Ma più ricette, dai.

Come preventivato ho visto la terza stagione di Stranger Things in poco più di dieci ore mandando all'aria piani e programmi. Solo i fratelli Duffer sono riusciti a farmi diventare una binge watcher. Mi hanno appassionato, commosso e divertito con la loro incredibile storia e proprio per questo mi sono imposta di non essere affrettata ma di metabolizzare, valutare e sentire quello che è rimasto. Sentirlo piano piano a distanza di qualche giorno. Giocare sulla nostalgia anni ottanta è oggettivamente geniale e vincente perché il pubblico -in tutto il globo intero- non fa che ripercorrere momenti di estrema felicità tra quelle maglie colorate e psicadeliche, quei pantaloncini a vita alta e quelle pettinature cotonate. La prima cosa che salta all'occhio è di sicuro l'attenzione per l'abbigliamento e giustamente una spasmodica passione per i ray-ban e le prime incredibili polo a righe cinturine che chiudono la vita.

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Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Le mie Storie in Cucina

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