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Post scritto qualche tempo fa (continuo a smaltire in questa fase di “Lavori in Corso”, ok?)

Da Cristaldi a Catania scovo sempre qualsiasi sorta e tipo di tè, infuso e tisana. L’angolo paradisiaco si trova per altro vicino all’esposizione delle scatolette di Maghetta Streghetta Pastiglie Leone (credo proprio che lei quatta quatta con l’ombrellino la notte quando è tutto chiuso vada lì e faccia vergognosa razzia di Tè al cocco, di cui è follemente ghiotta). L’ultima volta tra limone e zenzero, cocco, ciliegia e qualsiasi tipo di bustina-foglia-erba mi capitasse a tiro mi è caduto casualmente (ribadisco: ca-suallll-mmeeeennn-teee) nel cestino l’ennesimo infuso che contenesse cannella. Pur ripromettendomi di finirla con il classico e scontatissimo connubio cannella-arancia ancora una volta non ho saputo resistere.

E ho fatto bene santoinfuso!


Sì. Anche questo Post è stato scritto un bel po’ di tempo fa (Dalla prossima settimana, come scrivevo ieri, ci saranno le nuove pubblicazioni).

Questa storia del rotolo è diventata snervante o sbaglio? Non troppo tempo fa in occasione della Carotola ho confessato, vergognandomi giusto un po’, che qualche mese fa si era passata questa “fase rotolo”. Quando accade in realtà è (anche) perché sperimento qualcosa extra blog e spesso mi ritrovo degli impasti “di prova” che per non essere rovinati vengono ri-trasformati. Oppure più semplicemente rispondo a delle richieste (ebbene sì c’è anche ” a grande richiesta!” – Pubblico pagato, naturalmente. Nessuno che mi chiede un primo piatto o un caffè. Chissà come mai?!). Senza ombra di dubbio alcuno il rotolo va per la maggiore; sarà per la versatilità che lo rende un dolce-torta jolly che si può adoperare un po’ come pare e piace e che può essere inserito nei contesti culinari più disparati. Sarà che è una delle poche cose che faccio bene (no questo non lo devo dire. Devo atteggiarmi ad esperta. Lo dimentico sempre, pardon).

Ho scritto questo Post nel periodo Pasquale.

Si chiama Happy Veggie. L’ha scritto Francesca Quaglia, ovvero la straconosciutissimabellissimaamicamiacheamofollemente dei Paciocchi di Francy. Ed è un libro che se non compri ti spacco la faccia, ok?

Ah no. Dicevo. Ed è un libro con foto di una bellezza unica e rara che Francy ci regala deliziando le nostre pupille poco avvezze a siffatte beltà. Ed è un libro pieno di salute, amore e lotte. Vittorie e Sogni. Adesso faccio la splendida ma da brava anziana ho capito praticamente da settantadue ore che potevo davvero stringerlo tra le mie mani. Non vedo l’ora di andarmici a coricare abbracciata stretta stretta. Nel frattempo puoi decidere saggiamente di acquistarlo e vedertelo recapitare a casa o scegliere il formato e-book (bbuuuuuuu per il formato ebook). Tutto questo come?

E comunque sì dai. Se non lo compri ti spacco la faccia sul serio. Oh. E’ mercoledì. E sono MOLTO arrabbiata.

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Cominciamo bene.

Esattamente un anno fa parlavo su questo blog degli Shirataki per la prima volta (forse per questo mi ero distratta da Happy Veggie? Cielo. Sono vergognosa). Se ti fa piacere leggere l’articolo che li riguarda basta cliccare qua. A fondo di questo post inoltre si trova la Video Ricetta sugli Shirataki per quanto concerne tipologia, metodo di utilizzo e curiosità, insieme a una velocissima preparazione di “Riso Shirataki” con Asparagi e Fragole, che visto il periodo sono pure di stagione e rimane un’idea inusuale carina da proporre (fermo restando che il riso shirataki è buono quanto un calcio sugli stinchi e la rottura di un femore; così giusto per essere sintetica). Nell’archivio fotografico ho una tale vastità di ricettine e abbinamenti più o meno “curiosi” da pubblicare riguardo a questo adorabile concentrato appiccicosiccio che in questi trecentosessantacinquegiorniepppiù mi ha a dir poco conquistato. Devo però prima (ri-ri-ri-ri) sistemare il mio personalissimo calendario di ricette. Organizzarlo, come ripeto fino all’ossessione tre volte al dì, non è così semplice come credevo quando avevo una casa, una vita, un po’ di serenità e dei luoghi dove rifugiarmi. Tra le macerie è tutto un po’ difficile. Trovare oggetti, pensieri e anima. Per una persona maniacalmente ordinata e organizzata minuto per minuto che si ritrova a “vivere alla giornata”, ovvero nella modalità meno egoista possibile, è inesplicabile. E potenzialmente pericoloso da un punto di vista psicologico; ma grazie al cielo quello è l’unico punto di cui nessuno deve preoccuparsi, men che meno io perché la situazione era già disastrosa a prescindere.
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